Sconsigli Netflix: i flop del 2020

Come da tradizione iniziata nel 2019, anche quest’anno vi propongo i titoli flop del 2020, ossia tutte quelle uscite Netflix in cui mi sono imbattuta durante l’anno e mai recensite perché mai terminate in quanto, per i più svariati motivi, non hanno mai catturato abbastanza la mia attenzione al punto di voler proseguire fino alla fine e dedicare loro un intero articolo… insomma, i titoli-noia.

Come già detto anche l’anno scorso, si tratta esclusivamente di opinioni personali, così come tutte quelle espresse nelle varie recensioni presenti su La Terrona, il cui unico fine è il confronto con chi legge nella speranza di condividere la passione per film e serie tv, ergo critiche e suggerimenti sono anche quest’anno ben accetti. Ma iniziamo subito!

Film

Dov’è la tua casa

Pellicola spagnola che tenta di seguire il filone thriller che ultimamente ben riesce ai sudditi di Re Felipe, che, in questo caso, non ingrana. Una trama in principio un po’ forzata, al tempo stesso non supportata da una recitazione e una sceneggiatura compensativamente accattivanti.

Holidate

Film di Natale che, a parte le decorazioni natalizie, non ha nulla di natalizio. Scurrile e sciocco, tocca il fondo quando lo stesso linguaggio viene esteso anche ai bambini che, senza batter ciglio, ripetono le stesse battute eccessive degli adulti.

In questo film che tra l’altro crea l’aspettativa di una commedia romantica di Natale, non solo non vi è la scontatezza di una commedia natalizia, ma neanche il piacere stesso di vedere un film per quello che è. Fastidioso, il film peggiore visto nel 2020.

Jingle Jungle

Doveva essere il film di Natale 2020 insieme a The Midnight Sky (altro successo al limite del flop) replicando il successo 2019 di Klaus ma, a giudicare dalle visualizzazioni, non è stato minimamente così.

Forse, nonostante potesse ricordare le ambientazioni del Grinch, è un po’ “troppo musical”. Errore madornale nel mio caso è stato far partire subito un paio di canzoni a pochi minuti dall’inizio del film: voglio dire, non si è capito ancora di cosa si parli e questi già cantano?! L’attenzione cade subito e da lì, premere stop è un attimo.

Serie tv

Dracula

È una miniserie che per il primo episodio è anche interessante, ma il fatto che siano varie puntate scollate tra loro, tutte abbastanza lunghe e impegnative, fa sì anche in questo caso che l’attenzione cali. Una trama intensa, magari ben approfondita, bastava e avanzava; avvicendarsi al secondo episodio trovando tutt’altro, non aiuta ma scoraggia lo spettatore.

The Witcher

So trattarsi di un terreno spinoso poiché in tanti invece l’hanno apprezzata, eppure scelgo di mettere The Witcher tra i flop per un semplice motivo: è una serie tv a uso e consumo dei videogiocatori, di chi conosce la storia, e non è in grado di avvicinare chi, appassionato di fantasy, vi si approccia per la prima volta.

Personalmente ho provato due volte a riniziare dal primo episodio, perdendomi nella trama e preferendo a quel punto dedicarmi ad altre uscite più accattivanti. Peccato, poteva essere interessante, con un pubblico più vasto, un vero fenomeno Netflix, e invece si è persa tra il pubblico di nicchia già fedele.

Freud

Serie tv molto discussa, ha il grande vincolo che se si mastica un po’ di psicologia, si approda al primo episodio pieni di aspettative abbondantemente disilluse. Che si facciano rifacimenti anche inventati fa parte della licenza artistica, ma il problema grande in questo caso come fu per Baby a suo tempo, è stato il marketing precedente all’uscita che, a partire già dalla scelta del titolo, ha dato allo spettatore l’illusione che si trattasse di una serie tv su Freud, attirando tutta una schiera di psicologi, psicoterapeuti, studenti e appassionati vari che, comprensibilmente, hanno storto il naso.

Vis a vis

Anche qui so di poter scatenare le ire di molti fan, ma inspiegabilmente nonostante tra le protagoniste ci siano attrici che adoro come Alba Flores, pur essendo giunta fino alla 5° puntata della prima stagione, non ho trovato nessun motivo per andare avanti. Purtroppo Vis à vis mi annoia.

White lines

Produzione anglo-spagnola che ha dominato l’estate 2020, per ora non mi ha incuriosita tanto da preferirla ad altre uscite successive. Non la depenno del tutto dalla mia lista in attesa di una seconda stagione: in quel caso ipotizzo di provare a riprendere White lines dalla prima e vedere se sta volta riesco a non farmi distrarre da altro.

La barriera

Stesso destino di White lines, spetta a La barriera. Interessante, non lo è abbastanza da farmi desistere dal passare ad altre uscite più invitanti. Anche lei in stand by, vedremo se susciterà nuovo interesse nell’ipotesi di una seconda stagione.

La Révolution

Medesimo discorso delle ultime due produzioni citate si applica a La Révolution che, anche se più difficile da abbandonare rispetto a White lines e La barriera, per ancora un bel po’ non risuterà tra le produzioni recensite.

Snowpiercer

Caso diverso è quello di Snowpiercer che, trama interessante e ben fatto, convinti di solleticare la curiosità del pubblico, è stato suddiviso in un numero di episodi indefiniti usciti volta per volta, uno a settimana. Risultato? Dopo un po’, dimenticando sistematicamente cosa fosse accaduto nell’episodio precedente, ho smesso di seguirlo. Per rilasciare un episodio a settimana è necessario che la trama sia estremammente avvincente, che rimanga nella mente dello spettatore e questo non è il caso di Snownpiercer che, ambientato anche in uno spazio fisico limitato, fa sembrare le scene tutte uguali.

Il successo di una produzione dipende dal momento e dalle modalità del rilascio

Dati i titoli flop, cosa possiamo dedurre dalle critiche mosse? Che il successo di una serie tv, ancora più che dalla trama, spesso è determinato dai tempi e dalle modalità di rilascio che, se troppo ravvicinati a serie più forti o troppo dilazionati, fanno sì che il pubblico migri automaticamente altrove, perdendo ogni entusiasmo.

Nonostante questo, tra successi, insuccessi, critiche e dibattiti social, il gigante dello streaming Netflix ha portato a casa un altro popolosissimo anno favorito dai lockdown mondiali che hanno ingrossato le fila del pubblico. Di certo i guadagni per la piattaforma sono stati altissimi e noi, in quanto pubblico, non possiamo far altro che sperare che tutto questo si tramuti presto in nuove produzioni di sempre maggiore qualità.

All’anno prossimo,

Giancarla.

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