Zac Efron: con i piedi per terra. Tornare alla realtà per migliorare la nostra vita e quella della Terra.

Trama: Dopo un’attenta riflessione sulla propria carriera e sul successo ottenuto fin da giovanissimo, l’attore Zac Efron parte per un viaggio intorno al mondo per conoscere luoghi e persone che abbracciano uno stile di vita sano ed eco-sostenibile. Imperdibile l’unica tappa italiana in Sardegna.

Anno: 2020   Paese: USA Titolo originale: Down to Earth with Zac Efron Durata: 30-44 minuti Episodi: 8 Genere: documentario Voto: 3,8/5

Molti di noi ad un certo punto della vita, dopo aver raggiunto qualche tappa importante a livello professionale o personale, si domandano: e ora?

Questa stessa domanda, alla soglia dei 30 anni, se l’è posta anche Zac Efron che, raggiunto il successo internazionale fin da giovanissimo, ha iniziato a domandarsi se la sua vita non fosse tutta lì, scandita dal lavoro certamente, ma anche da tanta apparenza e materialità.

Stimolato dalla necessità di dare un senso alla propria vita, Zac ha iniziato una ricerca personale sulle grandi tematiche esistenziali, arrivando a conoscere Darin Olien, un esperto di alimentazione impegnato nella diffusione dei supercibi, con il quale, durante il 2018, ha intrapreso un lungo viaggio intorno al mondo alla scoperta delle realtà che, a vario titolo, promuovono uno stile di vita sano ed eco-sostenibile.

Dare un senso alla propria popolarità

Il ciclo di documentari che giunge a noi è il risultato di questo viaggio: una via, come ci dice lo stesso Zac, per dare un senso alla propria popolarità cercando di influenzare una volta per tutte i propri fan in modo positivo.

Viaggiando tra Sud America ed Europa, passando per Islanda e Sardegna, scopriamo come, mentre molti di noi si lasciano sopraffare dalla maleducazione preferendo lasciare sulle spiagge la propria spazzatura, nel mondo ci sono decine di migliaia di persone che si impegnano affinché si possa arrestare il cambiamento climatico prodotto dall’uomo, si possano salvaguardare specie animali e vegetali o, semplicemente, ci si possa godere a pieno la vita senza minare la propria salute né quella del pianeta.

Impariamo con Zac

Otto puntate sulle quali non mi dilungherò per non farvi spoiler, dalle quali però traiamo alcune importanti lezioni di vita su cui è bene soffermarsi fin dal principio:

  • Il successo non serve a nulla se non si ha uno scopo più nobile, se non so ha un modo per finalizzare il successo (potere) raggiunto.
  • Se il cambiamento è in positivo ne vale sempre la pena. Anche se richiede tempo, dispendio di energie e stress iniziale.
  • Innovazione. É giusto proteggere la tradizione, ma se si vuole che questa non cada improvvisamente nel dimenticatoio, occorre trovare il modo di adattarsi alla realtà in evoluzione abbandonando ciò che di superato vi è nella tradizione per riadattarsi alle novità. Solo evolvendosi si sopravvive.
  • Andare a votare, sempre. Qualsiasi cambiamento sociale si voglia apportare, l’unica via è il voto e non è vero che votare non serve a nulla. Su questo blog nella prima metà del 2020 sono arrivati circa 15 mila visitatori, la popolazione di molti paesi italiani. Se anche solo la metà di queste persone condividesse i pensieri scritti negli articoli e ad un’ipotetica votazione votasse in merito, sarebbero 7 mila voti, più che sufficienti per una vittoria schiacciante alle elezioni comunali del 70% delle cittadine italiane. Siete sicuri dunque che il singolo voto non faccia la differenza?

Da queste, andando nel dettaglio di ogni episodio, possiamo trarre un decaologo di regole pratiche utili, fin da subito, a migliorare la nostra vita quotidiana.

10 regole per migliorare la propria vita e quella del Pianeta:

  1. Pensare fuori dagli schemi. Spesso il problema è all’origine della soluzione, ma per accorgercene occorre mettere in discussione le proprie certezze e sperimentare nuovi punti di vista.
  2. Essere pazienti. Tutto ha i suoi tempi NATURALI. I nati dagli anni ’50 in poi sono abituati a pensare che la velocità sia un valore aggiunto. Di fatto spesso toglie solo qualità ed originalità al lavoro sfociando nella mediocrità e nell’assimilazione. Se vogliamo dare un reale significato a ciò che facciamo dobbiamo lasciare che nasca, cresca ed evolva e, nell’attesa, dobbiamo imparare a goderci in serenità lo spettacolo del suo sviluppo.
  3. Essere grati. Dire grazie a chi è gentile con noi o semplicemente avere rispetto per ciò che ci viene offerto dona gioia sia a noi ché a chi ci fa l’offerta. Dire grazie, ancor prima che una parola, è un atteggiamento, un modo rispettoso ed intrinsecamente elegante di porsi nei confronti di chiunque lo meriti, che sia un essere umano, un animale o una pianta.
  4. Essere parte di una comunità. Possiamo vivere da soli, ma non in solitudine. Per quanto ci si senta forti, in special modo quando si è più giovani, è fondamentale essere immersi in un gruppo di persone che ci spingano all’attività fisica, cognitiva e psicologica. Qualsiasi cosa, dalla più negativa alla più positiva, se condivisa con persone di cui ci fidiamo, è vissuta molto meglio. Come fare a vivere in comunità soprattutto nelle grandi città? Donandoci agli altri, dimostrando che abbiamo interesse per loro, richiedendone la compagnia e ascoltandone le parole: gli altri hanno lo stesso bisogno di stare in compagnia che avete voi. Nonostante qualche insicura resistenza iniziale, apprezzeranno il vostro sincero interesse. Non tutti forse, ma si sa, meglio pochi ma buoni.
  5. Collaborare. Collegato al punto 4, è lo step intermedio e perpetuo del fare comunità oltre che uno dei punti forti della comunità stessa. Ripeto: qualsiasi cosa, dalla più negativa alla più positiva che ci accade, se condivisa con persone di cui ci fidiamo, è vissuta molto meglio. => Anche quello che per noi può essere il minimo sforzo, può fare la differenza perché non possiamo conoscere in toto i problemi altrui né la portata delle conseguenze delle nostre azioni.
  6. Fare attività fisica “reale”. Andare in palestra, iscriversi ad un corso di zumba ecc. è certamente utile, ma perde di significato se per il resto del nostro tempo siamo sedentari, prendiamo l’ascensore e non ci sforziamo di sollevare neanche una cassa d’acqua. Per essere in salute bisogna muovere tutto il corpo, costantemente, senza la necessità di particolari eccessi.
  7. Dieta della longevità: POCHE proteine, tante verdure e legumi e una buona dose di carboidrati; zuccheri e grassi non vanno esclusi così come nessun nutriente ma ingeriti con moderazione. Ah, è un bicchiere di vino, mi raccomando 😉
  8. Sfruttare ciò che la natura ci offre senza depredarla né stravolgerla, cercando di mantenere sempre un opportuno equilibrio. Ciò che ci offre la natura è prevalentemente sole, vento ed acqua.
  9. Non si butta via niente. Nel momento in cui mettiamo mano a ciò che ci offre la natura, per non produrre sprechi inutili e poco etici, dobbiamo sfruttare la risorsa al meglio secondo la tecnologia esistente e i differenti impieghi possibili. => vivere accanto a dei corsi d’acqua ci espone agli ioni negativi, veri antidepressivi naturali.
  10. L’acqua potabile purificata o totalmente pura non va bene, meglio sempre acqua di sorgente o falde acquifere con annessi elementi come magnesio, potassio ecc.

Tutto molto complicato, quasi irrealizzabile, ma mai quanto le conseguenze delle nostre azioni se non cambiassimo qualcosa nel nostro modo di vivere.

La sfida è proprio questa: fare il primo passo. Solo così ci sarà la possibilità di un effettivo cambiamento planetario e solo così tale cambiamento avrà l’occasione di realizzarsi, non abbiamo più scelta e il povero Darin ne sa qualcosa.

A presto,

Giancarla.

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