Atypical – stagione 3

Trama: Sam è ormai diplomato e ammesso al percorso di arte al Denton College. Nulla lo separa più dalla sua nuova vita univeristaria. O forse no?

Anno: 2019   Paese: USA
Titolo originale: Atypical   Episodi: 10
Durata: 30-40 min   Genere: drammatico
Voto: 4/5

Più rapidamente di quanto immaginassi, eccoci a commentare la terza stagione di Atypical. Felice come una Pasqua vi confermo la bellezza di questo originale Netflix, il caro Keir Glichrist continua a ragalarci un Sam tanto dolce quanto veritiero e tutto procede per il meglio.

Troviamo un Sam ormai diplomato che si appresta ad iniziare il college. L’inizio dell’università sappiamo essere un momento critico per ogni giovane, spesso significa cambiare radicalmente la propria vita, trasferirisi in una nuova città con nuovi ritmi, ripartire da zero e creare nuove amicizie. Equivale ad affaccairsi sull’Ignoto e molti neurotipici spesso non reggono abbandonando gli studi già durante il primo anno insofferenti per la pressione psicologica e l’aspettativa generale creatasi (“come va l’università? Stai facenco gli esami? Prendi buoni voti?”). Non è facile per nessuno, ancor meno per un ragazzo come Sam.

Un nuovo inizio

Tuttavia Sam, seppur un bersaglio facile, si dimostra come sempre più perspicace di quanto ci si possa aspettare, considerando da subito l’università come un’ottima opportunità per ricominciare, mettersi alla prova e buttarsi alle spalle l’etichetta di strano affibbiatagli a scuola. Questo, con un’elasticità mentale ed un coraggio che neanche lo stesso Sam è consapevole di possedere, lo conduce a tentare di non usufruire degli aiuti per ragazzi diversamente abili, a provare ad inserirsi in gruppo divertente e a tentare di dormire nei dormitori insieme agli altri studenti.

Certo, Sam unico e speciale come ognuno di noi, presto si renderà conto che la sua unicità non potrà mai essere bypassata fingendosi qualcun’altro. Agire in questo modo, invece di agevolarlo, agli occhi degli altri lo penalizza mettendolo nella condizione di dover rispettare standard non propri risultando ancora più strano. Una condizione impossibile per chiunque. Accettando le proprie eccentricità invece, capirà non solo che possiamo trovare persone che ci apprezzano per ciò che siamo, ma anche che, conoscendoci realmente, queste possono spronarci e indirizzarci verso la dimensione del mondo più adatta a noi.

Magari Sam capirà di non essere ancora pronto a dormire in un dormitorio stracolmo di sconosciuti, ma potrà certamente trovare un’alternativa al rimanere a vita nella sua stanzetta dell’infanzia. E anche le amicizie, magari non saranno quelle più popolari immaginate inizialmente, ma potranno comunque riservargli delle piacevoli sorprese.

Sam non è più l’ombelico del mondo

Proprio attraverso l’amicizia, in questa stagione Sam crescerà molto. Per la prima volta infatti, capirà di non essere l’ombelico del mondo, che seppur non autistici, anche gli altri hanno fragilità e che per questo ha il dovere di aiutarle e fare un passo indietro rispetto alle proprie necessità.

Vediamo un Sam più forte, che si pone domande morali e che comprende di non poter considerare sempre il mondo rigidamente in bianco o nero. Vediamo una Sam che finalmente inizia ad essere un fratello maggiore rispettando le esigenze della sua sorellina Casey che, crescendo, ha anche lei mille dubbi e questioni da affrontare e necessita per questo di affetto e sostegno da parte di tutta la famiglia, Sam compreso.

Ma anche mamma e papà, in piena crisi coniugale, necessitano di tempo per se stessi per capire come affrontare l’imminente sindrome da nido vuoto. E anche qui Sam dovrà dimostrarsi abbastanza maturo da rimanere alcuni giorni da solo in casa.

Se il colpo di scena di Elsa che vive una relazione con un affascinante barista poteva apparire inizialmente un po’ eccessivo, con le stagioni successive trova una dimensione più quotidiana in quanto ci mostra una super mamma che, improvvisamente sola, crolla e si lascia andare tra le braccai di un bel ragazzo che mai avrebbe pensato di poter conquistare. Se da un lato è sicuramente tutto molto cinematografico, dall’altro, immedesimandoci nella vita di una donna come Elsa, non possiamo che provare grande tenerezza per lei che, oberata da mille responsabilità e data per scontata dal marito, necessità solo di sentirsi amata e vista come una donna. Nonostante lo scivolone, ritroviamo comunque una Elsa consapevole e dispiaciuta che tenta di riprendere la propria vita familiare da dove l’aveva lasciata cercando di salvare in ogni modo il proprio matrimonio.

Per quanto riguarda i personaggi secondari, sempre geniale e ciò di cui ha bisogno Sam è il suo amico Zahid: un perfetto equilibrio tra bontà e follia. Molto meno piacevole per quanto mi riguarda, è il personaggio di Izzie, nuova conoscenza di Casey che, seppur una ragazza molto sfortunata, non riesce a rimanermi simpatica, continuando invece a preferire i personaggi di Evan, il fidanzato storico di Casey, e Paige, la stramba ma paziente ragazza di Sam.

La continuità è il segreto di Atypical

Ma è da riconoscere che il cast è ormai ben consolidato e il racconto riprende esattamente da dove ci si è fermati. I toni sono sempre quelli dei singoli personaggi e “la continuità” è ciò che caratterizza questa serie tv rimanendo sempre coerente con se stessa e la sua idea iniziale. Insomma, in casa Gardner la vita continua e noi continuiamo a farci trascinare.

Ed è proprio questo il messaggio di Atypical per questa nuova stagione: la vita continua. Nonostante le mille difficoltà, la vita va avanti. Intorno a noi continuano ad esserci gli affetti più cari ma solo se li preserviamo e, se lavoriamo su noi stessi, prima o poi qualcosa di buono e inaspettato accadrà, anche se i presupposti non sono dei migliori.

In questo, Sam, con la sua lineare imprevedibilità, continua ad ineguagliabile esempio.

A presto,

Giancarla.

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