Dark – stagione 3

Trama: Sull’orlo dell’Apocalisse, Martha viene uccisa da Adam e uno sconvolto Jonas è teletrasportato da un’altra Martha altrove. La domanda però, stavolta non è Quando, ma Dove è giunto Jonas e perché e soprattutto: chi è la nuova Martha?

Anno: 2020   Paese: Germania Titolo originale: Dark Durata: 50-70 minuti Episodi: 8 Genere: thriller Voto: 4/5

Dopo 3 intense stagioni al cardiopalma, la serie tedesca Netflix Dark è giunta al termine intrigando all’inverosimile i fan.

Con colpi di scena costanti, cambi di piani temporali e ritmi incalzanti, Dark, nell’ultima stagione più che mai, tiene incollato il pubblico allo schermo che, pur non comprendendo nulla fino agli ultimi episodi, non riesce a fare a meno del binge watching, fin dal principio tratto distintivo della serie tv Made in Germany più nota degli ultimi anni.

I nuovi mondi

Da un anno all’altro, abbiamo finito la seconda stagione cogliendo che probabilmente il nostro corso narrativo non si sarebbe più mosso avanti e dietro sulla linea temporale ma che presto ci saremmo spostati addirittura in altre dimensioni, in altri mondi, e così è stato.

Tutto, come accadde all’inizio della seconda stagione, riparte proprio da lì dove ci eravamo fermati, ritrovando Jonas, piegato sul corpo di Martha appena colpita a morte da Adam, teletrasportato altrove da un’altra Martha mai vista.

Nulla è chiaro fino all’ultimo

Nuove linee narrative si dipanano, nuovi personaggi, nuove epoche, ma soprattutto nuovi intrecci di trama si aprono ai nostri occhi in un trionfo di sceneggiatura e scenografia che incanta.

Nulla è chiaro fino all’ultimo, lo ribadisco, e so che siamo tutti d’accodo, ma è per questo che rimaniamo incantati cercando di cogliere indizi e dettagli che ipotizziamo essere chiave.

Ci stupiamo di fronte inimmaginabili colpi di scena, imparando ad amare personaggi odiati e temuti nella prima stagione. Uno su tutti è Noah, l’inquietante prete, per cui alla fine ci emozioniamo.

Sentiremo il bisogno di un rewatch

Per comprendere Dark davvero forse, tra un po’, metabolizzato, con nuove consapevolezze evolutive, sarebbe corretto concederci un rewatch.

Eppure, a mente calda, a poche ore dalla visione dell’ultima puntata, una cosa da Dark possiamo subito affermare di averla capita: il dualismo è alla base dell’esistenza umana.

All’Origine della vita vi è il dualismo

Pretendere che la nostra vita sia o bianca o nera, che un avvenimento sia esclusivamente positivo o negativo, è impossibile. Possiamo scegliere di dare prevalenza ad un aspetto piuttosto che ad un altro, ma non possiamo pretendere di considerare qualcosa solo in un senso e non anche nell’altro.

In qualunque esperienza, in qualunque essere umano e in qualunque avvenimento vi sono sempre luce ed ombra, positività e negatività, non possiamo prescindere da alcuno di questi aspetti se vogliamo vivere la nostra vita a pieno.

Solo se accetteremo questo, forse impareremo a vivere con maggiore serenità, senza farci cogliere troppo di sorpresa e senza pretendere di etichettare situazioni o persone secondo rigidi schemi per poi rimanerne delusi.

All’Origine della vita, vi è un unicum dato da un dualismo originario che può dare sfogo a nuove, ulteriori, infinite sfumature. That’s it. That’s the beautiful lesson impartita da Dark.

A presto,

Giancarla.

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