L’educazione sessuale ed il diritto all’autodeterminazione individuale: consigli di lettura dai 7 ai 14 anni

Sono consapevole che in Italia fare educazione sessuale nelle scuole sia quasi impossibile, ancor meno in molte famiglie: pochi genitori si sentono in grado di affrontare certi argomenti, vivendoli con estrema ansia.

Nonostente questo, parlando tra adulti, spesso realizziamo che all’origine di una sana vita relazionale ancor prima che sessuale, vi siano sempre il dialogo, la sincerità ed il rispetto reciproco, sia che la relazione sia più intima sia che sia puramente formale o professionale. Siamo sempre più consci che le basi di queste consapevolezze si pongano fin dall’infanzia osservando implicitamente le dinamiche relazionali degli adulti e che questi ultimi, ossia noi, abbiano un grande dovere morale nei confronti dei più giovani.

Del piano psichico relazionale – come è giusto che sia – si parla già molto, mentre la componente fisica è ancora adombrata dal pregiudizio e tanta vergogna. Tuttavia, ciò che non possiamo trascurare è il rendere consapevoli i ragazzi delle loro caratteristiche fisiche che, se non conosciute e sapute gestire, possono arrecare danno a noi stessi e ad altri.

I ragazzi devono essere messi nella condizione di poter conoscere il proprio corpo e quello altrui per potersi pienamente autodeterminare rispetto a se stessi, agli altri, a coloro per i quali provano attrazione, e soprattutto nei confronti di coloro i quali provano attrazione per loro ma non sono ricambiati. I ragazzi devono essere messi nella condizione di poter conoscere se stessi anche sul piano fisico per potersi porre e porre agli altri dei limiti qualora lo desiderassero.

Nello specifico, insegnare ai ragazzi di sono liberi di accettare o rifiutare attenzioni non richieste dovrebbe essere, a mio avviso, la prima lezione da impartire in educazione sessuale.

Il diritto all’autodeterminazione individuale

E noi, da adulti in questo possiamo fare tanto fin dalla tenera età: come? Non pretendendo da loro baci e abbracci non spontanei. I bambini e i ragazzi sono bellissimi e dolcissimi, ci inteneriscono e a volte ci verrebbe voglia di divorarli di baci. Ma non sono cuccioli chiamati a soddisfare il nostro bisogno d’affetto. Sono persone libere protette dalle libertà fondamentali dell’uomo (oltreché dell’infanzia e dell’adolescenza) esattamente come gli adulti e noi, seppur genitori, parenti, amici, insegnanti, seppur in una posizione di autorevolezza, dobbiamo rispettare il loro diritto all’autodeterminazione individuale fisica e psichica.

Solo così impareranno a non dare per scontato o per dovuto il contatto fisico, a leggere le loro emozioni e a capire quando desiderano essere abbracciati e ricevere affetto; solo così apprezzeranno la sacralità di quel momento.

Un abbraccio, un bacio, una carezza sono la continuazione di un sentimento, non ci si scambia baci e abbracci con chiunque e non tutti hanno il diritto di pretenderli da noi; sono il climax di un’emozione condivisa, dunque vanno preservati per momenti di particolare intimità, per persone particolarmente significative e quando entrambe lo desiderano.

Sia chiaro, non sto dicendo che non ci si debba scambiare gesti d’affetto con i bambini! Ma dobbiamo ricordare che non sono bambole e che dobbiamo avere rispetto del loro corpo così come faremmo con un adulto, aspettando che si instauri un certo rapporto, una certo livello di conoscenza ecc. Quelle scene che si vedono a volte di maestre, zie, zii, che si sbaciucchiano i bambini soffocandoli in baci e abbracci dai quali questi vorrebbero evidentemente fuggire (chi non ha avuto la famosa zia che ci baciava lasciandoci la guancia schifosamente umidiccia?), non sono solo imbarazzanti ma deleterie sul piano educativo perché contraddittorie. Come insegneremo ai bambini a dire di no agli atteggiamenti “affettuosi” non desiderati se siamo noi i primi a non rispettarli seppur in buona fede? E come che a loro volta non possono pretendere baci e contatti dagli altri senza il loro chiaro consenso?

Così, cari genitori ed insegnanti, mi permetto di consigliarvi alcuni testi semplici e tendenzialmente leggeri da proporre ai vostri ragazzi, magari da leggere insieme, in modo da avere una base di partenza adeguata per parlare di sesso e relazioni interpersonali in modo costruttivo e senza troppo imbarazzo.

Consigli di lettura

In primis i due testi Che cosa mi succede? Nella versione per ragazzi di Alex Frith e Adam Larkum e in quella per ragazze di Susan Meredith e Nancy Leschnikoff, Edizioni Usborne, adatto ai ragazzi in età puberale, utile a spiegare i cambiamenti fisici nel loro corpo.

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Per le ragazze è molto interessante anche Aiuto ho le mie cose! Tutte le risposte alle domande che non hai il coraggio di fare. Anzi, da ragazza vi dico che leggere un libro come questo, ai tempi mi sarebbe stato molto utile.

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Un libro prezioso, ristampato in nuova edizione dopo 12 anni, è E ora parliamo di sesso. Manuale illustrato di educazione sessuale. Ediz. illustrata, da proporre come lettura autonoma ai ragazzi dai 13 anni sù, è in grado di rispondere a molte domande “proibite”.

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Ottimo testo per adolescenti è anche Ragazzi e ragazze, come cambia il mio corpo, il giorco, l’amicizia, l’amore. Programma di educazione sessuale 11-14 anni, Mondadori editore. È un testo datato poiché del 1992, ma comunque valido.

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Di Alberto Pellai, rinomato psicoterapeuta dell’età evolutiva, in collaborazione con Barbara Tamborini, vi suggerisco per la fascia preadolescenziale anche Il primo bacio. L’educazione sentimentale dei nostri figli preadolescenti. Ma anche Tutto troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di Internet.

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E aggiungerei anche che, al di là del tema della sessualità, qualora trovaste un libro di questo autorevole psicoterapeuta anche su altre tematiche, leggetelo perché merita. Imperdibili i suoi scritti sull’affermazione di genere delle ragazze, tra questi Girl r-evolution. Diventa ciò che sei, e quelli sulla paternità, uno dei tanti Da uomo a padre. Il percorso emotivo della paternità.

Un bel racconto di circa 150 pagine, con protagonista Alice, un bimba di 9 anni che insieme ai suoi coetanei scopre come nascono i bambini è Col cavolo la cicogna! Raccontare ai bambini tutta la verità su amore e sessualità

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Altrettanto degno di nota, anche per i più piccolini a partire dagli 8 anni, è I nati ieri e quelle cose lì. Ovvero tutto quello che i ragazzini vorrebbero sapere sul sesso (ma col cavolo che qualcuno glielo ha spiegato), Editore Carthusia.

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A partire dagli 8 anni, molto bello è anche Ad amare ci si educa. Viaggio nell’affettività e nella sessualità. Per bambini e bambine dagli 8 agli 11 anni. Forse uno dei miei testi preferiti perché tra i più completi portando avanti di pari passo emotività e fisicità.

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Infine, sempre ai bambini della primaria, si possono iniziare a spiegare come nascono i bambini e alcune basi della sessualità con un testo come La sessualità spiegata ai bambini, un testo breve di 90 pagine, Chiara Editori.

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I testi proposti avete visto essere rivolti a bambini e ragazzi tra i 7 e i 14 anni; esistono testi, favole e albi adatti anche ai più piccoli volti ad avvicinarli alla sessualità nel modo più graduale e naturale possibile, tuttavia, per ora, sarà meglio fermarsi qui.

Infine, piccolo e ultimo consiglio che mi permetto di darvi in merito ai testi succitati è: leggeteli prima voi. Padroneggiate i libri, preparatevi ad ogni domanda, valutate se sono affettivamente adatti ai vostri ragazzi e al rapporto che avete con loro e, in un secondo momento, scegliete (anche in base all’età) se leggerli con loro o se lasciarli fare da soli. Ma tenete anche sempre presente che nessun imbarazzo vale più del lasciare la futura vita sessuale dei vostri ragazzi alla mercé di Internet o di qualche coetaneo ancora meno esperto di loro: siete le loro figure di riferimento e seppur imperfetti, farete certamente di meglio.

A presto,

Giancarla.

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