La positività delle emozioni negative

Letto così, il titolo potrà apparire un ossimoro, una vera contraddizione poiché cosa volete che ci sia di positivo in emozioni come la tristezza, la preoccupazione o la paura? Qualcuno potrà rispondere nell’immediato – e di fatto senza sbagliare – che queste servono per apprezzare meglio le emozioni positive, della serie: non conosceremmo cosa significhi la luce senza l’esistenza del buio ecc. Concezione un po’ semplicistica ma non del tutto errata.

L’universalità delle emozioni umane

Tanto per iniziare, se non lo abbiamo già detto, ricordiamo che le emozioni umane sono universali così come le espressioni con cui queste si esprimono. Per esempio, qualsiasi essere umano al mondo, se felice, sorriderà, se triste, piangerà.

Questo, come potrete facilmente immaginare, oltre a rimarcare come le persone, qualsiasi sia la loro origine geografica o etnica, siano uguali, ci permette di comprendere come nelle nostre emozioni non ci sia mai nulla di sbagliato o inadeguato, in quanto esse sono un tratto distintivo del genere umano. Dunque non occorre sentirsene vittima, soprattutto quando si tratta di emozioni difficili da gestire, ma piuttosto di imparare a gestirle per non esserne travolti.

Non si può essere sempre felici, ma propositivi si

Allo stesso tempo, in queste settimane di Coronavirus in cui si sono sprecati i messaggi di positività – che io stessa ho sostenuto -, una nuova polemica è emersa: non si può essere sempre felici né ostentare felicità a tutti i costi, soprattutto quando le cose vanno male. E in questo caso, riguardo questa concezione, io ho un’idea ben precisa.

Mi spiego meglio. È corretto dire che le emozioni negative sono degne quanto quelle positive in quanto, dicevamo, le emozioni tutte caratterizzano il modo umano di interpretare la vita, tuttavia penso anche che non si debba confondere l’ostentazione della felicità con una visione propositiva della vita stessa, che nulla ha a che vedere con la mera emotività, quanto piuttosto con una concezione esistenziale ben precisa, costruita anche a seguito di un lungo percorso di maturazione personale.

E in questa ottica, le emozioni negative non vengono rifuggite, anzi, sono uno dei piatti della bilancia di un modo realista di concepire le cose in chiave combattiva poiché, non rifiutandole e vedendo la realtà per quella che è, invece di negare la gravità dell’accaduto, si cerca comunque di non farsi intimidire e di trovare una soluzione. In questa ottica, le emozioni negative, secondo una visione lungimirante, si trasformano in positive non in quanto piacevoli, ma in quanto utili alla ricerca di soluzioni e alla crescita personale.

Se lo slogan “andrà tutto bene” per molti è apparso come un’ostentazione fuori dalla realtà, a me è sembrato un fiore in mezzo al cemento; un voler ricordare che la triste realtà sotto gli occhi di tutti, evidente ed indimenticabile, doveva essere solo passeggera; un modo per ricordare alle persone che è vero che “il tempo vola quando ci si diverte”, ma anche che, seppur più “lento”, il tempo scorre sempre anche se sembra si sia fermato, e per questo abbiamo il dovere verso noi stessi di resistere.

Le emozioni negative sono il vero carburante

Le emozioni negative quindi, frutto come tutte le altre emozioni della nostra origine animale, ci aiutano non solo ad apprezzare gioia e serenità dopo aver conosciuto tristezza e disperazione, ma ci “addestrano” alla vita.

alora-griffiths-H6ED86m2TMQ-unsplash
Photo by Alora Griffiths

Il loro potenziale auto-educativo

È facile vivere quando le nostre giornate scorrono serene, nei nostri ricordi i periodi felici si caratterizzano per una serie di flash non ben definiti che ci infondono serenità, mentre i momenti difficili, se non rimossi perché troppo duri da rievocare, spesso li ricordiamo nel dettaglio. Come dimenticare la figuraccia fatta alle medie o la delusione provata per la bocciatura alla patente? Questi momenti, sebbene uno schiaffo alla nostra emotività, a volte fonte di reale crisi personale, ci inducono a rivedere le nostre scelte e le nostre azioni, spingendoci a tornare sui nostri passi e a fare meglio.

Un detto popolare afferma “sono le difficoltà a far crescere”. Detto così suona crudo, ma la verità profonda è proprio questa: è la delusione per la bocciatura ad un esame universitario a farci riprendere in mano il programma, a ripercorrere tutto l’esame e rivedere proprio quelle parti che meno conoscevamo. E se non fossimo stati bocciati ma promossi anche solo con il minimo, oggettivamente non avremmo vissuto tanta delusione ma neanche appreso meglio tutti quegli argomenti importanti per il nostro futuro professionale.

E riuscire a riprendere in mano un esame andato male, riprendere a studiare, saperne più di prima e presentarsi al nuovo appello col sorriso sulle labbra e il mantra nella testa “ce la posso fare, ce la posso fare”, non vuol dire ostentare serenità, ma essere propositivi e speranzosi. Questo non è sbagliato, ma salvifico!

“Tu sei pessimista” “No, io sono realista”: What?!

Essere realisti non vuol dire solo prepararsi all’eventualità che tutto possa non andare come desideriamo sottendendo uno sguardo sostanziatemene pessimista, ma rendersi conto che le possibilità che qualcosa vada male sono pari a quelle che vada bene e impegnarsi affinché quelle per cui vada bene aumentino. Questo, ripeto, non vuol dire ostentare positività o credere nelle favole, ma essere combattivi e avere cura di se stessi e delle proprie sorti.

In modo velato, significa proprio essere resilienti. Lo vediamo negli esempi di resilienza: essere resilienti non vuol dire vivere felici e contenti ma trovare un motivo per andare avanti dicendo a se stessi e agli altri: “Sai che c’è? Io non mollo!”. Le emozioni negative esistono e sono preziose in quanto spesso connesse a lezioni di vita, fonti di riflessione su se stessi e sugli altri, ma affrontarle con vigore seppur non rifuggendole e vivendole a pieno quando necessario, non è un male, anzi.

Un semplice ma riuscitissimo esempio di quanto vi ho esposto finora potrete trovarlo nello stupendo film Pixar per tutta la famiglia Inside Out: molto dolce agli occhi dei bambini e tanto profondo a quelli degli adulti.

E poi, dai, io non ci credo che camminando nelle strade deserte nelle settimane più buie di marzo, vedendo un arcobaleno bitorzoluto disegnato da un bambino, un sorriso non vi sia scappato.

A presto,

Giancarla.

2 pensieri su “La positività delle emozioni negative

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...