The Midnight Gospel – stagione 1

Trama: in un mondo immaginario, Clancy decide di affidarsi ad un simulatore di realtà alternative per fuggire dalla sua quotidianità. Il viaggio lo porterà a porsi domande di grande rilevanza esistenziale.

Anno: 2020   Paese: USA
Titolo originale: The Midnight Gospel
Durata: 20-36min   Episodi: 8
Genere: animato, filosofico   Voto: 4,7/5

“Irriverente” e “sensibile” sono due aggettivi quasi opposti che mai penseremmo di poter utilizzare riferiti allo stesso oggetto. Ebbene, capirete che così non è dopo la visione di The Midnight Gospel.

Una serie animata per adulti

Vietato ai minori di 14 anni, io lo avrei vietato ai mino di 18 e non per l’allusione alle droghe quasi costante nei primi episodi, ma per la profondità dei temi e soprattutto dei messaggi lanciati, di difficile comprensione anche per un adulto scafato. Ipotizzo infatti che, giustamente a seguito della giovane età, gli adolescenti, di The Midnight Gospel, coglieranno più la parte “psichedelica” e meno la profondità dei suoi contenuti. Ma alla fine il cartoon è stato costruito per essere letto su diversi piani narrativi, dunque va bene anche così.

Da un podcast di successo del comico Duncan Trussell

Frutto del un podcast di Duncan Trussell The Duncan Trussell Family Hour andato avanti per 380 episodi, mantiene lo scheletro di quest’ultimo “ospitando” vari personaggi che Clancy, in fuga dalla realtà, incontra entrando nelle dimensioni alternative del suo simulatore che, attraverso avventure paradossali, lo spingono a riflettere sulle grandi questioni della vita. Tra queste l’accettazione della fugacità dell’esistenza umana, la condivisione, il tabù della morte e la perdita di un genitore.

Creatività ed emotività allo stato puro

La serie animata è un crescendo di creatività ed emotività. Si parte con il primo episodio in cui si fa riferimento all’uso della marijuana a scopo terapeutico e ricreativo per poi arrivare all’ottavo e ultimo episodio con il groppo in gola percependo il profondo affetto che unisce Clancy e sua madre. A tal proposito, vi avverto che, trattandosi di una serie dai connotati filosofici, come molte recensioni hanno già sottolineato, potreste risentirne psicologicamente in quanto le questioni trattate sono via via emotivamente sempre più intense e tutto è pensato in modo tale da far riflettere. Ma una cosa è certa: se arriverete all’ultimo episodio, certamente ne uscirete arricchiti.

Una critica. Anzi, no.

Dunque un prodotto nuovo per Netflix, originale nel senso stretto del termine che, per quanto impegnativo e a tratti connesso a tesi politiche che potreste condividere come non condividere, vi invito a vedere fino all’ultimo secondo in quanto esplosione di un genio creativo non comune. Forse proprio su questo ultimo aspetto potremmo muovere una piccola critica costruttiva: troppa creatività incontrollata! O meglio, si vede che chi ha pensato questo splendido prodotto aveva tanto da dire così come una talento artistico evidente, finendo a volte con il premere un po’ troppo sull’acceleratore destabilizzando lo spettatore.

Ma a ripensarci, sapete una cosa? Alla fine l’arte e la creatività non hanno proprio il compito di stravolgere e destabilizzare? Perciò, nulla, va bene così!

Come lessi in un commento: The Midnight Gospel è talmente assurdo che alla fine ognuno può leggerlo come vuole secondo le proprie esperienze di vita. Dunque, guardatevi questo spettacolo e fatemi sapere quali deduzioni ne trarrete.

A presto,

Giancarla.

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