Corso Montessori #29: il Massaggio infantile

Buongiorno e buona domenica, Amici!

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Un incantevole sabato pomeriggio di giugno a Villa Borghese, Roma.

Come preannunciato, queste ultime settimane di lezione si contraddistinguono soprattutto per le ore di Esercitazione, il grosso del lavoro dall’aula si è spostato a casa, nella speranza, entro la prossima settimana, di concludere tutti gli ultimi compiti materiali per poi dedicarsi solo allo studio teorico in vista degli esami di luglio. E si, in tutto questo, tra schede tecniche, album e tutto ciò di cui vi ho parlato in questi mesi, c’è anche lo studio per le domande di teoria. Insomma, nonostante siano passati 10 anni tondi dalla mia maturità, a quasi 29 anni e dopo tante sessioni estive all’università, la storia si ripete con me persa tra mille appunti che continuo a ripetere e studiare. C’est là vie!! xD Ciò che conta è farlo con cuore e passione 🙂

Fatta tale premessa, in questi giorni abbiamo seguito anche qualche ora di lezione sul rapporto tra pace ed educazione partendo dagli scritti di Maria Montessori, che riteneva che alla base della pace dei popoli ma anche tra diverse generazioni vi fosse un‘educazione adeguata.

Quelle nazioni che vogliono la guerra sono state capaci di valorizzare per i propri interessi i bambini e i giovani, di organizzarli socialmente, di farsene una forza attiva per la società. […] Coloro che vogliono la guerra preparano la gioventù alla guerra; ma coloro che vogliono la pace hanno trascurato l’infanzia e la giovinezza, giacché non hanno saputo organizzarle per la pace.

~ Montessori M., Educazione e pace, 1949.

Speravo molto in questa lezione, ma devo dire che non è stata il massimo, mi sarebbe piaciuto affrontarla in modo più concreto. Infatti penso proprio che mi comprerò il libro di riferimento e lo leggerò per fatti miei.

Oltre questo, in un giorno di riposo, ho dato una bella sistemata anche all’estetica del mio album personale curandone la decorazione della copertina: altro elemento richiestoci per l’esame infatti è dare un’impronta identitaria al nostro album. Ancora qualche dettaglio da ultimare, ma sono abbastanza soddisfatta! A tempo debito vi mostrerò tutto 🙂 Vi dico solo che ho cucito a mano per più di mezza giornata!

Infine, in questa settimana abbiamo avuto anche l’ultima lezione del sabato: il tanto atteso Massaggio infantile. È una lezione che per cause di forza maggiore era stata rimandata, e ora, finalmente, abbiamo potuto godere della preparazione (e della dolcezza) della relatrice tenuta a presentarla.

Chi conosce l’argomento avrà già compreso che la nostra è stata solo una lezione teorica e che quindi non ci è stata insegnata la tecnica del massaggio infantile; questo per un unico grande motivo: il massaggio infantile ha la funzione di agevolare lo sviluppo dell’attaccamento tra bambino e genitore, dunque, oltre ai genitori e al massimo i fratelli più grandi, nessun’altro individuo può permettersi di massaggiare il bambino poiché andrebbe a violare una sfera molto intima del piccolo accessibile solo a chi svolge nella sua vita il ruolo di genitore.

Possiamo dire quindi che la lezione di oggi è stata soprattutto di diffusione della cultura del massaggio infantile, da molti ignorata (me compresa fino a ieri) o considerata una moda New age. Ciò che invece è importante sapere è che il massaggio infantile è una pratica sempre esistita che in Occidente si è andata a perdere con la modernità, per poi essere riscoperta negli ultimi decenni grazie all’impegno di Vimala McClure e alle sue osservazioni sui popoli indiani e africani, in cui invece il massaggio infantile è rimasto saldamente radicato nella cultura genitoriale. Oggi, studi scientifici hanno dimostrato che il massaggio genera un bimbo più sicuro, più sereno, in grado di ritrovare la calma con più facilità e di comprendere con più facilità addirittura chi li tocca con cattive intenzioni poiché, abituati ad un tocco benevolo, percepiscono subito chi si avvicina a loro con malamente. È inutile sottolineare che i tratti psicologici acquisiti in tenerissima età, rimangono impressi nel bambino per il resto della sua vita.

Inoltre, ci tengo a ricordarvi che in generale in psicologia è stata da tempo sdoganata l’importanza del contatto fisico soprattutto per i bambini piccolissimi che, in caso di sua assenza o insufficienza può portare a ferite emotive insanabili, notevoli ritardi nello sviluppo e, in casi estremi, anche alla morte del nascituro. Infine, per fortificare la base scientifica di ciò di cui vi parlo, vi rammento anche che alla base di queste consapevolezze si hanno gli studi sulle scimmiette di Harry Harlow, ormai pietra miliare della psicologia dello sviluppo, successivamente ripresi e approfonditi da un altro mostro sacro della psicologia in tema di attaccamento, John Bowlby.

Concretamente, ciò che mi preme far sapere a chiunque fosse interessato ad intraprendere con il proprio bambino il massaggio infantile, è che:

  • non è una pratica solo per mamme anzi, l’ideale è che partecipi l’intera coppia;
  • il massaggio non ha funzioni curative, dunque non si necessita di alcun titolo di studio particolare per accedere ai corsi;
  • il massaggio si pratica in genere dal 1° mese di vita fino a quando il bambino non inizia a camminare ma, se diventa un rituale tanto piacevole da essere cercato dal bambino, ovviamente si può prolungare per tutto il tempo che i genitori lo ritengono necessario. Vimala ha massaggiato i suoi figli fino a 20 anni;
  • se il vostro bimbo non ama essere toccato da voi (può succedere e non siete cattivi genitori per questo), meglio ancora! Poiché vi insegneranno tecniche per avvicinarlo gradualmente e rompere questo muro tra voi e lui.

Per concludere, vi segnalo il libro Massaggio al bambino, messaggio d’amore di Vimala McClure. Se la Vita vorrà, a tempo debito lo comprerò anche io ❤️

A presto,

Giancarla.

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