Corso Montessori #26: Scala marrone, Spolette dei colori, Tavolette del liscio e del ruvido ed Espressione musicale

Veniamo subito a noi. Nell’ultimo post sul Corso Montessori, abbiamo iniziato a parlare in in modo più approfondito dei materiali sensoriali di sviluppo. Oggi continueremo e finiremo l’argomento.

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Foto: Vivo Montessori

Di seguito agli Incastri solidi e alla Torre rosa, troviamo la Scala marrone. Così come la Torre rosa, anche la scala marrone è presente nell’ambiente già costruita, sul ripiano di uno scaffale non troppo alto, affinché i bambini possano godere sempre del risultato finale. Come nel caso della Torre rosa, l’attività con la scala marrone consiste nel portare su un tappeto ogni singolo pezzo, disporli in ordine sparso e lasciare che il bambino ricomponga la scala dal parallelepipedo più grosso al più fine. Per la similarità con la Torre rosa, la Scala marrone spesso si trova nell’ambiente di fianco ad essa prevedendo anche delle attività di costruzione che le coinvolgano entrambe, le cosiddette combinazioni tra Torre rosa e Scala marrone. Ma andiamo con ordine.

La Scala si compone di 10 parallelepipedi in legno verniciato di marrone, tutti lunghi 20 cm, che differiscono in altezza, larghezza e peso, andando dal solido più grosso di 10cm x 10cm x 20cm al più sottile di 1 cm x 1 cm x 20cm. L’età da cui in cui si può presentare la scala marrone si aggira intorno ai 30 mesi, ma ciò che conta è che siano presentati già gli Incastri solidi e la Torre rosa e che il bambino sia in grado fisicamente di sostenere, trasportare e manipolare ogni blocco.

In merito allo scopo diretto dell’azione con la Scala marrone, anche in questo caso ci si allinea a quanto detto per la Torre rosa, si ha l’affinamento nella distinzione delle diverse dimensioni, in particolare grosso/fino, ma anche lo sviluppo e l’ampliamento del linguaggio. Indirettamente, l’uso della Scala marrone favorisce lo sviluppo di una mente logico matematica.

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La combinazione più semplice vuole che la Torre rosa sia costruita nella variante “dormiente” e che la Scala marrone gli sia costruita accanto, facendo corrispondere la progressione di ogni elemento. Foto: aliexpress.com

Successivamente, appartenenti alla serie dei Blocchi con la Torre rosa e la Scala marrone, da presentare dopo quest’ultima sono le Aste della Lunghezza. Trattandosi però di un argomento legato alla Casa dei bambini, ossia ai bambini più grandi rispetto a quelli del nido, non è un argomento che abbiamo particolarmente approfondito. Ciò che posso dirvi è che il meccanismo è bene o male come quello della Torre e della Scala con le aste da ordinare dalla più lunga alla più corta. Ma ripeto, non è un materiale da nido.

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Foto: mammafelice.it

Altro materiale presentato, del tutto diverso da quanto detto finora, e volto alla scoperta della qualità del colore, sono le Spolette dei colori, una raccolta di spolette in legno semplice, colorate al centro con un unico colore. Le Spolette si dividono e presentano nell’ordine in 3 scatole.

La prima è costituita da 6 spolette rappresentanti colori primari divisi per coppie, dunque due sono rosse, due gialle e due blu. La seconda è costituita da 22 spolette, di cui 6 come quelle contenute nella prima scatola e 16, divise in 8 coppie, una marrone, una rosa, una verde, una grigia, una viola, una arancione, una nera, una bianca. Infine, l’ultima scatola più grande e complessa e per questo presentata direttamente nella Casa dei bambini, è costituita da 63 spolette divise per 9 colori, ognuno dei quali è rappresentato in 7 gradazioni differenti, dal più scuro al più chiaro.

Come si può facilmente intuire, se le prime due scatole vogliono che i bambini imparino ad appaiare e riconoscere i colori uguali, la terza richiede uno sforzo maggiore e più maturo del bambino, poiché oltre a riconoscere il singolo colore, gli si chiede anche di definire quale sia il più chiaro, il più scuro ecc. anche questa un’attività non proponibile in un nido.

Gli scopi delle Spolette dei colori appaiono abbastanza chiari. Scopo diretto: l’interiorizzazione dei colori e l’acquisizione  e l’ampliamento vocabolario. Scopo indiretto: lo sviluppo di una mente sensibile e artistica.

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Foto: mammafelice.it

Altro materiale, stavolta pensato per affinare la sensibilità tattile, sono le Tavolette del liscio e del ruvido. Le tavolette in legno semplice, in parte lisce e in parte rese ruvide dalla carta vetrata. Inizialmente erano 4, nel tempo e per praticità, sono diventate tre. La prima è è divisa esattamente a metà, una parte è ruvida e una parte è liscia. La seconda è divisa in 10 colonne alternate ruvide e lisce. La terza tavoletta è composta da 5 colonne ruvide graduate in cui la prima colonna è la più ruvida, l’ultima colonna è la più liscia tra le ruvide. Infine, la 4 tavoletta era pensata per presentare la gradualità del liscio, ma ovviamente si finiva per produrre una copia della 3° tavoletta. Prima di lavorare con le Tavolette del liscio e del ruvido, si chiede al bambino di bagnare un po’ le mani nel’acqua tiepida per rendere i polpastrelli più sensibili.

Lo scopo diretto qui è comprendere la qualità tattile del liscio e del ruvido, mentre, lavorando sempre da sinistra verso destra migliorando il tatto, lo scopo indiretto appare nella preparazione della mano alla scrittura.

60818462_10219939855111840_560568948106461184_nCome avrete capito, con tutto questo materiale, la nostra settimana di lezione è stata bella piena, in più abbiamo continuato a lavorare con le lezioni di espressione musicale, imparando nuovi canti e nuove danze, e con nuove tecniche di comunicazione con i bambini. Di seguito vedete la mia prima scheda musicale, una scheda che messa liberamente a disposizione dei bambini insieme ad altre, con un’immagine carina e d’impatto, permette al bambino di esprimere facilmente il desiderio di cantare o ballare una specifica canzone: i bambini, sapendo ad esempio che su un ripiano ci sono tutte le schede dei canti, possono andare lì e scegliere liberamente quale canzone proporre basandosi sull’immagine evocativa. Quella che ho realizzato io è una canzoncina di origine nord europea che parla di una cuoca che prepara pasta al sugo, baccalà e polpette. Il testo sotto, ovviamente è scritto soprattutto per gli adulti che magari non conoscono la canzone, ma anche per i bambini che iniziano a familiarizzare con le forme delle lettere. La scheda è stata realizzata con la tecnica dello strappo: era la prima volta, perciò se non si capisce bene che l’immagine rappresenta una cuoca che cucina, siate comprensivi!!

Questa settimana poi, abbiamo avuto lezione anche il sabato, realizzando la Striscia dello Sviluppo del Bambino, un lavoro di gruppo simile a quello realizzato sulla vita di Maria Montessori e presentato a gennaio, ma dedicato a ripercorrere passo dopo passo lo sviluppo del bambino fino ai 36 mesi, dal punto di vista dell’equilibrio, del linguaggio e della manualità, tenendo conto anche dell’ambiente da preparare per non ostacolarlo. Tutte noi Manine, insieme abbiamo fatto buona parte del lavoro, rimangono alcune cose da ultimare e appena possibile, così come è stato per la Striscia della Vita di Maria Montessori, vi mostrerò il risultato finale.

A presto,

Giancarla.

 

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