Che cos’è la ludoteca? Identità di un servizio poco conosciuto

Questa domanda, se può apparire ovvia e quasi scontata, in concreto si risolve nella convinzione che si tratti di un luogo non ben definito, rivolto a qualsiasi bambino di qualsiasi età, in cui semplicemente si trascorre il tempo giocando. Nel sentire comune, a complicare il tutto, si è avuta la proliferazione negli anni di molteplici servizi che, servendosi spesso della stessa denominazione “ludoteca”, hanno contribuito a far perdere di chiarezza al servizio in questione.

La ludoteca è un servizio educativo ideato per rispondere alle nuove esigenze della società e alle nuove aspettative rivolte all’infanzia; essa è il riconoscimento del valore educativo del gioco, come esperienza necessaria allo sviluppo armonico e completo della personalità.

Photo by Erika Giraud

Il fondamento di tali concezioni si ritrova già nella prima Dichiarazione dei diritti del fanciullo dell’ONU del 20 novembre 1959, che previde il riconoscimento pieno dell’opportunità del fanciullo di dedicarsi ad attività ludiche e ricreative orientate a fini educativi, specificando che la società e i poteri pubblici debbano compiere ogni sforzo al fine di concretizzare tali diritti. Successivamente, trent’anni dopo, il 20 novembre 1989, alla dichiarazione seguì la Convenzione sui diritti del fanciullo, che riconobbe il gioco come diritto inalienabile del bambino ribadendone anche il diritto al riposo e al tempo libero, alla vita culturale ed artistica, e sancendo implicitamente la necessità di creare servizi specifici volti al riconoscimento di tali diritti.

Un po’ di storia…

Le prime ludoteche sono sorte in territorio europeo negli anni ‘60, in particolar modo in Svezia nel 1963 e in Francia nel 1968. Negli anni’ 70, esse si diffusero in Germania, Inghilterra e Svizzera; inizialmente la ludoteca rispondeva a necessità sociali come il sorvegliare minori con handicap o generalmente svantaggiati, al fine di curarli o integrarli, per poi evolversi e rivolgersi a tutti.

In Italia, alla fine dell’Ottocento, si diffusero gli oratori parrocchiali che, soprattutto grazie all’opera di Giovanni Bosco, oltre ad essere luoghi di dottrina religiosa, si affermarono come luoghi di aggregazione e di gioco, diventando e rimanendo ancora oggi in molti luoghi, l’unico riferimento ludico.

Sarà tra il 1977 e il 1978, dopo sporadiche ma interessanti iniziative a Triste e Torino, che a Firenze e Como, per iniziativa dei genitori del dopolavoro Enel e dell’associazione Donatori del Tempo, volta all’integrazione dei portatori di handicap, sorgeranno luoghi definiti specificatamente ludoteca, intesi come realtà orientate all’uso e al prestito di giochi. La prima esperienza di ludoteca comunale si ha sempre nel 1978, a Nonantola in Emilia Romagna, mentre negli anni‘80 si istituiranno ulteriori ludoteche a Carpi, Fiorano, Bologna, Torino, Milano.

L’associazione ALI- per Giocare-Associazione italiana dei Ludobus e delle Ludoteche, fondata nel 1998, a partire dal 2003 ha avviato un corso di formazione nazionale per ludotecari di ludobus, al quale, nel 2012, ha fatto seguito il corso di formazione per ludotecari di ludoteca. Nel 2011, grazie ad un lungo confronto tra varie ludoteche italiane appartenenti ad ALI e non solo, è stata costituita la Carta nazionale delle Ludoteche italiane: linee guida per la qualità del servizio ludoteca, il primo documento condiviso in Italia che definisce caratteristiche, finalità e indicatori di qualità della ludoteca, considerata come servizio pubblico per il gioco.

Nonostante ciò, il legislatore italiano non ha ancora previsto una giurisprudenza nazionale specifica per il mondo delle ludoteche, equiparandole per analogia ad ogni altro istituto scolastico, e demandando la materia alla competenza regionale.

Ma, allora: cos’è una ludoteca? Il fine evolutivo e sociale

Il presupposto teorico alla base del sorgere delle ludoteche è mettere a disposizione dei bambini giocattoli educativi, ma anche alternativi, da provare e prendere in prestito al fine di accompagnare l’armoniosa crescita del minore. Mettendo a disposizione di ogni piccolo utente i giocattoli più validi e disparati e che spesso non tutti i genitori possono comprare, le ludoteche concedono ad ogni bambino le stesse possibilità di gioco e di divertimento oltre che di accesso a materiali evolutivi.

Si nota come la ludoteca si identifichi come un mezzo fondamentale utile a colmare le differenze socioculturali, permettendo ai genitori di trovare in ludoteca dei giocattoli di qualità adatti a ciascuna tappa dell’evoluzione dei bambini, potendo usufruire del consiglio dei ludotecari e prendendo spunto rispetto a quali giocattoli a loro volta regalare ai figli.

Ludoteca comunale Thomas Dezi, Pescara.

Un meraviglioso esempio di ludoteca per tutti, fu quello della ludoteca di Brighton in UK, istituita nel 1973 da un bancario in pensione all’interno di uno dei quartieri più a rischio della cittadina. Progetto coordinato con il settore infanzia della biblioteca pubblica, si identificò per alcuni obiettivi fondamentali come la promozione, tramite il gioco, di un sano sviluppo dei bambini svantaggiati e il loro inserimento sociale. L’ambizione dell’ex bancario, signor Lee, si rinveniva nel fornire, fin dalla prima infanzia, un antidoto al malessere sociale che, sostenuto finanziariamente dal dipartimento della sanità e della sicurezza sociale dell’Est Sussex, dalle biblioteche pubbliche e dalle associazioni caritative, divenne inoltre spunto per la ricerca pedagogica da parte dell’Università del Sussex. Negli anni a seguire, la ludoteca crebbe, arrivando a contare più di 1000 iscritti e 50.000 prestiti.

Tratti distintivi dell’azione educativa

A caratterizzare l’azione educativa di questo servizio è l’importante funzione di sensibilizzazione culturale da esso svolta e rivolta alla promozione di rapporti con gli abitanti del quartiere, con le scuole, con le associazioni territoriali e soprattutto con i genitori. Tutto, però, questo è possibile grazie ad alcuni elementi essenziali.

La funzione educativa dell’ambiente. L’ambiente, nella sua globalità, intrattiene un complesso rapporto con il bambino condizionandolo e stimolandolo fortemente, e aiutandolo a delineare la propria identità grazie a molteplici esperienze. L’ambiente, perciò diventa struttura educante, una porzione di mondo con il quale il bambino entra in relazione generando uno scambio continuo e circolare. L’organizzazione e la disposizione degli spazi assumono una rilevanza: l’organizzazione non causale degli spazi può facilitare il rispetto di alcune norme basilari con il non interferire nel gioco degli altri, non creare disturbo con il vociare eccessivo, ecc.

Le dotazioni. Per una ludoteca la scelta dei giocattoli è particolarmente delicata in quanto deve tenere conto di una serie di fattori sia funzionali che pedagogici. In primis le dotazioni vanno rapportate all’età in virtù dello sviluppo fisico e mentale del bambino, perciò è opportuno organizzare gli acquisti con una dotazione iniziale di base da integrare successivamente in base al numero medio dei frequentatori e alle attitudini ed interessi da questi dimostrati.

Lo schedario. Una delle questioni centrali è il ruolo riconosciuto allo schedario, consistente nell’insieme di dati riconducibili alle dotazioni, ai prestiti e all’utenza. In merito alle dotazioni, si ha una specifica classificazione (per tipologia, numero di giocatori, età ecc.) che può variare di ludoteca in ludoteca, a cui si aggiungono le schede giocattolo: la scheda tecnica (come si compone e come si gioca), la scheda inventario (nome del fabbricante, del paese di origine e della descrizione del giocattolo, insieme al prezzo di acquisto e alle date di entrata e di cessazione del servizio in ludoteca) e la scheda pedagogica.

Laboratorio del giocattolo, un’officia creativa. Un elemento caratteristico della ludoteca è il laboratorio per la costruzione di accessori per il gioco e giocattoli. Questo consente ai bambini di trasmettere esperienze di autonomia, imparare ad usare i materiali più vari, stimolare il desiderio di creare e costruire con le proprie mani; il materiale realizzato può essere utilizzato sia per l’arricchimento degli angoli gioco, che per progetti particolari volti ad esempio alla realizzazione di scenografie, allestimenti per feste o oggetti per concorsi a tema.

Spazi all’aperto. Una ludoteca che si rispetti non può non disporre di uno spazio all’aperto, in quanto come ampiamente già osservato, giocare all’aperto si determina come un’esperienza insostituibile. Anche l’area esterna, così come quella interna, può essere suddivisa in zone e caratterizzata secondo i vari tipi di attività ludiche che vi si possono svolgere.

Le regole in ludoteca. Il rispetto delle regole all’interno di spazi condivisi è fondamentale, si determina come obiettivo determinante per la crescita e l’educazione di un individuo. All’interno di una ludoteca, esso diventa oggetto implicito ed esplicito dell’attività di ogni giorno, per cui l’autocontrollo e l’affermazione dello sviluppo individuale e collettivo, determinano non solo il rispetto della regola imposta, bensì la sua comprensione, condivisione e messa in pratica.

Photo by Jesus Loves Austin

Di fatto, la ludoteca deve essere un luogo di “contrattazione” dove bambini e ragazzi si abituano ad elaborare progetti, concretizzarli e a ragionare su ciò che è possibile e ciò che non lo è: la differenza tra una sala giochi ed una ludoteca si evidenzia proprio nella possibilità che quest’ultima offre di confrontarsi su come agire e progettare insieme, infatti mentre nella sala giochi il tempo è scandito dalle macchinette con cui si gioca spesso da soli, nella ludoteca il tempo è determinato dalle decisioni dei partecipanti influenzate dal confronto sulle varie forme di divertimento e dal rapporto tra chi gioca e gli adulti presenti, tenendo conto dell’evoluzione culturale e psicologica di ciascuno.

A presto,

Giancarla.

Fonti: Falchi M., Una ludoteca a misura di bambino, Editrice La scuola, Brescia, 2004; Acerbi A.-Martein D., Il gioco è di più: ludoteche e centri per il gioco e l’aggregazione, Edizioni junior, Parma, 2005; Stroppa C., Per una cultura del gioco: come creare una ludoteca, Italian University Press, Pavia, 2001.

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