Corso Montessori #12: il Movimento e l’Accoglienza

Settimana piena di brio quella appena trascorsa 😀

Tanto per cominciare, questa è stata la settimana del mese con lezione anche il sabato (e annessa levataccia con partenza non più alle 5.20, bensì alle 6.35 poiché mi sono accorta che anche con questo pullman riesco ad essere puntuale), sono stata beccata da plurimi acquazzoni – e speriamo che non mi becchi anche l’influenza – e, a causa di alcuni improvvisi problemi di salute di una delle nostre relatrici, il calendario delle lezioni è stato completamente stravolto. In ultimo, ma non per importanza, c’è stato un freddo boia sia in Abruzzo che a Roma.

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Altare della Patria visto da via dei Fori Imperiali, Roma.

Andando per gradi, così come esplicitato nel titolo, gli argomenti trattati in settimana sono stati lo sviluppo del movimento nel bambino e il concetto di accoglienza.
In merito allo sviluppo del movimento nel bambino, a farci lezione è stata un’esperta di movimento infantile, legata agli studi dell’ungherese Emmi Pikler, medico pediatra che, osservando i bambini per decenni e ancor più a partire dal 1946 quando le fù assegnato dal governo ungherese l’incarico di creare un orfanotrofio per bambini da 0 a 3 anni: l’Istituto Nazionale Metodologico dell’educazione e della cura della prima infanzia, dedicò la sua vita ad analizzare lo sviluppo del movimento sin dalla tenera età, valutandone in primis il decorso in caso di intromissione o forzatura da parte dell’adulto.

Le lezioni, ricche di contributi video ripresi direttamente nell’orfanotrofio della Pikler, sono state molto interessanti. Abbiamo capito che lo sviluppo del movimento, inteso primariamente come controllo e consapevolezza del proprio corpo, inizia dagli occhi già dalla nascita: con il movimento degli occhi si comincia ad esplorare tutto ciò che ci circonda. Successivamente si ha il controllo della testa, i cui movimenti permettono di ampliare il raggio d’osservazione, ed infine si scopre la propria mano.
Della mano a livello montessoriano abbiamo già detto molto, ma a livello fisiologico, senza entrare eccessivamente nel dettaglio, possiamo aggiungere che nei primi mesi di vita ne abbiamo la scoperta da parte del bambino, ossia egli prende consapevolezza che questa è parte di lui e che dunque la può controllare. Via via il movimento della mano si affina, dalla simmetricità dei movimenti dei due arti, si arriva all’asimmetricità, si apre il pugno e ci si serve della prensione palmare (ossia usando solo le 4 dita senza il pollice), per poi “liberare” anche il pollice e giungere alla prensione con pollice opponibile, con una manualità progressivamente sempre più fine.
Tutto ciò avviene nell’arco dei primissimi mesi di vita grazie al completamento dei sistemi nervoso e muscolare. In seguito si ha la scoperta dei piedi e del resto del corpo arrivando ad avere una visione unitaria di se stessi, ossia si realizza effettivamente cosa sia parte di noi e cosa no. Questo spinge il bambino all’azione e alla sperimentazione, fino a condurlo, nell’arco del primo anno di vita circa, a camminare. Ovviamente anche lo sviluppo della posizione eretta prevede una serie molto articolata di passaggi, con i quali però non voglio eccessivamente tediarvi. Ciò che mi preme comunque sottolinearvi è che, se la mano ha per tutti i bambini tappe di sviluppo ben precise, il raggiungere la postura eretta ed il camminare può avere sviluppi differenti per ogni individuo, vedendo la comparsa di alcune tappe in qualcuno e la loro totale assenza con comparsa di altre in qualcun’altro. Insomma, divertitevi a scoprire quale tecnica adopereranno i vostri bimbi per imparare a camminare, ne vedrete delle belle!

Per quanto riguarda l’accoglienzaa deliziarci è stata la nostra cara prof. Claudia I. che, conoscendoci già dalle attività di gruppo tipiche del sabato, anche in questa tematica ci ha coinvolte e appassionate. La tendenza della lezione è stata più di dialogo e confronto e meno di teoria, spingendoci a riflettere sul concetto stesso di accoglienza, su cosa proviamo quando ci sentiamo accolti e cosa possiamo fare per far sentire gli altri benaccetti. L’accoglienza, in un servizio educativo, non è rinvenibile esclusivamente nel momento di ingresso dei bambini, cercando di essere gioiosi e solari, ma si ritrova in ogni dinamica della vita quotidiana: tra educatori, tra educatori e bambini, tra bambini e genitori e tra educatori e genitori.
Come si può facilmente intuire, sentirsi al sicuro, accettati e ascoltati in una realtà professionale e scolastica come quella di un nido, è alla base del successo del nido stesso. Per questo motivo abbiamo affrontato il tema dei pregiudizi mettendoci in discussione con il gioco di ruolo La Terra sta Morendo e riflettuto insieme su tutte quelle dinamiche che in concreto possono spingerci ad entrare in difficoltà sul lavoro, come le differenti formazioni tra colleghi, le diversità culturali, sociali ecc. Possiamo dire che tematiche come questa, se a primo impatto possono apparire quasi sciocche o scontate, in concreto, poste in un contesto educativo diventano delicatissime e cruciali, ancor più in giornate come quella di oggi.
Oggi infatti è 27 gennaio, Giornata della Memoria dedicata al ricordo di tutte le vittime dell’Olocausto. Il tema dell’accoglienza e dell’educazione ad accogliere appare ancora più significativo. A tal proposito, rileggendo alcuni appunti di inizio corso, ho ritrovato una stupenda citazione di Maria Montessori che, considerando il bambino come costruttore dell’uomo (del domani) e vivendo in prima persona i tempi delle due guerre mondiali, si pose abbondantemente la questione dell’educazione alla pace arrivando ad affermare che:

Quelle nazioni che vogliono la guerra, sono state capaci di valorizzare per i propri interessi i bambini e i giovani, di organizzarli socialmente, di farsene una forza attiva per la società. […] Coloro che vogliono la guerra, preparano la gioventù alla guerra; ma coloro che vogliono  la pace hanno trascurato l’infanzia e la giovinezza, giacché non hanno saputo organizzarle per la pace.

~ Maria Montessori

Le sue considerazioni riguardo la pace, nel 1949 vennero raccolte nel volume Educazione e pace. Invitandovi a meditare a lungo su questo argomento, vi mando un caro saluto.

A presto,

Giancarla.

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