Non ho mai… – stagione 1

Trama: Devi ha passato un primo anno al liceo da Inferno: il padre è morto e a seguito del trauma subito ha perso per diverso tempo l’uso delle gambe. Ripresasi dal momento difficile, ancora seguita da una psicoterapeuta, Devi torna a scuola per il secondo anno più carica che mai. Con lei le sue amiche Eleanor e Fabiola.

Anno: 2020   Paese: USA
Titolo originale: Never Have I Ever
Durata: 22-30 min   Episodi: 10
Genere: teen drama   Voto: 4.5/5

Se cercate una serie tv per tutta la famiglia o almeno spendibile già dalla preadolescenza, intelligente ma anche simpatica, Non ho mai… è quello che fa per voi.

Un teen drama dal target ampio

Con un linguaggio semplice, vivace e profondo, Non ho mai… riesce facilmente ad essere apprezzato da un target molto ampio di utenti in quanto, in pochi minuti e con un numero appropriato di puntate rispetto alle dinamiche raccontate, mantiene sempre un buon ritmo narrativo con un equilibrio vincente tra serietà e leggerezza.

Una serie tv molto carina dunque, a mio avviso utile ai fini di qualche progetto educativo con ragazzi tra gli 11 e i 14 anni sia per il linguaggio adeguato usato, ma anche per i temi inediti trattati, almeno per quanto riguarda il mondo dei teen drama.

Un cast multietnico

Tanto per cominciare non solo la protagonista è una ragazza indiana cresciuta in una famiglia ancora legata al proprio Paese mostrandone usi e costumi nuovi per una serie tv, ma tutto il cast è multietnico al punto che credo non ci sia nessuno personaggio bianco, cattolico e “puramente” americano nel senso occidentale del termine: anche Ben, l’unico bianco, sappiamo da subito essere ebreo! Un cast rumoroso e colorato che credo possa permettere una piacevole immedesimazione a tutto il pubblico che si imbatte in Non ho mai…

I temi trattati

Come sappiamo, Netflix da tempo si è fatta portabandiera delle voci di diverse minoranze, tentando di inviare implicitamente messaggi di fratellanza e positività, non risparmiandosi critiche spesso pesantissime.

Nonostante questo, in questa produzione, si alza ancora l’asticella della diversità come un valore aggiunto parlandoci di una ragazza indiana, in lutto, ex disabile con un’amica asiatica strana e senza mamma, un’amica afroamericana perfettina e lesbica e una cotta per un ragazzo mezzo giapponese che ha una sorella adottiva bionda (ecco una bianca bionda c’è) con la Sindrome di Down. Il suo rivale a scuola? Ricco, ebreo e solo. Insomma, ce n’è per tutti i gusti! E non appassionarsi alle vicende di questi ragazzi, anche se non si è più tanto teen, è impossibile.

Un doppio piano narrativo

Ciò che di fatto rende Non ho mai… imperdibile è il doppio piano narrativo non tanto a livello temporale quanto a livello emotivo.

Possiamo seguire la storia in modo più superficiale appassionandoci alla vita scolastica di Devi, dando spazio alle questioni di gossip, oppure scendere in un piano più profondo soffermandoci sulle sue scelte personali influenzate dalla perdita improvvisa del padre, sul suo desiderio di risorgere a nuova vita e di trovare finalmente l’amore e la comprensione che dopo la perdita del papà sente di aver perso per sempre.

Onore al merito

Una serie meritevole, che non vedo l’ora di veder tornare con una seconda stagione, in grado di raccontare l’universalità di emozioni come l’elaborazione di un lutto, in modo puro, delicato e anche divertente. Stra-consigliata.

A presto,

Giancarla.

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