Corso Montessori #16: Cestino dei Tesori, Gioco Euristico e il nostro Mobile

Carissimi 🙂  Ultima domenica di febbraio, ultimo fine settimana di freddo polare e, forse, finalmente, con marzo alle porte, potremo dire addio ai malanni di stagione. Proprio questa settimana, infatti, non sono stata benissimo fisicamente, motivo per cui ho saltato diverse ore di lezione e sono riuscita a partecipare solo all’incontro del sabato. Dalle info raccolte dalle mie compagne, so che oramai ci stiamo dedicando alla Vita pratica all’interno del nido, studiando e in parte costruendo i materiali di lavoro.

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Trastevere, Roma.

Questa settimana si è parlato del Cestino dei Tesori e degli Oggetti dell’Incanto, rivolti ai bambini tra i 6 e i 12 mesi, e del Gioco Euristico, dedicato ai bambini dai 12 ai 24 mesi.
Con la locuzione Cestino dei Tesori si fa riferimento ad un cestino di vimini dal fondo piatto, senza manici, magari rivestito in stoffa dai colori tenui, al cui interno sono contenuti oggetti di uso comune di varia natura, forma, colore e consistenza. Si posiziona con delicatezza il cestino davanti al bambino e lo si lascia libero di esplorare. All’interno del cestino possono esserci più di 170 oggetti. Lo scopo del Cestino dei Tesori è di favorire la manipolazione e l’esplorazione sensoriale per poi stimolare interesse, curiosità, concentrazione e favorire libertà di scelta e di pensiero

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Il cestino dei Tesori. Fonte: metodomontessori.it

Gli Oggetti dell’incanto invece sono oggetti che si caratterizzano per essere attraenti, colorati e rilassanti agli occhi del bambino. Non sono sempre alla sua portata, ma sono utilizzati dall’educatrice in momenti difficili come il distacco dalla mamma all’ingresso del nido, per intrattenerlo e tranquillizzarlo. Gli oggetti dell’incanto sono presentati attraverso movimenti lenti e il loro scopo iniziale è di stimolare il senso visivo allontanando il bambino dal suo malessere; a lungo termine favoriscono in lui osservazione, curiosità e concentrazione. Un esempio tipico di oggetto dell’incanto è il barattolo della calma, un barattolo contenete liquidi più o meno densi, dai colori vivi e variopinti in cui possono essere aggiunti dei brillantini e che, messo nelle mani del bambino, al suo movimento, si caratterizza per il fluire di liquidi, colori e brillantini, in modo più o meno lento, da una parte all’altra del barattolo. Si può comprare, ma se fatto in casa dall’educatrice o da un genitore, è ancora meglio.

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Il Barattolo della Calma. Fonte: Occhiovolante

Evoluzione del Cestino dei Tesori è il Gioco Euristico (dal greco Euristisko: trovo, scopro). E’ un’attività di gioco utile a scoprire o comprendere qualcosa, che fa leva sempre sulla concentrazione del bambino, e che consiste nel proporgli vari oggetti di uso comune raccolti in sacche di stoffa (max 3 per volta) che, versati dall’educatrice in scatole di legno o metallo disposte in differenti punti dell’area di lavoro, invogliano il bambino ad esplorare. Il bambino, dal canto suo, ha piena libertà d’azione e movimento, secondo un’effettiva e totale esplorazione; inizialmente porterà tutti gli oggetti alla bocca, successivamente passerà alla manipolazione del singolo oggetto e dell’oggetto con altri oggetti. Scoprirà e sperimenterà meccanismi come fuori/dentro, c’è/non c’è ecc. e la domanda che lo guiderà non sarà “che cos’è?”, ma “che cosa posso fare con questo?”. Proverà e riproverà qualsiasi idea gli venga in mente, fino a cambiare anche la destinazione d’uso degli oggetti. Il Gioco euristico può essere presentato anche ad un gruppo di bambini, per un massimo di 8.

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Gioco Euristico. Fonte: Escola Infantil-El petit Mòn, Barcellona, Spagna.

Altra tematica che il mio malessere mi ha fatto saltare è stata la Scatola della Sabbia, riconducibile anch’essa alle attività di manipolazione come creta e pasta di sale, e presentabile ai bambini a partire dai 24 mesi. Si tratta di una scatola riempita di sabbia e presentata al bambino sempre nello stesso punto dell’ambiente, su un piano rigido e coperta da un telo o un coperchio. Insieme alla scatola si presentano anche dei cestini contenenti materiali naturali (es. conchiglie o legnetti) e oggetti in miniatura (es. riproduzioni di animali). L’educatrice rimane fuori dal campo d’azione e il bambino è lasciato libero di prendere e manipolare ciò che vuole senza vincoli, se non quello di lavorare solo nella scatola senza buttare volontariamente fuori la sabbia. Nessuno disfa quanto costruito, è il bambino stesso che concludendo l’esperienza narra ciò che ha fatto, rimette in ordine e pulisce la sabbia fuoriuscita con una scopetta presentata all’inizio insieme al resto del materiale. Anche questa attività inizialmente individuale, in seguito può essere proposta ad un gruppo di bambini, per un massimo di 3.

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La Scatola della Sabbia. Fonte: mammafelice.it

Ultimo momento significativo di questa settimana, a cui per fortuna sono riuscita a prendere parte, è stata la costruzione pratica di un mobile. Il mobile o giostrina è un materiale sensoriale proposto al neonato fin dai primissimi giorni di vita, il cui scopo è quello di iniziare a porre le basi per la concentrazione stimolando la vista. Il mobile viene appeso al soffitto in modo tale che il bimbo lo possa vedere quando è supino, a una distanza di circa 25-30 cm dal suo viso. Esistono varie tipologie di mobile da usare e cambiare ogni 2-3 settimane in rapporto allo sviluppo sensoriale del bambino che, piccolissimo, è in grado di osservarlo anche per 25 minuti ininterrottamente. I mobile sono realizzati in maniera che risultino leggerissimi, così che una piccola corrente d’aria o un leggero movimento siano in grado di muoverli e attirare maggiormente lo sguardo. Per la loro delicatezza e particolarità, è consuetudine negli ambienti montessoriani, che siano fatti a mano da educatori o genitori. Anzi, lo dico ora una volta per tutte: nel mondo Montessori, in virtù del principio della mano come organo psichico che vale sia per il bambino che per l’adulto e del riconoscimento dell’unicità di ogni bambino, tutti i materiali di lavoro sono al 99% realizzati a mano dalle educatrici che diventano delle piccole artigiane nel produrre materiali specifici per un bambino piuttosto che per un gruppo di bambini. Ricordo ancora la mia meraviglia entrando nell’ufficio delle titolari del nido Il Girasole: praticamente un laboratorio artigianale, un vero sogno!! Perciò, assodati i concetti teorici di inizio anno, ora dobbiamo rimboccarci le mani e iniziare a costruire.

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Il nostro mobile: progettato, cucito a mano, foderato in gomma piuma e montato da Noi, Manine sempre più operose. Rappresenta il cielo dopo un temporale, con le nuvolette che ancora gocciolano pioggia, il Sole che si riaffaccia e l’immancabile arcobaleno.

Può sembrare una stupidaggine ad uno sguardo esterno, ma per noi, iniziare a vedere qualcosa di concreto rispetto al nostro lavoro, è stata una vera soddisfazione, una piccola emozione! Tuttavia, ancora tanti materiali da scoprire e realizzare ci aspettano ❤

A presto,

Giancarla.

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