Sconsigli Netflix: i flop del 2019

A pochi giorni dalla nuova decade da cui pretendiamo solo lunga vita e prosperità, mi sembra doveroso lasciare indietro ogni forma di negatività, anche con Netflix!

Accortami che tendo a recensire soprattutto ciò che mi piace o infervora rispetto a ciò che mi annoia o lascia perplessa, ho pensato che come forma di esorcismo di ogni pessimismo per il 2020 poteva essere divertente raccogliere in un unico articolo tutti i titoli flop di Netflix 2019, quelli che neanche si arriva alla fine per quanto deludenti.

Ovviamente si tratta sempre di opinioni personali, ma chissà, magari proprio dal confronto sulle critiche negative potremmo trovare nuovi punti d’interesse in prodotti che finora abbiamo preso in scarsa considerazione.

Iniziamo:

Serie TV

Altered carbon

Piena di aspettative ricordo di essermi organizzata la serata appositamente per vederne la prima puntata. La prima non mi entusiasma, ma non mi perdo d’animo. Passo alla seconda: peggio mi sento. Arrivata alla terza, abbandono.
Non so se in futuro potrei dargli un’altra possibilità, ma considerate le costanti nuovi uscite in piattaforma, l’ipotesi che io possa tornare sui miei passi riniziando Altered carbon è molto scarsa. Potrei farlo solo se uscisse una nuova nuova stagione esplosiva o sentissi più di un’opinione discordante dalla mia in grado di darmi concreta speranza.

Chewing gum

Il trash assoluto. La serie tv più inutile mai iniziata. Mi spiace, ma non posso esprimermi diversamente, non ho finito neanche la prima puntata perché inseguibile con continue allusioni sterili al sesso (e sapete che non parlo per bigottismo), e un’annessa povertà di trama. Il flop dei flop.

La Casa de las Flores

Inserire La Casa de las Flores in questa lista forse è un po’ ingiusto poiché la trama mi ha incuriosita e penso abbia del potenziale, ciò però che non regge è la qualità tecnica della produzione. Purtroppo, ormai abituati a film e serie tv di una certa qualità, vedere scenografie palesemente cartonate o abiti di scena palesemente costumi diventa insostenibile. Capisco che probabilmente la cinematografia messicana sia ancora in evoluzione ma, rispetto ad altri Paesi, la differenza qualitativa si nota e per ora rende un’idea comunque interessante, alla lunga poco entusiasmante. Spero sinceramente di potermi ricredere e magari fare una bella recensione sulle prossime stagioni.

Living with yourself

Altra serie carica di aspettative che presto si è rivelata una delusione. Living with yourself è una di quelle serie che la si considera o una genialata o una stupidata. Nel mio caso si è rivelata la seconda. Un paio di puntate e stop.

Lost in Space

Amo la fantascienza. Adoro Star Trek (sto preparando un doverosoo articolo in merito) e Star Wars e amo lo Spazio, per questo sono giunta Lost in Space memore dell’originario telefilm. E devo dire che inizialmente mi stava anche rapendo poi però, chissà perché, forse per una trama un po’ piatta durante la prima stagione, ho iniziato a percepire un po’ di noia e ho mollato a poche puntate dalla fine. Nonostante tutto ho letto che la seconda stagione sembra interessante e questo ammetto stuzzicarmi non poco.

Noi siamo l’onda

Innamorata del film di formazione L’onda a cui si rifà la serie tv in questione, mi sono avvicinata a Noi siamo l’onda. E nulla, tra i due non c’è minimamente paragone. Noi siamo l’onda è il susseguirsi di sequenze, dialoghi e dinamiche fin troppo ovvie e per questo non avvincenti.

The I-Land

Se vi doveste incuriosire perché nostalgici di Lost, lasciate perdere, tenetevi la vostra nostalgia o concedetevi un bel rewatch. Come in Chewing gum, anche qui i livelli di trash toccano picchi di noncredibilità assoluti e alla fine, a forza di sperare in un po’ di suspance, ci si stanca e si spegne tutto. Amen.

The A-List

Per certi versi sorella minore di The I-Land, dedicata forse ad un pubblico più giovane, a livello di pathos e fidelizzazione stringe la mano alla precedente e anche qui si spegne tutto in un amen.

The Rain – stagione 2

Specifico proprio stagione 2 perché la prima non mi era dispiaciuta, anzi. Ricordo che uscì nello stesso periodo di Dark e, seppur quest’ultima più interessante, mi soddisfecero entrambe. Ma la seconda di The rain è stata un totale disastro soprattutto nel finale quando, ahimè, gli sceneggiatori hanno avuto la brillante idea di trasformare uno dei protagonisti in una sorta di supereroe Marvel. In una serie tv plausibilmente distopica anche no.

Film:

Non sono un uomo facile

Non male come idea, inizia con una buona carica narrativa ma dopo il primo terzo di film, tutto va a sgonfiarsi. Non è un vero e proprio flop, ma se mi chiedeste di rivederlo, vi direi di no.

Tutte le volte che ho scritto ti amo

Probabilmente troppo cresciuta per capirlo, ma l’ho trovato semplicemente un po’ sciocco nonostante pare abbia avuto un buon successo al punto di prevedere un seguito che, mi pare ovvio, io non vedrò.

Per me questi sono stati i titoli più scadenti scoperti nel 2019 e voi cosa ne pensate? Siete d’occordo o – si salvi chi può – avete trovato di peggio? Fatemi sapere! Intanto vi abbraccio tutti e vi auguro di concludere al meglio gli ultimi giorni di dicembre invitandovi a ricaricarvi il più possibile e a tenervi pronti perché, vacanze finite, a gennaio riprenderemo tutti a pieno ritmo con tante novità anche qui su La Terrona Bionda.

Buone feste, a presto,

Giancarla.

AGGIORNAMENTO 30.12.2019
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Designated survivor
Troy – La caduta di Troia

 

4 pensieri su “Sconsigli Netflix: i flop del 2019

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