Coronavirus: la rovente estate di insegnanti ed educatori con la testa già rivolta alla riapertura della scuola

Chiunque abbia un minimo di contatto con scuole o servizi educativi sa che, nonostante si sia in piena estate e per molti le ferie siano ancora un miraggio, la testa di insegnanti ed educatori è già rivolta a settembre, alla riapertura delle scuole. Ogni anno in verità, in questa fase si iniziano già a scaldare i motori per il nuovo anno scolastico/educativo, ma quest’anno, per via della pandemia di Coronavirus con annessa sospensione delle attività da marzo, nelle scuole si vive un mix indefinito di stati d’animo che vanno dall’emozione all’impazienza, dalla preoccupazione all’ansia, dalla voglia di agire alla paura di non farcela.

Photo by Carli Jeen on Unsplash

Tutti, in ogni ordine e grado scolastico, vogliono riaprire. Tutti vogliono essere preparati, ma come e quanto esserlo, non è ancora ben chiaro, facendo prevalere sui sentimenti succitati, quello immobilizzante dell’incertezza. Dunque, arrivate le linee guida ministeriali per il comparto 0-6 e in attesa di quelle per i gradi superiori, provare a fare ordine rispetto alle notizie rimbalzanti e a tratti contrastanti degli ultimi giorni, diventa fondamentale. Partiamo dalle certezze.

Quando riaprirà la scuola

La data nazionale di apertura è fissata per il 14 settembre, ma, in virtù dell’autonomia regionale, fanno eccezione la provincia di Bolzano, il 7 settembre; il Friuli Venezia Giulia, 16 settembre e la Puglia il 24 settembre. Nonostante il rientro, è da tenere a mente che nel fine settimana del 20 e 21 settembre si svolgeranno le votazioni con annessa chiusura delle scuole sicuramente per lunedì 21. Per ogni ulteriore delucidazione, qui potete trovare il calendario scolastico 2020-2021 Regione per Regione.

Fascia 0-6: Asili nido e Scuole dell’infanzia

Fresche di pubblicazione, le linee guida per la fascia 0-6 si sostanziano in 10 precisi punti:

1. Corresponsabilità educativa scuola-famiglia: attraverso un patto di alleanza educativa finalizzato al contenimento del rischio, il bambino, in caso di sintomatologia sospetta sia del minore stesso che di un componente del nucleo familiare o convivente, non dovrà accedere al servizio educativo o alla scuola dell’infanzia.

2. e 3. Stabilità dei gruppi e organizzazione degli spazi: sebbene sia fondamentale garantire la stabilità dei gruppi e delle sezioni e la loro continuità di relazione con le figure adulte della scuola riconvertendo all’occorrenza ogni spazio interno o esterno della struttura, dovrà essere evitato l’utilizzo promiscuo degli spazi da parte dei bambini di diversi gruppi. Fondamentale sarà evitare di portare negli spazi delle attività oggetti o giochi da casa; se inevitabile, questi dovranno essere igienizzati accuratamente all’ingresso. Nonostante tutto, il rapporto numerico educatore-bambini rimane invariato rispetto a prima della pandemia.

4. Aspetti organizzativi: a livello di organizzazione delle attività, ogni forma di intersezione è da evitarsi sia tra il personale che tra i bambini. Un’attenzione particolare è da dedicare ai momenti dedicati all’accoglienza e al ricongiungimento che, compatibilmente con gli spazi a disposizione, sarebbe preferibile organizzare all’esterno, prevedendo possibilmente punti di ingresso e uscita differenziati. Ad accompagnare i bambini sarà un solo genitore nel rispetto delle regole generali di prevenzione dal contagio (es. uso della mascherina) per tutta la durata della permanenza all’interno della struttura.

5. Figure professionali: per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, a loro si applicano oltre alle già vigenti tutele giuridiche in tema di salute del lavoratore (D.Lgs 81/2008), anche la Circolare del Ministero della salute “Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività” del 29 aprile 2020 e l’articolo 83 della Legge n.77 del 17 luglio 2020 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza”.

6. Refezione e riposo pomeridiano: entrambe le routine si svolgeranno secondo le regole di contenimento del contagio previste per tutti gli altri spazi ed attività. In merito al cibo, questo non potrà essere portato dall’esterno se normalmente fornito dalla struttura educativa. In caso contrario, non potranno avvenire in alcun modo scambi tra i bambini e il cibo dovrà essere conservato in contenitori facilmente identificabili. In merito alla agli spazi e alla biancheria utilizzata per il riposo, questi dovranno essere puliti attentamente con un’areazione degli ambienti prima e dopo l’utilizzo.

7. Protocolli di sicurezza: nell’intento di rispettare la serenità delle attività educative, presto sia farà riferimento ad un specifico Protocollo d’intesa tra i diversi soggetti competenti per il settore 0-6 e le diverse organizzazioni sindacali.

8. Formazione del personale: al fine di esplicitare e rendere più efficaci ed efficienti le nuove linee guida, per tutto il personale saranno previsti momenti di formazione/informazione specifica.

9. Disabilità ed inclusione: in virtù della delicatezza della questione, si invita a valutare la singola situazione con la consapevolezza che il Protocollo d’intesa sui protocolli di sicurezza in arrivo, potrà prevedere sezioni specifiche per tali fattispecie.

10. Indicazioni igienico-sanitarie: per quanto riguarda l’accesso dei bambini alle strutture, in caso di assenza di sintomatologie sospette, quarantena, isolamento domiciliare o contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni. non sarà necessaria la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso. I medesimi criteri si applicano anche a tutto il personale. In merito all’utilizzo di D.P.I., per i bambini di età inferiore a 6 anni non è previsto l’obbligo di indossare la mascherina, mentre tutto il personale è tenuto all’utilizzo corretto di dispositivi di protezione individuale.

Infine, le nuove routine legate all’igiene personale dovranno essere integrate nelle routine che scandiscono normalmente la giornata dei bambini per l’acquisizione di corretti e rispettosi stili di comportamento, compatibilmente con l’età e il loro grado di autonomia e consapevolezza.

Scuola primaria e secondaria

Le linee guida, sebbene in procinto di essere pubblicate, non sono ancora ufficialmente disponibili, tuttavia possiamo prendere in considerazione alcuni elementi abbondantemente discussi. Uno di questi è l’Autonomia scolastica.

Le scuole, già dotate di una certa flessibilità, potranno avvalersi di ulteriori forme di libertà concesse dall’autonomia scolastica volte a favorire la più naturale ripresa delle lezioni. Tra le facoltà previste, quelle di suddividere le classi in gruppi più piccoli con la frequenza scolastica a turni differenziati, alternando didattica in presenza a didattica a distanza, estendendo la didattica al sabato o aggregando le discipline affini.

Si potrà inoltre fare affidamento sull‘edilizia “leggera”, migliorando, valorizzando o riorganizzando gli spazi già presenti attraverso interventi di manutenzione ordinaria o creando spazi supplementari nelle aree scolastiche all’aperto.

L’accesso alle strutture non necessariamente dovrà avvenire previa misurazione della temperatura corporea. Tale aspetto rimarrà all’autonomia scolastica che potrà prevedere anche la misurazione a campione. A coscienza dei singoli e delle famiglie, l’accesso non dovrà avvenire in caso di febbre pari o superiore a 37,5°.

Spazi, distanziamento e mascherine

Si dovranno pensare percorsi di entrata e di uscita differenziati per garantire la distanza di almeno un metro tra gli studenti ed evitare ogni rischio di assembramento. Durante l’ingresso e l’uscita sarà necessario sempre indossare la mascherina e nel caso di studenti immunodepressi sarà necessario indossarle anche in classe durante le lezioni. La mascherina dovrà sempre essere indossata nelle aree di passaggio così come dovranno essere evitati gli assembramenti. Le mascherine dovranno essere indossate da tutti gli studenti, sia da quelli della scuola primaria che da quelli della scuola secondaria, fino al raggiungimento del proprio banco all’interno delle aule. Una volta seduti al proprio posto, studenti e docenti potranno toglierla.
Nelle aule si dovrà garantire uno spazio individuale di due metri quadrati, compreso lo spazio occupato dal banco. Lo spazio tra la cattedra e i banchi più vicini dovrà essere di almeno due metri.

Tutti gli ambienti e le superfici dovranno essere puliti adeguatamente e nei corridoi dovranno essere posizionati dei distributori di gel igienizzante. 

La mensa

Ancora nulla di certo in merito alle mense, sicuramente le modalità del pranzo a scuola andranno ripensate. Tra le ipotesi, l’idea di consumare il pranzo in aula o prevedendo di servirsi di altri ambienti – come le palestre, per garantire il distanziamento. Potrebbe preferirsi la modalità self service e anche i menù potrebbero cambiare con l’offerta di piatti unici o freddi. I locali dedicati ai pasti dovranno essere puliti e disinfettati con particolare cura. 

E in caso di studente o docente positivo o contagiato?

Il protocollo di sicurezza ancora non si è delineato, tuttavia l’ipotesi più probabile è che tutta la classe sia sottoposta a tampone e ulteriormente isolata, tornando ad una didattica esclusivamente digitale fino a totale negatività.

E in caso di nuovo lockdown?

Ebbene sì, esperienza insegna che in questo momento non sia pensabile una riapertura senza avere ben chiaro come muoversi in caso di nuova ondata di contagi per assicurare un proficuo proseguimento dell’anno scolastico. Per questo motivo, oltre a prevedere dei vuocher per le famiglie per l’acquisto di dispositivi elettronici necessari alla DaD, si sta già ipotizzando un piano d’emergenza in caso di nuovo lockdown.

Saranno previste una quota minima di 20 ore settimanali di lezione alle superiori, 15 ore alle elementari (10 ore per le prime classi) con durata non superiore ai 45 minuti per lezione. Per i più piccoli dell’infanzia saranno invece previste delle VideoChat.

Sebbene le ore di lezione possano apparire troppo poche, va comunque preso in considerazione che chiedere agli studenti, soprattutto ai più piccoli, di passare davanti a tablet o pc lo stesso numero di ore che trascorrono a scuola, è impensabile. Chiunque abbia sperimentato da la DaD sa benissimo quanto sia più faticosa rispetto alla lezione frontale o in presenza, dunque prevedere delle pause o dei momenti di riposo diventa doveroso.

Inoltre, le competenze richieste sia a studenti che docenti, cambiano drasticamente e la necessità di formare adeguatamente il corpo insegnante si fa impellente non solo in ambito digitale, ma sopratutto in campo pedagogico: occorre imparare a gestire dibattiti, confronti, ma anche emozioni, relazioni e favorire la cooperazione pur essendo online, attraverso uno schermo.

La mia esperienza diretta

Come anticipatovi in passati articoli, quest’anno mi trovo coinvolta in un bel progetto di doposcuola e attività ricreative pomeridiane per ragazzi delle medie in una scuola salesiana. O meglio, mi trovavo coinvolta in tale progetto che, a seguito del Covid, è stato in buona parte rivoluzionato.

Nella nostra scuola, dove era già prevista la didattica digitale in presenza con l’utilizzo di tablet accanto ai libri, a seguito di un grande sforzo che ha visto coinvolto chiunque orbitasse intorno al mondo scolastico – dai professori ai volontari, si è scelto di provare a tornare il più possibile alla normalità, intraprendendo lavori di edilizia leggera per allargare aule, spostare classi e fare in modo che tutti possano tornare a scuola tutti insieme senza stravolgere il proprio calendario scolastico, senza prevedere turni né didattica a distanza.

È stata dura imbiancare a luglio dopo un anno tanto intenso, ma contribuire insieme a tutti gli altri immaginando di veder tornare dopo mesi gli studenti a scuola tutti insieme, con i loro ritmi e loro piccola preziosa quotidianità seppur in mascherina, è stato motivante ed elettrizzante. Speriamo, per tutti, per il meglio.

A presto,

Giancarla.

Fonti: OrizzonteScuola.it; Repubblica.it; Studenti.it.

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