Mine Vaganti, l’attualità di un film del 2010 dopo la bocciatura del DDL Zan

Trama: un giovane uomo, dopo anni di vita in segreto, decide di fare coming out con la famiglia conservatrice. Le cose, però, non vanno esattamente come si aspettava.

Anno: 2010  Paese: Italia
Titolo originale: Mine vaganti
Durata: 110min   Genere: commedia   Voto: 4/5

Disponibilità: Netflix, Apple tv, Youtube, Google Play Film.

Con 11 anni di ritardo, ho finalmente visto Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, un film del 2010, in cui un giovane Riccardo Scamarcio, dopo anni di segreto, decide di rivelare alla famiglia salentina conservatrice di essere gay.

La famiglia terrona ovviamente vive male l’omosessualità, al punto di pensare che si possa curare come una malattia.

Nel frattempo, il fidanzato di lui, con la comitiva lgbt, decide di fargli una sorpresa, presentandosi in Salento, da Roma. Anche qui, anche loro, per non mettere in difficoltà nessuno, cercano di tenere nascosta la propria omosessualità, reimpostando ogni aspetto della propria identità, dal gesticolare, al vestire, al ridere!

Il film, ipotizzo volutamente stereotipato pur essendo del 2010, crea situazioni estremamente grottesche, che fanno molto ridere, se non se ne comprende la reale drammaticità.

Tant’è che, guardando il film da sola, come sottofondo della mia follia Fai da te natalizia (ho deciso il 1° novembre di iniziare a preparare da sola le decorazioni per il prossimo Natale 2021), chiamo la mia dolce metà, in quel momento in un’altra stanza, per riderne insieme.

Sinceramente, distratta dal mio lavoro e prendendo in quel momento il film solo per ciò che vedevo, mi aspettavo un po’ di mascolino cameratismo da un maschio bianco, ultra 30enne, terrone, etero e pure informatico – quanto di meno vicino possibile alle questioni lgbt (almeno nell’ottica del pregiudizio e dello stereotipo). E invece, dopo qualche minuto di osservazione e mezzo sorriso mi fa:“Certo che devono fare una vita questi… mannaggia, il DDL ZAN!”

A quel punto mi sono resa conto della reale portata del film. Mine vaganti è del 2010, nel momento in cui lo scopro, siamo nel novembre 2021, pochi giorni dopo la bocciatura del DDL ZAN. E mi rendo conto che ben 11 anni dopo, seppur la sensibilità sociale sia aumentata, a livello normativo quasi nulla è migliorato.

Ferzan Ozpetek, dichiaratamente omosessuale con annessi film in cui tocca tante tematiche sociali, compresa la libertà della comunità lgbt, quando scrisse questo film, dedicato per altro alla sua famiglia, pensava di lanciare in modo forte e paradossale, un messaggio sociale importante.

Chissà cosa pensa oggi, lo stesso regista, che di film a tema, nel frattempo, ne ha realizzati tanti, senza vedere un’altrettanta evoluzione sociale delle questioni da lui trattate.

Chissà cosa penseranno di noi le future generazioni, quando riguarderanno le scene che sono passate nei tg negli ultimi giorni!

Ormai sappiamo che ciò che era un messaggio sociale nel 2010, adesso è un vero e proprio urlo di dolore, non solo della comunità lgbt, ma della società italiana intera, che ancora oggi, dalle scelte politiche attuali, non si vede adeguatamente rappresentata. A questo punto, per rimanere in tema “importanti produzioni cinematografiche”, mi salta alla mente un’unica, triste citazione da rivolgere a chi può farlo: “Fuggite, sciocchi!”.

A presto,

Giancarla.

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