Ansia da telefono: come la vivo e come l’affronto

Da un recente confronto con un’amica, è emerso che entrambe, da sempre, abbiamo paura di parlare al telefono.

È una cosa che può sembrare assurda, soprattutto se la stessa persona che ne soffre, appare spigliata e a proprio agio. Eppure, facendo un breve sondaggio tra chi mi segue su Instagram, su 65 persone tra i 18 e i 35 anni che hanno scelto di partecipare, ben 50 hanno affermato di soffrire di ansia da telefono (75%). Un risultato non da poco se pensiamo di essere in una società in cui la comunicazione è all’ordine del giorno.

Photo by Hailey Reed

Perché in alcune persone si inneschi questa difficoltà e come mai sia così diffusa, non credo di poterlo spiegare io: a tale compito, sarebbe più adatta una figura psicologica, tuttavia,

scelgo di raccontarvi la mia esperienza e come affronto quotidianamente questa difficoltà.

Da che mi ricordi, per me, parlare al telefono è sempre stato un problema, fin da bambina. Ricordo con estrema ansia quando i miei genitori mi “costringevano” a parlare al telefono con parenti lontani, che praticamente non conoscevo: mi intimidivo e fuggivo appena potevo.

Di mio, sono sempre stata una bambina molto timida e, ad oggi, non so se la mia ansia da telefono non sia nata proprio a seguito di quelle forzature.

Ci ho ragionato bene e mi sono resa conto che, nel mio caso, a mettermi ansia, non è il parlare al telefono a prescindere (o non proprio quello), ma il parlare con persone sconosciute.

A mettermi ansia è spesso la posizione subalterna che ricopro durante la telefonata: il dover chiedere informazioni, spiegare la mia situazione in modo chiaro, dover attendere una risposta o, ancora, doverla fornire io stessa, sentendomi a priori impreparata.

Ma la stessa situazione, vissuta dal vivo, non mi mette in difficoltà.

Io sono quella che in alcune situazioni si è svegliata presto per andare di persona in alcuni uffici, pur di evitare una telefonata, tra il traffico e file assurde, ma io sono anche quella plurilaureta, che ha sostenuto tantissimi esami orali, discusso tesi, parlato in pubblico, combattuto a 360° la propria timidezza sin dall’infanzia, che si espone sui social e su internet… eppure parlare al telefono mi mette ansia!

Mi sono chiesta spesso cos’è che mi blocca e qualche risposta me la sono data, provando a trovare delle plausibili soluzioni.

A mettermi in difficoltà, ho capito essere il non avere il pieno controllo della situazione. Di persona posso catalizzare l’attenzione dell’interlocutore in vario modo, posso contare sull’immagine sicura che posso offrire, sulla gestualità e l’espressività; al telefono, invece, le cose si complicano. So bene di avere una voce “da ragazzina”, per cui a primo impatto appaio estremamente giovane – cosa che, quando chiami un ente per i più svariati motivi, almeno in Italia, non gioca a tuo favore – e che, la persona dall’altra parte si focalizzerà esclusivamente su ciò che dirò, che dovrà quindi essere chiaro, preciso e compendioso, altrimenti, oltre che infantile, risulterò poco credibile.

Sapere che a mettermi in ansia è il non avere il pieno controllo della situazione, ha fatto sì che io iniziassi ad ipotizzare delle strategie di neutralizzazione della mia ansia, che aumenta in modo proporzionale alla delicatezza della questione che devo trattare.

Photo by Hannah Busing

Le mie strategie

  • Mi preparo il discorso.

Essendo la mia preoccupazione quella di fare scena muta o impappinarmi, mi preparo un discorso: una frase iniziale di saluto, la scaletta delle cose che devo dire e, se necessario, mi ripeto il discorso brevemente prima di telefonare.

  • Creo una situazione di comfort.

a. Mi metto comoda, cerco di avere una certa privacy – sapere che qualcuno ascolta la mia telefonata, mi mette ancora più ansia – e di avere accanto a me tutto quello che mi può servire, dal classico carta & penna per prendere appunti, a tutti i documenti ipotetici necessari.

b. Se invece non sono io a fare la telefonata, ma la sto ricevendo, aspetto un secondo prima di rispondere, cerco di capire chi è cosa può volere, predisponendomi alla conversazione. Se proprio non me la sento di rispondere, aspetto e richiamo appena mi sento pronta.

  • Mi assicuro di riuscire a non perdere neanche una parola

Io, per esempio, faccio le telefonate importanti sempre con gli auricolari poiché, in questo modo, ho le mani libere e sono certa di sentire perfettamente. È bandito totalmente il vivavoce anche se sono sola nella stanza perché ho la sensazione di non sentire bene o che l’altra persona possa percepire rumori di sottofondo che non vorrei che sentisse.

  • Metto il pilota automatico: mi forzo a fare le telefonate

Questa è, per me, la cosa più importante che, superate tutte le difficoltà “tecniche” prima dette, mi permette di non farmi condizionare la vita seriamente dall’ansia.

C’è stato un periodo in cui procrastinavo le telefonate in un modo vergognoso, rischiando di perdere occasioni importanti; oggi semplicemente mi do un ordine perentorio: “domani, all’ora X devi telefonare a Y” e da lì, prendo coraggio e non scappo. Se necessario, mi prometto anche un piccolo premio, come una pausa dallo studio/lavoro, un caffè o un cioccolatino. Se poi ho diverse telefonate da fare, le ordino per importanza e faccio prima quella che mi preoccupa di più per poi andare a scalare.

Quest’ultimo punto, so essere particolarmente soggettivo poiché per molte persone, invece, funziona il contrario: partire dalla telefonata che agita meno, aiuta ad affrontare tutte le altre con più calma. Io, invece sono da sempre una di quelle persone che, più una cosa la preoccupa, più vuole affrontarla prima per non pensarci più, dunque lo stesso criterio, lo applico in questa circostanza.

Se telefonare è parte integrante del tuo lavoro

Quale lavoro migliore per una persona che soffre di ansia da telefono, se non uno di coordinamento che prevede varie telefonate con enti ed Istituzioni? Ebbene è quello che fortunatamente sta capitando a me. E dico “fortunatamente” perché è il diretto sbocco dei miei studi, costringendomi anche ad affrontare un problema che altrimenti non avrei mai provato a risolvere.

Applicando le strategie che vi dicevo poco fa, con tanta caparbietà, la mia ansia è migliorata molto, sparendo quasi del tutto e comprendendo che effettivamente, fare chilometri per risolvere una questione sviscerabile in pochi minuti tra telefono e pc, è assurdo.

Photo by Kelly Sikkema

E vi dirò, pur preferendo sempre gli incontri dal vivo, alle telefonate, mi sono resa conto che sono migliorate anche le telefonate con le persone con cui ho confidenza, come amici e parenti, perché in effetti, anche se per tanto tempo ho pensato che semplicemente mi vergognassi di telefonare “agli uffici”, in verità la mia ansia toccava anche le telefonate private, spingendomi inconsapevolmente ad evitarle, a meno che non si trattasse di persone della mia strettissima cerchia familiare.

Ora so che la mia ansia da telefono, riguarda in verità, tutte le tipologie di telefonate, solo in modalità diversa, e che per questo, fatte mie tutte le strategie suddette, fare un bel respiro prima di rispondere al telefono, mi aiuta a prescindere.

A presto,

Giancarla

5 thoughts

    1. Ognuno di noi ha validissime motivazioni, pensa anche a chi si trova in un Paese straniero e inizia a lavorare tramite telefono… il panico totale. Come per qualsiasi questione problematica, l’importante è iniziare a prenderne consapevolezza.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...