Keanu Reeves: il senso della Vita è non vivere invano

Molti di voi conosceranno già Keanu Reeves, uno degli attori più noti di Hollywood amato ed apprezzato non solo per la sua bravura (e bellezza), ma anche e soprattutto per il suo buon cuore che, con discrezione, non smette mai di conquistare l’amore dei fan.

È di pochi giorni fa infatti, la notizia che vuole Keanu impegnato nell’aiutare una donna australiana smarritasi a Los Angeles: sembra che la donna, senza essersi resa conto di chi avesse di fronte, abbia rifiutato un suo passaggio dopo che l’attore si era offerto di riaccompagnarla. Solo dopo essersi presentato, la signora ha capito con chi stesse parlando accettandone l’aiuto.

Questa è solo una delle tante notizie e avvistamenti che riguardano Keanu. Spesso lo si può incontrare sui mezzi pubblici, fare la spesa, chiacchierare con i senzatetto ecc. in più è ormai di dominio pubblico che buona parte dei sui guadagni, Keanu la doni in beneficenza o la investa nel migliorare la qualità della vita di un’amata sorella da tempo malata.

Qualcuno potrebbe obiettare che il mondo è pieno di brave persone che fanno il loro dovere e aiutano il prossimo senza che se ne parli, il ché è vero, ma è anche vero che il mondo non è pieno di attori hollywoodiani milionari e sex symbol che si fermano a parlare con chiunque sulle panchine di un parco dimostrando educazione e gentilezza senza limiti.

Ma come mai Keanu Reeves è così? Cosa lo ha portato ad essere una così brava persona, semplice di animo e con i piedi saldamente ancorati alla terra?

L’infanzia

Keanu nasce lo 02.09.1964 a Beirut, in Libano, figlio della coppia multietnica (a cui deve i tratti somatici che tanto lo caratterizzano) composta dal geologo hawaiano Samuel Nowlin Reeves jr e della ballerina inglese Patricia Tylor. Il nome “Keanu”, in onore del nonno paterno, è un’abbreviazione della parola hawaiana Keaweaheulu – Brezza fresca di montagna.

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Keanu a pochi mesi dalla nascita.

Nel 1966, mamma Patricia si separa dal marito portando il piccolo Keanu e la neonata Kim a Toronto, in Canada, dove trascorreranno l’infanzia e la prima giovinezza.

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In braccio alla mamma.

L’esperienza scolastica non è delle migliori per Keanu. Infatti, etichettato come poco intelligente, zoppica nell’apprendimento ed è costretto a cambiare spesso scuola. Oggi si sa che Keanu è semplicemente dislessico.

Nonostante questo, si applica nello sport e presto diventa portiere ufficiale della squadra di hockey del suo liceo, venendo eletto miglior giocatore della scuola e aprendosi una carriera professionale da giocatore di hockey.

Sfortunatamente subentra un infortunio alla mano che ne pregiudica la carriera sportiva, avvenimento che, unito alle difficoltà negli studi, spinge Keanu ad abbandonare la scuola a 17 anni senza mai diplomarsi.

Oltre le difficoltà scolastiche, gli anni della giovinezza non sono facili per Keanu: i genitori risultano entrambi molto assenti. Entrambi hanno nuove relazioni e altri figli che poco riescono a conciliare con Keanu e Kim ma, soprattutto, conducono stili di vita poco stabili: la mamma lavora tantissimo e accumula un divorzio dietro l’altro e il babbo, che aveva abbandonato la famiglia quando Keanu era piccolissimo causando il divorzio dalla moglie, manifesta problemi di droga sfociati in seguito in condanne penali per spaccio. Questi ultimi avvenimenti in particolare, portano Keanu ad allontanarsi totalmente dal padre già dall’età di 13 anni.

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Keanu a sinistra e Kim a destra.

Si avvicina alla recitazione

Alla recitazione, il giovane Revees di avvicina per caso sin da bambino. È all’età di 9 anni che riveste per la prima volta un ruolo prendendo parte alla produzione teatrale Damn Yankees.

A 15 anni interpreta Mercutio in Romeo e Giulietta e a 20, dopo aver lasciato la scuola e abbandonato la carriera nell’Hockey, grazie al nuovo marito americano della mamma, ottiene la Green Card per entrare negli Stati Uniti d’America.

Arrivato negli USA inizia a comparire in alcune pubblicità fino a quando, nel 1986 non ottiene il suo primo ruolo nel film I ragazzi del fiume, seguito nello stesso anno dal suo primo ruolo da protagonista in Giustizia violenta.

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Keanu posa per Yve Saint Laurent.

Da questo momento la sua carriera decolla accumulando successi planetari. Tra i più noti le saghe di Matrix e di John Wick, ma anche film come Belli e dannati, Piccolo Buddha, Speed, Il profumo del mosto selvatico, L’avvocato del diavolo, Constantine, La casa sul lago del tempo e Ultimatum alla terra. Grazie ai suoi successi, nel 2005 gli viene conferita una stella sulla Hollywood Walk of Fame.

La folgorante carriera non corrisponde ad una vita personale serena

Tuttavia, per Keanu, ad una carriera folgorante, non corrisponde una vita privata altrettanto serena, segnata invece dagli strascichi problematici della famiglia di origine e da nuove inaspettate tragedie che lo metteranno a dura prova.

Entrato nel mondo dello spettacolo giovanissimo, presto fa amicizia con uno dei talenti emergenti più promettenti della Hollywood degli anni ’80: River Phoenix. I due diventano come fratelli arrivando a girare insieme il film indipendente Belli e dannati. Sfortunatamente ad unirli in questo legame viscerale, c’è un passato difficile il cui peso da entrambi è alleviato con l’uso di droghe.

La sera del 31.10.1993 River muore per overdose su un marciapiede. L’impatto di quanto accaduto è talmente potente su Keanu da spingerlo ad abbandonare per sempre ogni stupefacente.

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Keanu e River ai tempi di Belli e dannati.

Per l’attore non ancora trentenne, la morte di River è un vuoto incolmabile e l’unica forma di sollievo la ritrova nell’esperienza vissuta girando, nello stesso anno, il film di Bertolucci Piccolo Buddha, ispirato alla vita di Siddharta.

Uscito nelle sale pochi giorni dopo la morte di River Phoenix e visionato alla Prima dallo stesso Dalai Lama che mai era entrato in un cinema, Piccolo Buddha e l’esperienza vissuta in Nepal durante le riprese, permettono a Keanu di abbracciare una nuova filosofia di vita che mai lo abbandonerà.

E’ stata un’esperienza indimenticabile, sia per il rapporto che si era instaurato con il resto del cast e la troupe, sia per l’accoglienza da parte delle popolazioni locali che per la scoperta di quelle terre, dove non sono più stato da allora, ma dove vorrei tornare. Un momento di magia e poesia e un’esperienza spirituale aver conosciuto così da vicino temi come la compassione, l’impermanenza, hanno arricchito la mia coscienza e mi hanno insegnato a vivere in un modo diverso. Non sapevo nulla di meditazione ma lì ho sentito l’energia dei monaci buddhisti. […] Ho imparato molto sul concetto di pazienza e disciplina, su come la tua vita può avere un’influenza su chi ti è vicino. […] Nella troupe erano quasi tutti nepalesi. E nei momenti di pausa mi piaceva girare per le strade di Katmandu, andare nei bar, nei ristoranti, visitare i templi. La cultura buddhista si sente in modo forte, percepisci la sensazione della circolarità della vita… Ricordo quella volta in cui mi sono seduto sulla riva del Gange a guardare la gente che pregava. Quando qualcuno muore, le cerimonie si svolgono sul fiume e questo dà più il senso dello scorrere della vita che non della fine, della morte.

∼ Keanu Reeves, intervistato da La Repubblica nel 2015.

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Durante le riprese del Piccolo Buddha.

Con queste nuove consapevolezze Keanu rivoluziona la sua vita, tuttavia il destino ha per lui in serbo altre tristi sorprese.

Nel 1998 conosce Jennifer Syme, attrice emergente, con cui inizia subito una relazione. Nel giro di poco, i due concepiscono una bimba, Ava, attesa per la fine del 1999. Ma, alla Vigilia di Natale dello stesso anno, Ava nasce morta a causa di una grave malformazione cardiaca.

La coppia non resiste alla grave perdita e poche settimane dopo il lutto, Keanu e Jennifer si separano.

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Keanu con Jennifer.

Jennifer cede completamente al tracollo della sua vita e, nell’aprile del 2001, sotto effetto di un sovra-dosaggio di psicofarmaci e antidepressivi, muore sul colpo perdendo il controllo della sua auto, scontrandosi a grande velocità con una fila di automobili parcheggiate.

I due nuovi gravi lutti spingono Keanu a prendersi una pausa dal lavoro, e in questo momento di particolare crisi personale, non sono rari i suoi sfoghi rabbiosi nei confronti dei paparazzi insistenti.

Dopo un anno, nel 2003, torna al cinema con un nuovo episodio di Matrix, riprendendo in mano la sua vita con una nuova lucidità. In questi anni però, ancora un altro durissimo dolore lo attanaglia: sua sorella Kim, unico reale riferimento affettivo rimastogli, si ammala di leucemia.

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Keanu con Kim qualche anno fa.

A seguito della malattia della sorella, Keanu inizia a donare milioni e milioni di dollari alla ricerca e non solo, abbracciando definitivamente uno stile di vita che lascia tutti senza parole.

Impara dal proprio dolore

Oggi Keanu ha ancora molte battaglie da combattere, prima fra tutte la leucemia di Kim, che segue con grande apprensione e amore, unita ai fantasmi di una vita estremamente sofferta. Su Internet circolano molte prese in giro riguardo il fatto che spesso Keanu sia fotografato da solo e con espressioni molto tristi e abbattute, tuttavia io ritengo quest’uomo un grande esempio di resilienza in quanto, pur essendo passato tra gli eccessi e vissuto l’Inferno sulla Terra, con il suo modo di fare, quotidianamente dimostra di aver compreso il vero senso della vita: il non vivere invano.

Molti testimoniamo come viva in modo semplice, come si comporti in modo naturale e cordiale e come sia sempre riconoscente nei confronti di chiunque gli dimostri gentilezza.

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Con tutto ciò che ha vissuto, Keanu poteva trasformarsi “legittimamente” in un mostro, ma non l’ha fatto. Dal suo dolore ha tratto insegnamenti, ha appreso l’empatia, l’attenzione nei confronti degli altri ed il rispetto, ha smussato quei tratti del suo carattere pericolosi e fa del suo meglio, per quanto gli è umanamente possibile, per aiutare chi è ancora più sfortunato di lui.

Il denaro e’ l’ultima cosa alla quale penso. Posso permettermi di vivere per i prossimi 100 anni con quello che ho guadagnato finora.

∼ Keanu Reeves, intervistato da Adnkronos/Cinematografo.it nel 2003.

Tra i fatti più emblematici, noti al pubblico solo grazie a quanto raccontato dai diretti interessati, sono le elargizioni fatte da Keanu alla troupe di Matrix nel 2003: ha diviso tra tutti i membri ben 70 milioni di dollari donando una Harley Davidson ad ogni stuntmen; inoltre, nel 2009 ha dichiarato:

Ho una fondazione privata da cinque o sei anni che si occupa di sostenere un paio di ospedali pediatrici e la ricerca per il cancro. […] Non mi piace esibire il mio nome accanto a queste attività, lascio solo che la fondazione faccia ciò che deve.

∼ Keanu Reeves, intervistato da Ladies Home Journal nel 2009.

A tutto, come già sottolineato, si aggiunge una grande gentilezza, testimoniata da episodi come quello raccontato da un ragazzo che si era perso vicino casa di Keanu che, come la signora australiana, chiedendogli informazioni, si è visto presentare le scuse dell’attore per non poterlo accompagnare a destinazione lui personalmente. O ancora, nel 2014 fu visto fare la fila pazientemente sotto la pioggia per entrare in un locale dove si stava svolgendo una festa. Peccato che la festa fosse organizzata da lui stesso per promuovere un film di cui lui era uno dei produttori!!

Capite che il livello di umanità di cui si parla è frutto di una lunga elaborazione di se stessi, del proprio cammino terreno e del senso della propria esistenza a dei livelli introspettivi estremamente profondi, sensibili e non comuni, dai quali, come decine e decine di giornalisti hanno già scritto, possiamo solo che imparare.

A presto,

Giancarla.

Fonti: Adnokronos; Cheat Sheet; Cinquecosebelle; FOXlife; ilsussidiario.net; Informare X Resistere; MailOnline; Keanu Reeves, pagina Wikipedia ita eng; Keanu Reeves – la vera storia, parti 1 e 2; Repubblica.it; Vanity Fair.

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