La sessualità non ci completa ma ci arricchisce: Sex Education – stagione 2

Trama: la clinica del sesso di Otis, a seguito delle divergenze con Maeve, vive una battuta d’arresto mentre a scuola, complice ancora l’ignoranza dilagante, si scatena un’epidemia di clamidia.

Anno: 2020   Paese: USA
Titolo originale: Sex Education   Episodi: 8
Durata: 50min   Genere: dramma adolescenziale   Voto: 4,5/5

Il grande pregio di una serie come Sex Education sta nel riuscire ad approfondire tematiche ancora tabù per buona parte del mondo occidentale, sdoganarle anche in modo simpatico e mai offensivo, e sviscerarle chiarendo dinamiche che molti di noi si sono sempre limitati ad ignorare o a cercare in gran segreto su Internet.

Ancora più encomiabile è che la serie continua a rivolgersi soprattutto ad un pubblico molto giovane, adolescenziale, il pubblico più sensibile e fragile in materia sessuale.

Cosa ci insegna Sex Education stagione 2

Grazie a Sex Education, più nella seconda stagione rispetto alla prima, molti stanno comprendendo il reale potenziale educativo dell’educazione sessuale, che non si limita al mero evitamento delle gravidanze indesiderate o delle malattie sessualmente trasmissibili bensì va oltre: parte da una fondamentale base emotivo-relazionale per poi evolversi in tutte le declinazioni della sessualità, eterosessuale o omosessuale che sia.

Comprendiamo quanto all’origine di una vita sessuale sana vi è sempre il dialogo con il partner, la sincerità e il rispetto reciproco, sia che la relazione sia duratura sia che sia occasionale e che le basi di queste consapevolezze si pongono fin dalla giovinezza osservando implicitamente le dinamiche relazionali degli adulti.

Riconosciamo ancora una volta come il primo modo per educare sia il dare il buon esempio essendo noi adulti i primi a dover educare al dialogo, alla risoluzione dei conflitti e alla chiara affermazione dell’auodeterminazione del corpo di ognuno; quest’ultimo aspetto fondamentale per una futura vita sessuale sana, ma soprattutto una vita relazionale serena.

Riconoscere e contrastare molestie e abusi sessuali

A tal proposito, preziosissima nella seconda stagione di Sex Education è stata l’attenzione posta alla molestia sessuale subita su un autobus da Aimee che, sul momento sembra non essere minimamente colpita da quanto accaduto non volendo né denunciare né lasciare alla polizia i propri jeans macchiati per poi invece, segretamente vivere un profondo trauma che la porterà a rifiutare ogni contatto fisico con il mondo maschile. Ad aiutarla saranno le sue amiche confidandogli purtroppo che, come moltissime donne di tutto il mondo (dati 2019 sulla violenza sulle donne in Italia), hanno subito anch’esse molestie e che solo parlandone e facendo squadra, tale fenomeno potrà superarsi ed essere combattuto.

Trasmettere ai ragazzi la libertà di poter dire di no, vuol dire non solo tutelarli ma anche renderli consapevoli di non essere soli e di potersi difendersi con ogni mezzo giuridico possibile qualora alcuni episodi spiacevoli dovessero realizzarsi, senza nascondersi né vergognarsi.

L’educazione sessuale oltre ogni genere e sessualità

Lo stesso può dirsi riguardo all’amore e alla sessualità omosessuali, ancora troppo spesso tacciati di particolare lussuria e libertinaggio rispetto a quelli eterosessuali, insabbiati dall’opinione pubblica lasciando di fatto i giovani gay e le giovani lesbiche ancora troppo soli nella scoperta del corpo altrui. Per questo, l’attenzione di Sex Education sulla prima volta di Anwar e sulle sue insicurezze l’ho trovata doverosa così come l’avvicinamento inaspettatamente soft di Lily ad una ragazza nonostante il suo essere molto eccentrico.

L’educazione sessuale oltre ogni forma di ignoranza

Il punto forte irrinunciabile di Sex Education è il ricordarci che il sesso non è un punto d’arrivo, bensì un momento topico di connessione tra persone che, in mille modi diversi, decidono di vivere assieme istanti di grande intimità. È un punto di inizio e al tempo stesso di fine in cui a farla da padrone sono le relazioni, le emozioni ed il dialogo.

Ci viene chiarito che la sessualità è solo un aspetto della vita che non ci completa ma ci arricchisce e più riusciremo a viverla serenamente senza paure o correre inutili rischi, più saremo psicologicamente equilibrati. Se bisogna vivere la propria sessualità come un obbligo o un momento carico di eccessiva tensione o, peggio che mai, paura, tanto vale non viverla e concentrarsi su altro. Ma perché privarci o rischiare di privare le nuove generazioni di uno dei piaceri della vita solo per becera ignoranza?

A presto,

Giancarla.

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