La Resilienza spiegata da un Fiore

Ho sempre amato piante e fiori, ma mai ho saputo curarli.
Non so bene il motivo di questa dicotomia eppure sono tanto brava ad andare alle fiere del fiore in primavera, quanto non in grado di tenere in vita una pianta grassa per più di 4 o 5 mesi. Nonostante ciò non demordo, continuo il mio amore platonico per le piante e appena posso regalo piante e fiori a chi so che, oltre ad amarle, è in grado anche di accudirle.

Una di queste persone è sicuramente mio zio, bravo al punto da avere un orto stupendo e riuscire a coinvolgere in questa sua passione anche mia zia. Consapevole di ciò, lo scorso 24 dicembre, durante un ultimo fugace giro serale in un negozio di ferramenta e fai da te in Sardegna (come non andare da CFadda – una sorta di Leroy Merlin sardo – la sera della vigilia di Natale? 😀 ), arrivando alla cassa, ho notato un agglomerato di Stelle di Natale, saranno state un centinaio, ormai prossime al macero e per questo vendute per pochissimi euro. Vedendole ho avuto un lampo di genio misto all’amore sadico che nutro nei confronti delle piante condito da una bordata di spirito natalizio: perché non prenderne una, così da colorare casa e dare la possibilità a una di queste Stelle di vivere un po’ di calore familiare nonostante ormai siano praticamente morenti? Erano quasi le 20.00, il negozio era in chiusura e ho pensato che se una di quelle Stelle già iperscontate, non l’avessimo presa noi, considerati anche i due giorni di chiusura del 25 e del 26 dicembre, probabilmente sarebbero andate tutte buttate.
Detto, fatto. Per 3,99€ ce la siamo portata a casa.

Il suo arrivo inaspettato, giusto prima della cena della vigilia, è stato “un po’ così”, nel senso che a essere bella non era bella né aveva particolari adornamenti ma, per amore di nipote, mia zia un posticino all’ingresso di casa gliel’ha trovato.

Passano i giorni di festa e la pianta resiste! Mi aspettavo di veder cadere qualche petalo e invece niente, anzi: la Stella sembra più bella. Riparto il 6 gennaio e lei è ancora lì, bella florida all’ingresso, aiutata dalle amorevoli cure di mia zia.

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Stella di Natale

Un mese dopo, e lei è imperterrita lì, ormai membro ufficiale della famiglia, con tanto di richiesta telefonica ogni tot di giorni: ” e la Stella come sta??”

In verità, incuriosita dalla sua resistenza oltre ogni mia più rosea aspettativa, mi sono un po’ documentata arrivando a capire che la Stella di Natale è di fatto una pianta molto più forte di quanto ci si aspetti, al punto che se ben conservata, anche dopo che i petali del suo fiore sono caduti, può rifiorire abbondantemente l’anno successivo.

La resilienza nell’essere umano

A questo punto dunque, non ci resta che vedere quanto la Stellina ci terrà compagnia nel pieno della sua bellezza e come e se rifiorirà il prossimo inverno, ma al tempo stesso, venendo a noi, vi domando: cos’è questa forza vitale incredibile che a volte la natura riesce a donare agli essere viventi? Non sarà forse questa la Resilienza?

In effetti, di resilienza si parla in molti ambiti della vita, da quello biologico a quello tecnologico, dando particolare rilevanza, ovviamente, all’ambito umano. Ed è qui che vi volevo.

Poiché è giusto che a parlarne siano gli esperti, vi propongo la definizione di Resilienza che ci offre State of Mind – Il giornale delle scienze psicologiche, invitandovi a seguire il link e ad approfondire:

La resilienza è la capacità di auto-ripararsi dopo un danno, di far fronte, resistere, ma anche costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili che fanno pensare a un esito negativo.

Tra i fattori che favoriscono la resilienza nell’uomo, ritroviamo fattori individuali, sociali e relazionali, sui quali, con consapevolezza, si è capito di poter lavorare per accrescerli negli adulti e favorirli nei bambini fin dalla tenera età.

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Fattori individuali

Si tratta di caratteristiche legate alla personalità dell’individuo utili a superare con successo un evento traumatico o stressante. Ne segue che, una persona resiliente generalmente si caratterizza per:

  • Ottimismo: un individuo ottimista interpreta gli eventi negativi e i problemi che ne derivano come un qualcosa di transitorio che, pur tuttavia, fanno inevitabilmente parte della vita. Quest’atteggiamento dell’individuo ottimista non deve essere confuso con il tentativo di sminuire i problemi.
  • Autostima.
  • Capacità di risolvere i problemi.
  • Capacità di comunicazione.
  • Senso dell’umorismo: l’umorismo non va inteso come un tentativo di ridicolizzare gli eventi traumatici della vita, ma come la tendenza a mantenere una certa distanza dagli eventi negativi e la lucidità necessaria per risolvere i problemi da essi scaturiti. L’umorismo permette, inoltre, di rielaborare l’emozione associata all’evento traumatico, facilitando la comunicazione e la condivisione dell’evento negativo con gli altri.
  • Strategie di coping: meccanismi psicologici adattativi che vengono messi in pratica per fronteggiare problemi e stress.
  • Empatia.

Fattori sociali

La resilienza dipende non solo dall’individuo e dalle sue caratteristiche, ma è influenzata anche dal contesto sociale in cui è immerso. In particolare, individui ben integrati nel proprio contesto sociale e/o che ricevono un adeguato supporto da esso,  possiedono una maggior probabilità di superare gli eventi avversi con successo.

Fattori relazionali

Lo sviluppo della resilienza è correlato anche alla qualità delle relazioni intessute dalla persona, sia prima che dopo l’evento negativo o traumatico. Oltre alla qualità delle relazioni instaurate, anche il sostegno – pratico ed emotivo – fornito da famiglia e amici risulta essere importante nella risposta resiliente.

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Qui, con voi, non voglio addentrami in eccessivi discorsi teorici che non mi competono, ma voglio fornirvi esempi viventi di Resilienza, di persone che veramente ce l’hanno fatta nonostante le difficoltà, affinché tutti ne possano trarre ispirazione, incoraggiamento e motivazione soprattutto se si stanno vivendo momenti particolarmente delicati, provando nel tempo, anche grazie a libri, documentari, film e serie tv, a trarne del positivo per riuscire ad esercitare consapevolmente la resilienza anche nelle nostre vite.

Per questo, continuando con quanto iniziato con Ivarr Loðbrók da oggi, fino quando vi interesserà, con cadenza almeno bisettimanale uscirà un articolo dedicato alla nuova rubrica. Ovviamente chiunque conoscesse qualsiasi storia di resilienza con protagoniste persone più o meno note, e volesse raccontarla tramite questo blog, è il benvenuto.

A presto,

Giancarla.

ps. nel Natale 2019, la Stella è rifiorita ❤

Fonti:
My Personal Trainer: Resilienza: Come metterla in pratica?

 

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