Stranger Things, il motivo per cui mi sono iscritta a Netflix

Trama: Hawkins, Indiana, 6 novembre 1983. Dopo una serata a giocare a Dungeons&Dragons a casa del suo migliore amico insieme ad altri compagni di scuola, il dodicenne Will Byers, sparisce in circostanze misteriose.

Anno: 2016   Paese: Usa
Titolo originale: Stranger Things  Durata: 40-60 min
Episodi: 17   Genere: thrillerfantascienza   Voto: 6/5

A poche ore dall’uscita della terza, attesissima, spasmodica stagione di Stranger Things, con voi recupero uno degli articoli che avrei voluto scrivere da tanto tempo ma che, causa Vita, alla fine mi riduco a buttare giù solo oggi.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, dico solo: una cittadina calma e tranquilla alla Twin Peaks, un gruppo di amici anni ’80 persi in avventure paranormali alla The Gonnies, e una buona di sentimentalismo adolescenziale alla Stand by Me.
Questo è Stranger Things e per questo ne siamo tutti follemente innamorati.
Ci ricorda chi eravamo, ci ricorda cosa è stato davvero tra anni ’80 e ’90, con mode, musiche, oggetti e gesti quotidiani ormai caduti in disuso ma ancora così familiari; e ci ricorda cosa immaginavamo, cosa sognavamo noi ragazzini di quegli anni, sotto le nostre tende improvvisate in giardino, i nascondini in cortile e le scorrazzate in bicicletta per tutto il quartiere che ci davano un senso di libertà quasi ineguagliato.
Stranger Things ci piace perché è la nostra infanzia se i nostri giochi di finzione si fossero avverati.

Ad oggi Stranger Things è il responsabile del grande ritorno degli anni ’80 nonché del grande lancio di Netflix nel mondo della tv on demand. Io stessa mi sono iscritta “per colpa” di Stranger Things. Il mio ragazzo, vero amante del genere, era talmente desideroso di vedere questa Serie tv appena uscita nel 2016, da convincermi (anche un po’ controvoglia) a condividere con lui un piano per risparmiare. Nel caso specifico, la prima stagione non l’ho neanche vista subito, l’ho recuperata in seguito da sola in una notte spinta dal mio lui a vedere la prima puntata per avere la scusa rivederla. Alla fine lui è andato a dormire e io l’ho finita tutta. Ad oggi io campo di Netflix e lui segue si e no due contenuti in croce, Stranger Things compreso.

Dunque non uso mezzi termini: ho amato e amo follemente questa Serie Tv, è una delle più belle e perfette che abbia mai visto e che non vedo l’ora di continuare. Certamente la prima stagione è la più coinvolgente, ma nel complesso qui non c’è nulla da criticare negativamente se non da elogiare per il genio dei fratelli Duffer, fortemente ispirati dalla spinosa questione del Progetto Montauk.

Gli attori, soprattutto i giovanissimi, sono tutti bravi o comunque azzeccati per il loro ruolo. Straordinaria e ormai stellare è Millie Bobby Brown alias Eleven/Undici che, per il suo evidente talento, se non si brucia in adolescenza, potrà darci davvero grandi soddisfazioni. Speriamo che lo spirito di River Phoenix l’assista e non gli faccia commettere i suoi stessi errori. E poi, beh, magica Winona Ryder, magistrale interprete di una mamma single un po’ svanita che non può non suscitare simpatia e tanta tenerezza. Su quest’ultimo punto mi permetto di aggiungere che sono veramente, ma veramente felice per Winona Ryder che negli ultimi anni ne ha passate tantissime, e vederla tornare sotto i riflettori in grande stile, con un personaggio così poliedrico, in una produzione che ormai è nel firmamento delle Serie tv, mi ha reso tanto tanto contenta per lei. Spero sinceramente che sia solo l’inizio di una nuova e definitiva fase positiva per questa attrice tanto brava quanto problematica nel privato.

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Winona Ryder in una delle scene più celebri.

I presupposti per una buona terza stagione ci sono tutti, le aspettative sono alte e speriamo di non rimanere delusi. Per ogni ulteriore scambio, l’appuntamento è sempre qui per la recensione della terza stagione. Tanta carne al fuoco su Netflix in queste settimane, veramente tanta carne…  😎

A presto,

Giancarla.

 

 

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