Joanne Kathleen Rowling: da mamma sola e squattrinata a madre di Harry Potter

Da grande fan della saga di Harry Potter, non posso non inaugurare la nuova sezione “storie di resilienza” con Joanne Kathleen Rowling, perché? Adesso vedrete, ma sappiate che, conosciuta come J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter scoprirete aver raccontato molto di sé nella sua epica saga.

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[Foto: Bookish]

Primi anni
Nasce il 31 luglio (1965) come Harry, e come lui vive un’infanzia difficile. Come Harry cresce nei sobborghi inglesi in ristrettezze economiche, in una casa con tanto di sottoscala. Ma fortunatamente, non come lui, non è costretta a dormire lì.

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[Foto: foto privata di Joanne Rowling mostrata nel documentario J.K. Rowling – A Year in the Life]

Alla sua nascita i genitori si aspettavano un maschio che avevano deciso di chiamare Simon John, ma a sorpresa nasce Joanne Kathleen. Due anni dopo nasce anche sua sorella Dianne.

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Al fine di risparmiare era la mamma a tagliare i capelli alle figlie, per questo avevano sempre la frangia storta. [Foto: foto privata di Joanne Rowling mostrata nel documentario J.K. Rowling – A Year in the Life]

All’età di 9 anni, tutta la famiglia si trasferisce nei pressi della Foresta di Dean. Questo evento stimola e modella l’immaginazione di Joanne tanto da riproporla in seguito nella Foresta oscura che circonda Hogwarts, il suo luogo preferito di tutta la scuola di magia e stregoneria. In questa fase dell’infanzia, Joanne inizia a scrivere i suoi primi racconti.

La sua vita si stravolge
A 15 anni, inizia una fase durissima della vita di Joanne che terminerà solo nel 1997 con l’uscita del suo primo libro: nel 1980, a sua madre viene diagnosticata una grave forma di sclerosi multipla. Su lei e Dianne ha un effetto devastante.

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Joanne e Dianne con la mamma. [Foto: foto privata di Joanne Rowling mostrata nel documentario J.K. Rowling – A Year in the Life]

Le due ragazze infatti, oltre a dover combattere con la lunga e dolorosa malattia della mamma, si trovano a scontrarsi con un padre molto duro e poco propenso all’affettività.

Nel 1990, dopo 6 mesi dall’inizio della scrittura di quello che sarebbe diventato Harry Potter e la pietra filosofale, senza sapere mai della fama che avrebbe goduto sua figlia, la mamma di Joanne muore. Sarà un evento molto difficile da elaborare in quanto, per volere del padre, Joanne non riesce a dare un ultimo saluto alla mamma prima che questa venga condotta alla sepoltura.

La malattia e la perdita della mamma unite alla durezza del padre, per sua stessa ammissione, hanno irrimediabilmente segnato il resto della vita di Joanne, permeando profondamente nella sua scrittura.

Scrivevo da sei mesi prima che morisse. La cosa strana è che la trama principale non è cambiata dopo la morte di mia madre, ma tutto si è approfondito ed oscurato. […] È qualcosa che ho creato prima che lei morisse, ma, si, è filtrata in ogni parte dei libri. Con il senno di poi, ora che ho finito, credo di capire come abbia influenzato tutto.

∼ J.K. Rowling – A Year in the Life, un documentario di James Runcie

Ora, forse, capite il perché del legame tanto doloroso quanto idealizzato di Harry con mamma Lily e papà James?

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Tratto dal film Harry Potter e la pietra filosofale.

Per riprendersi dalla perdita, Joanne si trasferisce in Portogallo. Qui incontra un uomo, si sposa e ha una bambina.

Poco dopo, il matrimonio naufraga in malo modo e Joanne torna in Inghilterra. Sola, senza lavoro e con una bimba piccola a proprio carico, cade in una profonda depressione.

È in questo difficilissimo momento della sua vita che trova origine la figura del Dissennatore.

I Dissennatori sono tra le creature più ripugnati che vivono sulla terra. Infestano i luoghi più bui e sporchi. Si gloriano della decadenza e della disperazione. Risucchiano la pace, la speranza e la felicità dall’aria che li circonda. Avvicinanti troppo ad un Dissennatore e ogni sensazione gradevole, ricordo felice verrà risucchiato dal tuo corpo.

∼ Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Sono anni molto pesanti per lei quelli tra il ’93 e il ’97. Si trasferisce in un appartamento nei pressi di Edimburgo, vicino a sua sorella. Lavoricchiando e con aiuti statali, cerca di crescere sua figlia e, nei ritagli di tempo, un po’ per testardaggine un po’ per fuggire dalla sua realtà, continua a scrivere Harry Potter e la pietra filosofale.

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[Foto: foto privata di Joanne Rowling]

Nel 1995 ne finisce la stesura e, dopo un primo tentennamento, trova un agente letterario disposto a presentarla alle case editrici.

Ben 11 case editrici rifiuteranno Harry Potter e la pietra filosofale: “i libri per bambini non vendono più” è la scusa principale.

Sarà solo il presidente della Bloomsbury di Londra ad avere la giusta intuizione: propone i primi 5 capitoli del libro a sua figlia Alice che ne rimane entusiasta chiedendone insistentemente il seguito.

Il successo
È il 1997 l’anno di svolta della vita di Joanne Kathleen Rowling. La prima edizione del suo libro è pubblicata, inizialmente in tiratura cauta e limitata di sole mille copie. Quelle copie andate subito a ruba, oggi hanno un valore di circa 25 mila euro l’una. Da qui la vita di J. K., il cui nome venne contratto nelle due iniziali perché, si sa, un nome palesemente femminile attira meno di uno maschile (questa fu la spiegazione data a Joanne), è storia.

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Qualche numero?  450 milioni di copie vendute, tradotte in ben 77 lingue, greco antico e latino compresi, per un guadagno complessivo di circa 1 miliardo di dollari. Per quanto riguarda i film, il cui primo vide la luce nel 2001 incassando 974 milioni di dollari al botteghino mondiale, fu seguito dalle altre 7 pellicole per un totale di 7,7 miliardi di dollari in tutto il mondo [Dati di novembre 2018].

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Joanne, nel 2006, in un incontro con la regina Elisabetta. [Foto: Ap Photos]

L’intera saga di Harry Potter è una continua ricerca di forza, speranza e fiducia da parte di Harry per combattere e contrastare il Signore Oscuro. Harry cerca appoggio nei suoi amici e nelle sue certezze, portando avanti i valori vincenti degli umani: l’amore, l’unione e la condivisione. Gli stessi valori che Voldemort, disumanizzato, snobba e ridicolizza ritenendoli al contrario ed erroneamente fonte di debolezza.

Credo che avrei tradito il personaggio se avessi mostrato Harry fare tutto fuorché vivere ciò che ha imparato essere vero, e cioè che l’amore è il potere più grande che esista. Ho pensato molto alla gente che è passata attraverso cose orribili come la guerra: dover tornare a casa e ricostruire, e ritrovare la normalità dopo aver visto orrori, mi è sempre sembrata una cosa molto coraggiosa da fare. E tornare faticosamente alla normalità dopo un trauma è molto, molto più dura. È molto più difficile ricostruire che distruggere. In un certo senso, sarebbe stata una fine efficace uccidere Harry, un finale più efficace. Ma ho pensato che sarebbe stato un tradimento perché volevo che il mio eroe facesse la cosa più nobile: così è tornato dalla guerra per costruire un mondo migliore.

∼ J.K. Rowling – A Year in the Life, un documentario di James Runcie

Diventata una delle donne più ricche del mondo, Joanne Kathleen Rowling non ha mai dimenticato cosa significhi vivere in estremo disagio, per questo ha aperto un fondo fiduciario il cui compito è sostenere le iniziative di promozione sociale, soprattutto per donne sole e bambini, e la ricerca scientifica, con particolare attenzione alla sclerosi multipla. Negli anni ha donato milioni  e milioni di sterline.

“Come vorresti essere ricordata?” le chiede a brucia pelo James Runcie, “Come una che ha fatto tutto ciò che poteva con il talento che possedeva”.

A presto,

Giancarla.

Fonti: J.K. Rowling – A Year in the Life, un documentario di James Runcie; marie claire; TRIBE SocialMagazine.

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