Natale con uno sconosciuto – stagioni 1 e 2

Trama: Johanne ha 30 anni, è single e non ha figli. Peccato mortale se la tua famiglia unita e numerosa è popolata di coppie felici e prolifiche. Ce la farà la nostra eroina a superare la prossima cena di Natale senza implodere? Fortuna che gli amici eccentrici, le app per incontri e l’ipotesi di farsi un altro tatuaggio non deludono mai.

Anno: 2019 Paese: Norvegia
Titolo originale: Hjem til Jul Episodi: 16
Durata: 24-35min Genere: sentimentale
Voto: 3,8/5

Descritto dal tabloid norvegese Verdens Gang come un ibrido tra Bridget Jones e Love Actually, Natale con uno sconosciuto è una breve e leggera serie tv natalizia in grado di far sorridere, riflettere e commuovere nel giro di poche puntate.

La trama è vista e rivista: una trentenne single, circondata da coppie felicemente sposate con prole, sottilmente vessata da una società che – Paese che vai, mentalità che trovi -, non riesce a darsi pace comprendendo che a 30 anni si possa essere donne felici ed appagate pur non avendo figli né una relazione stabile.

Per Johanne inizia un turbinio di consigli e appuntamenti al buio volti a farle conoscere l’inverosimile principe azzurro.

Johanne, sebbene tutto sommato felice della propria vita da infermiera indipendente, bloccata tra l’incudine dei genitori che non la voglio “sola” a Natale ed il martello dell’ex fidanzato storico che, dopo averla lasciata, si è già sposato e ha una bambina, si fa trascinare in una ricerca matta e disperatissima dell’uomo perfetto nonostante, c’è poco da dire, in circostanze così forzate, è evidente che le premesse per una relazione sana e duratura siano inesistenti.

Fortuna che c’è Jorgun, l’amica e coinquilina eccentrica su cui a primo impatto non si scommetterebbe un centesimo, ma che di fatto è l’unica in grado di consigliarla per il meglio.

È proprio grazie a Jorgun che Johanne conosce Jonas, meglio noto come Fuckboy, il cui soprannome è tutto un programma che, però, ai fini della relazione senza impegno instaurata, almeno all’inizio sembra essere la più matura tra tutte quelle intavolate da Johanne nell’arco di poche settimane. Ma a questo punto, è bene fermarsi e lasciarvi scoprire da soli quali avventure attenderanno la nostra dolce infermiera con la consapevolezza nel frattempo di potersi godere magnifici paesaggi innevati e confrontarsi con una protagonista e dinamiche relazionali diverse da quelle color confetto a cui normalmente siamo abituati.

Una serie tv vista e rivista sicuramente, ma con un tocco di mentalità nordeuropea in grado di mostrarci scenari narrativi in parte inediti.

Un’eco di Jane Austen che, dopo un riadattamento in Bridget Jones, trova una degna evoluzione culturale in Natale con uno sconosciuto che, a pensarci bene, secondo l’intelligenza e la capacità di rottura con la tradizione della Austen, trasposta all’epoca contemporanea, avrebbe sicuramente apprezzato. Del resto, come lei stessa ci ha mostrato: la felicità non ha nome, colore né prezzo e ognuno di noi, o meglio ognuna di noi, ha il dovere di perseguirla e coltivarla come meglio crede a dispetto di ogni opinione non richiesta.

A presto,

Giancarla.

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