Ivarr Loðbrók: se la disabilità fa emergere la parte più forte di te

Qualche articolo fa vi ho parlato di Vikings, la serie tv ispirata a fatti e persone realmente accadute ai tempi della civiltà vichinga, dando particolare risalto al personaggio di Ivarr (letto Aivar) e promettendo che presto ne avrei parlato in modo più approfondito dunque, eccoci qui.

In Vikings (SPOILER!)

Ivarr, presentatoci come il penultimo figlio di Raganar, viene raccontato come un bambino e poi un ragazzo nato con una grave malformazione alle gambe a seguito di una maledizione che, soprannominato per questo Senz’ossa, passa la giovinezza letteralmente strisciando sulle mani, incamerando rabbia, tentando di essere all’altezza dei forti e valorosi fratelli, e nell’ansia costante di non riuscire a rendere orgoglioso suo padre. Ivarr ci appare da subito un individuo rancoroso, al limite del crudele, pronto ad infliggere dolore a chiunque si frapponga tra lui e i suoi desideri, tanto da non esitare ad uccidere suo fratello Sigurd in un impeto di rabbia

Alla fine della 5° stagione, Ivarr, grazie all’astuzia sviluppata per compensare i suoi limiti fisici, si dimostra essere un abilissimo condottiero, a capo di un esercito e inaspettato pupillo di suo padre.

Arrivata a questo punto del racconto, data l’escalation che ha caratterizzato questo personaggio, mi è venuto spontaneo domandarmi:

Chi è stato realmente Ivarr Loðbrók, il Senz’ossa?

Alex Høgh Andersen
Alex Høgh Andersen interpreta Ivarr in Vikings.

Ivarr, come preannunciato, così come la maggior parte dei personaggi presenti i Vikings, è esistito davvero. Di lui si narra nelle saghe scandinave dedicate a suo padre, Saga di Ragnarr, re di Svezia e Danimarca e famoso eroe vichingo che guidò il sacco di Parigi nel 845 d. C., ma le sue gesta sono prontamente registrate anche nei documenti storici del tempo.

Il poema Hattalykill della metà del XII secolo riporta che egli fosse “del tutto privo di ossa” a seguito di una maledizione che aveva colpito sua madre Aslaug, strega e veggente che, dopo aver avvertito suo marito Ragnarr che avrebbero dovuto aspettare tre notti prima di consumare il loro matrimonio, non era stata ascoltata generando un figlio deforme. Chiaramente tale ricostruzione è unicamente un’invenzione volta a raccontare una disabilità che all’epoca non poteva essere logicamente comprensibile, ma quel che si sa è che, oltre ad essere esistito davvero, Ivarr era realmente affetto da una grave patologia, probabilmente una malattia genetica rara oggi nota come osteogenesi imperfetta, e che per questo sia cresciuto senza essere in grado di camminare, trasportato ovunque su pali o sul retro di uno scudo.

In molti si sono domandati come sia stato possibile che qualcuno con una situazione di salute così precaria in quei secoli sia sopravvissuto. Le risposta è principalmente una: Ivarr era un principe, nonché figlio maggiore di Ragnarr (nella serie tv si racconta invece che il primo figlio fosse Bijorn), dunque rappresentava per il suo popolo un simbolo da proteggere, mai un peso per la società come qualsiasi altra persona affetta da disabilità; inoltre, per via del suo status sociale, egli ebbe accesso ad un tenore di vita relativamente alto dunque la sua morte per cause naturali a seguito di carenze alimentari o ambientali sarebbe stata del tutto da escludere.

Ciò che concretamente giunge a noi dalle saghe è che Ivarr, fin da bambino, in contrapposizione ai suoi limiti fisici, avesse sviluppato una sapienza e una capacità di ragionamento fuori dal comune, che lo distinguevano rispetto ai fratelli forti e abilissimi nel combattimento fisico. La sua intelligenza imparò a manifestarsi soprattutto in termini d’astuzia, facendolo diventare presto determinante in battaglia in quanto in grado di sviluppare strategie e tattiche vincenti impensabili.

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Al di là di ogni possibile immaginazione, inoltre, sembra che Ivarr dedicasse tantissimo tempo ad allenare al meglio il suo corpo, riuscendo a dimostrare in più occasioni una forza nelle braccia definita nelle saghe addirittura sovrumana, facendo ipotizzare ai contemporanei che egli avesse doti di stregoneria ereditate da sua madre. In un passaggio emblematico si racconta che Ivarr sconfisse il re di Svezia Eysteinn, uccidendo una mucca stregata, la quale fu abbattuta dopo essere stata accecata con due frecce scagliate da un arco lungo, grande come un tronco d’albero, teso da lui come se fosse un delicato ramo di olmo.

Si raccontano poi incredibili successi bellici, come la conquista nel 853 d. C. dell’Irlanda e la più grande invasione mai vista nelle isole britanniche nel 865 d. C., descritta così dalle Cronache anglosassoni:”un grande esercito pagano entrò in Inghilterra, una potenza vichinga fino ad allora mai vista in forza e numero, che si muove attraverso il territorio con una velocità spaventosa ed un successo inarrestabile“. Alla guida dell’esercito Ivarr e i suoi fratelli Halfdan e Ubbe, l’impatto della loro azione fu devastante, esaudendo il desiderio di vendicare la morte del padre ucciso anni prima in quelle terre, così come narrato nelle saghe scandinave. Nel giro di pochissimi anni, Ivarr conquistò brutalmente Northumbria, Mercia e Est Anglia e saccheggiò parte della Scozia. A lui si attribuisce anche l’uccisione di re Edmondo di Anglia, successivamente proclamato Santo in quanto riconosciuto come giusto e martire dalla Chiesa cattolica.

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Nel 871 d. C., Ivarr tornò a Dublino, dove rimase in qualità di re dei Normanni di tutta l’Irlanda e la Gran Bretagna fino alla sua morte. Morì tra 873 e 878 d. C, convintamente pagano, carico di ricchezze e imbattuto. Secondo le leggende, per sua richiesta fu sepolto in Inghilterra, sulla costa, per continuare a proteggere le sue conquiste dagli stranieri.

Il suo corpo fu successivamente trovato e distrutto da Guglielmo il Conquistatore, ma, nonostante questo, alcuni studiosi della Oxford University ritengono che lo scheletro di un uomo scoperto durante alcuni scavi nel Derbyshire possa essere quello di Ivarr. Ad oggi la questione è ancora aperta, tuttavia dopo più di mille anni la leggendarietà riconosciuta ad Ivarr il Senz’ossa rimane immutata, se non addirittura rafforzata.

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A presto,

Giancarla.

 

Fonti: Meli M., Saga di Ragnarr, Iperborea, Milano, 2003; In the footsteps of Ivarr the Boneless – Channel 4 history; Skjoldungar.it.

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