Corso Montessori #20: Espressione artistica ed immaginazione

Come compreso dal titolo, continuano incalzanti le ore di lezione con la vita pratica, argomento che anche questa settimana ha avuto il monopolio della nostra attenzione.

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Piazza di Spagna, Roma – ultimamente sempre nuvolosa.

Dopo Trasportare, Aprire e chiudere, Svitare e avvitare, questa settimana ci siamo dedicate a Srotolare e arrotolare un tappeto e Srotolare e arrotolare un nastro su di un rocchetto per poi passare a Spazzolare un tappeto, Spazzare, Spolverare un tavolo, Spolverare il mobilio, Annaffiare le piante, Lavare e asciugare un mobile e Lavare e asciugare il pavimento. A tutto questo pulire xD si sono uniti i famosi travasi, tipici del metodo Montessori.

Consistenti nel passaggio di una sostanza da un contenitore all’altro, i travasi sono utili a sviluppare la motricità fine, la coordinazione oculo-manuale e lo sviluppo psico-fisico insieme alla conoscenza dei materiali, delle consistenze, dei pesi e delle grandezze. Tutto come volto  come sempre a sviluppare attenzione e concentrazione.

I travasi più semplici possono essere presentati già dai 12 mesi circa, con materiali e contenitori più grandi e più facili da maneggiare, mentre i materiali principalmente usati sono legumi, riso, pasta, farine e sabbia, prevedendo l’uso di contenitori e utensili tra i più comuni come scodelle di varie forme e dimensioni in ceramica, vetro, rame ecc., coadiuvati da cucchiai, pinze o imbuti.

Di seguito, leggendo le immagini da sinistra verso destra, vedete una serie di travasi solidi in ordine crescente per difficoltà. Ovviamente è solo per darvi un’idea, poi ogni nido, nel rispetto dei principi montessoriani, può fare tutte le varianti possibili e immaginabili.

[Foto 1, 2, 3: sugarspiceandglitter.com;
Foto 4: Pinterst Sabrina Grilli].

Diverso è il discorso dei travasi con l’acqua, generalmente colorata per rendere l’attività più accattivante e chiarire al bambino che quell’acqua non va bevuta (per sicurezza meglio usare sempre del colorante alimentare) che, essendo un materiale non solido, richiede competenze maggiori quali la capacità di usare bricchi, brocche, ma  anche spugne e bicchieri. I travasi con l’acqua, per la curiosità che l’elemento produce nei bambini e per la molteplicità di attività alle quali si presta, sono da sempre tra i travasi più apprezzati.

[Foto: mammafelice.it]

Rimanendo in tema acquatico, insieme ai travasi, abbiamo iniziato anche i primi lavaggi: attività svolte in un lavandino o lavatoio che, per la cura dell’ambiente, richiedono al bambino di lavare straccetti, vestitini delle bambole o, come anticipato poco più sù, di lavare un mobile o il pavimento. Se queste attività sono considerate dei sacrifici dagli adulti, per i bambini sono un vero divertimento: ricordando anche il periodo sensitivo all’ordine e l’amore per l’ambiente, chiedere ai bambini di prendersi cura del luogo in cui vivono o più semplicemente dell’aula, dona loro un’infinita soddisfazione, un vero piacere.

Questa settimana inoltre, abbiamo avuto anche lezione, tema: l’espressione artistica.
Siamo partiti dell’Arte quale forma espressiva in grado di apportare svariati benefici allo sviluppo psicofisica di un bambino. Abbiamo preso in considerazione lo sviluppo cognitivo, scoprendo come l’arte sia in grado di favorire il problem solving – la capacità di individuare e risolvere problemi, in quanto, essendo una forma espressiva spesso imprevedibile, richiede a chi vi si approccia di prendere in considerazione molteplici aspetti della stessa realtà o di favorirne lati inaspettati rispetto a lati più ovvi. Questo spinge a sviluppare migliori capacità osservative, ad essere più flessibili e a sopportare con più facilità la frustrazione. Ma non solo, abbiamo capito come l’arte sia in grado di migliorare le capacità comunicative e relazionali poiché, trattandosi di una forma espressiva alternativa, permette di far emergere contenuti ed emotività che non sempre sono traducibili nel parlato, aiutando a scoprirsi, a definire la propria identità e i propri gusti. In poche parole dona all’individuo consapevolezza di sé, ma anche maggiore sensibilità e conseguente empatia nei confronti dell’altro e del mondo.
Ai riconoscimenti da dare all’arte, infine, si aggiunge lo sviluppo delle capacità motorie, legate alla manualità fine ( ne segue la preparazione alla scrittura), alla coordinazione occhio-mano e alla coordinazione bilaterale del corpo. Non manca nulla 😀

Riportando l’arte in un contesto montessoriano, questa permette lo sviluppo dell’Immaginazione, tanto cara a Maria Montessori, poiché quest’ultima, da allenare e affinare, e legata a doppio filo alla Realtà, permette il progresso del genere umano: più l’uomo conosce, più immagina, più l’uomo immagina, più scopre e conosce. Per favorire ciò, occorre che il bimbo fin da piccolissimo sia avviato all’osservazione della realtà e all’educazione dei sensi (sensoriale) in grado di fargliela assorbire: più siamo in grado di osservare i dettagli e i nostri sensi si affinano, più siamo in grado di conoscere la realtà a di assorbirla, dando sfogo all’immaginazione.
L’Immaginazione, come attività intellettuale, è da considerarsi figlia della creatività, quest’ultima frutto dell’unione tra fantasia (pensare a ciò che non esiste) e invenzione (ipotesi meccanica su qualcosa).

Le attività di espressione artistica nei nidi Montessori iniziano a partire dai 15 mesi circa e si identificano in attività grafica con matite a pastello, pittura con acquerelli e con stencil, incollare figure di carta e tagliare con le forbici. Se le prime tre attività sono abbastanza esplicite, incollare figure di carta e tagliare con le forbici richiedono qualche chiarimento. L’incollare consiste nel lasciare che il bambino impari come attaccare delle figure di forme geometriche piane su un foglio di carta servendosi della coccoina. Sviluppata questa attività, gli si chiede di incollare varie forme, geometriche e non. in appositi punti del foglio delimitati dalle loro stesse sagome (tipo figurine su un album), ricreando in seguito anche figure e collage. Il tagliare invece, vuole che il bambino impari a maneggiare al meglio le forbici, tagliando prima liberamente e poi seguendo righe, onde ecc. In un contesto più avanzato nulla esclude che l’incollare ed il tagliare si possano riunire in un unico lavoro

Infine, come dicevo nello scorso post, ho iniziato a pormi la questione dell’argomento finale della tesina, confrontandomi con la coordinatrice del corso. Per ora non vi dirò ancora nulla dato che in mano concretamente ho poco, ma sappiate che almeno la mia idea è piaciuta ❤

A presto,

Giancarla.

 

 

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