Vikings – stagioni 1 – 5 parte 1

Trama: Scandinavia del IX secolo d. C., il valoroso contadino Ragnarr sogna di poter conquistare terre sconosciute. Determinato e aiutato dall’amico Floki, costruisce nuove e più robuste navi e inizia a navigare verso ovest.

Anno: 2013-2019   Paese: Canada
Titolo originale: Vikings   Episodi: 59
Durata: 45min   Genere: storico   Voto: 4,5/5

Ragazzi, diciamoci la verità, per dritto o per rovescio, Vikings lo conosciamo già tutti! 😀 Soprattutto se a differenza mia, lo seguite dagli albori e non vi siete ridotti ad infognarvi con 5 stagioni tutte insieme dalle quali non vi riuscivate più a staccare! Insieme a La Casa di Carta, posso dire serenamente che Vikings è stato una delle droghe telefilmiche che più mi hanno creato dipendenza nel 2018. Perciò grandi commenti in merito, se non quelli ovvi, non mi sento mi di farli, ma ci tenevo ad arricchire comunque la sezione Netflix di questa Serie sia perché ho in mente un importante articolo sul personaggio di Ivarr sia perché in futuro mi piacerebbe aggiornarmi con voi riguardo le nuove stagioni. Penso che questa modalità d’azione la userò anche per altre serie conclamate, famosissime che io stessa ho seguito con passione ma che non ho avuto modo di aggiornare qui sul blog, prime fra tutte Stranger Things e The Crown. Di Stranger things tra l’altro è in uscita la terza stagione e non posso lasciarmela scappare!!

Tornando a Vikings, mi mangio le mani perché me l’hanno consigliata in tanti per anni, compreso mio zio, e io ho sempre rimandato. Ora, complici i viaggi a Roma, non ho potuto fare a meno di buttarmi nell’avvincente storia vichinga, al confine tra realtà e mitologia. Tanto per essere chiari, io ho un amore/stima incredibile per i Paesi scandinavi, di conseguenza sono affascinata da tutto ci che li riguarda e peggio che mai, dai loro trascorsi storici in qualità di vichinghi.

Per carità, hanno fatto vedere i sorci versi ai nostri antenati, ma proprio per questo, capire anche come si svolgeva la loro vita sociale o il ruolo significativo delle donne, guerriere e libere nei costumi quasi al pari degli uomini, quando il resto dell’Europa era ancora in pieno Medio Evo, per me è stato a dir poco affascinante. Altrettanto affascinante è stato scoprire che, seppur i personaggi raccontati siano avvolti in parte dal  mito, ciò che è noto dei fatti che li riguardano, è riportato fedelmente nella Serie Tv, rendendola ancora più coinvolgente; al tutto poi, si aggiunge il legame storico, gli intrecci e le controversie che hanno visto Vichinghi e i popoli del Sud Europa, incontrarsi e scontrarsi. Vedere anche il punto di vista norreno, sugli stessi avvenimenti raccontati dai nostri libri di storia un po’ di parte, è stato molto interessante.

In Vikings, ogni personaggio è ben caratterizzato e chi più, chi meno, vive il proprio momento di protagonismo nella narrazione. Trattandosi di una società di secoli e secoli fa, un po’ come in Game of Thrones, bisogna mettere da parte “qualche” valore sociale e morale dell’epoca moderna, e accettare ogni scena così come viene raccontata, preparandosi a vedere scene improvvise di sesso crudo, di violenza, di sangue, di morti inaspettate e criteri igienici inesistenti. Se siete particolarmente sensibili o avete lo stomaco delicato, pensateci bene prima di premere Play.
La cura del dettaglio che contraddistingue un racconto senza filtri, oltre a regalarci uno spaccato degli usi e dei costumi di quegli anni, ci mostra anche una riproduzione fedelissima dei villaggi, delle navi, dell’abbigliamento e della capigliatura, lasciandoci intendere in quest’ultimo caso, che il taglio di capelli maschile variasse in base al ruolo sociale che si andava a ricoprire.

Altro dettaglio curatissimo, che dona ulteriore veridicità alla Serie, sono i dialoghi in lingua che, in casi particolari, sopratutto nell’incontro con i popoli stranieri, avvengono nelle lingue madre (sottotitolate per lo spettatore), rievocando a chi guarda i suoni di lingue antiche. Questo enorme sforzo da parte degli attori di recitare lunghi dialoghi in antico francese, inglese o danese, fa sì che lo spettatore entri ulteriormente nelle dinamiche del racconto poiché si percepisce cosa potesse significare per popoli tanto lontani e diversi tra loro, ritrovarsi improvvisamente faccia a faccia e cercare di comunicare tentando di non farsi sopraffare dall’altro.

In Vikings tutto funziona bene. Mi sono stupita nel vedere sempre un’ottima qualità di recitazione da parte di ogni attore, nonostante i personaggi siano tantissimi e il cast sia internazionale. La stessa regia varia costantemente, vedendo l’alternarsi di molti registi, ma da spettatrice che ha divorato 5 stagioni in 20 giorni, ho trovato sempre tutto molto coerente e convincente, senza mai percepire sbalzi di alcun tipo. Bravissimi bambini e adolescenti che hanno preso parte alle riprese che, nonostante la giovane età, sono stati sempre all’altezza.

Nonostante il cast e la troupe enormi dietro Vikings, un pensiero particolare lo rivolgo al personaggio di Floki – il costruttore di navi, interpretato da Gustaf Skarsgård, vero anello che collega Ragnar alla scoperta di nuove terre, e filo rosso di tutte le stagioni che si dimostra un personaggio tanto pazzo quanto saggio, le cui presenza, follia e in alcuni casi saggezza, riescono continuamente a fare la differenza nella vita di Ragnar e della sua famiglia. Floki è sicuramente il personaggio dalle più svariate sfaccettature, caratteristico e indimenticabile, e se a molti è rimasto nel cuore è merito soprattutto del bravissimo attore svedese che gli da vita e, nel caso di specie,  del doppiatore italiano, che lo caratterizza adeguatamente.

Felice di aver condiviso con voi Vikings, vi avverto già da ora che qui ne risentirete parlare presto,

Giancarla.

 

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