Corso Montessori #10: l’Esame di metà corso

Rieccoci qui 🙂

Come è andato il rientro alla quotidianità? Per me bello, ma un po’ traumatico. Tanto per iniziare, in Abruzzo mentre non c’ero è nevicato, perciò al mio rientro dalla Sardegna (dove le temperature erano decisamente più miti e ho a disposizione un bel camino caldo), ho dovuto affrontare da subito un gelo polare artico a cui non ero emotivamente preparata. Diciamo che tornare subito a Roma per il corso, dove le temperature sono più simili a quelle di Cagliari che a quelle de’ L’Aquila, è stato doppiamente piacevole.

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Castel Sant’Angelo, Roma.

Ci eravamo lasciati che l’ultimo giorno di lezione prima di Natale, per motivi di lavoro non ero potuta andare e, vi confesso, che dopo circa 3 settimane di pausa, non vedevo l’ora di rivedere le mie compagne 🙂 Più scorre il tempo, più mi rendo conto che un buon 50% della mia grande contentezza nell’andare a Roma è dovuta sicuramente anche a loro, al piacere di trascorrere del tempo insieme. Tanta gioia però, è stata funestata subito dal dover svolgere la verifica di metà corso xD motivo per cui anche in Sardegna, a partire dal 26 dicembre, ho ripreso in mano fogli e foglietti e ho iniziato a leggere e ripassare tutte gli argomenti fatti. La prova era composta da 6 domande aperte con un’ora e mezza di tempo per rispondere. Le mie risposte le ho date e speriamo bene, incrociamo le dita!

Ci è stata ridata anche la fatidica striscia sulla vita di Maria Montessori, su cui lavoriamo da mesi ormai: per fortuna nessuna correzione da dover effettuare, dobbiamo perfezionare solo qualche dettaglio estetico e durante questa settimana la presenteremo a tutta la classe, insieme a tutti gli altri gruppi. Speriamo bene, anche in questo caso, incrociamo le dita  e nel prossimo post vi farò sapere come è andata.

C’è stata poi una piccola grande novità per quanto riguarda i gruppi di lavoro, infatti proprio l’ultimo giorno di lezione di dicembre si è svolta una lezione interattiva in cui tutti i gruppi hanno dovuto esplicitare l’andamento della loro collaborazione e, considerato che alcuni gruppi hanno manifestato problemi di convivenza, la coordinatrice del Corso ha deciso di iniziare ad intervenire scorporando il gruppo più in difficoltà e ridistribuendo i membri a sorte negli altri gruppi. Il caso ha voluto che con noi arrivasse una ragazza molto carina e simpatica, che sia io che un’altra donzella della mia cricca abbiamo avuto modo di conoscere meglio durante una delle attività del sabato, di quelle psicologiche volte a spingerci proprio ad approfondire la conoscenza e la fiducia reciproche. Quindi ora da 5, siamo diventate felicemente ben 6.

Per quanto riguarda le lezioni, in questa seconda fase del corso ci dedicheremo allo studio vero e proprio del bambino 0-3, approfondendo questioni come l’autosvezzamento, l’ambientamento al nido ed il  massaggio infantile, impareremo concretamente ad applicare la psicopedagogia Montessori e completeremo il nostro Album Montessori. L’Album Montessori è una raccolta di schede tecniche e teoriche riferite al metodo che ogni educatrice specializzata possiede per avere sempre sotto controllo tutto ciò che riguarda il suo lavoro, in modo da ripassare, integrare e rinfrescare all’occorrenza le sue conoscenze. E’ un autentico gioiellino per le educatrici, esprime personalità ed individualità poiché si realizza quasi interamente a mano, in modo da spingere la maestra ad essere tutto ciò che favorisce nei bambini: ingegno, creatività. libertà e indipendenza. Ma con il tempo ve ne parlerò meglio, anzi, sono certa che ve ne parlerò anche troppo perché la costruzione dell’album  una delle attività del corso che più mi entusiasma!!

Sulla scorta della presentazione dell’album, abbiamo iniziato a studiare proprio la figura della Maestra Montessori: una figura attiva nei confronti dell’ambiente, ma passiva nei confronti del bambino. Per meglio chiarire, passiva nei confronti del bambino nel senso che egli, nel rispetto del vivere reciproco, è libero di agire come vuole nell’ambiente, lei su di lui non agisce, ma agisce sull’ambiente in cui vive il bimbo poiché lo predispone in modo tale che sia in grado di soddisfare tutte le necessità psico-educative che il bimbo sente emergere in sé stesso. Per fare ciò occorre da parte della maestra una profonda conoscenza del bambino, delle sue tappe di sviluppo, delle sue sensibilità e delle sue necessità, oltre che una conoscenza delle modalità con cui agire sull’ambiente per prepararlo. Detta così può apparire anche semplicistico, ma vi assicuro che nel quotidiano, nel lavoro di tutti i giorni, non lo è. Si ha addosso una tanto bella quanto enorme responsabilità poiché i bambini in questa fascia d’età sono così malleabili che basta impostare in modo leggermente inadeguato il lavoro, che si rischia che essi regrediscano e si chiudano.

Proprio in virtù della grande preparazione necessaria, ci è stato comunicato che presto riprenderanno le osservazioni. Ci è stato presentato un altro nido e a partire da domani dovrebbe esserci consentito prenotarci per le nuove osservazioni. Speriamo di avere orari abbastanza congruenti con il mio lavoro e, soprattutto, i miei autobus! In extremis, pernotterò la sera prima in un b&b nei pressi del nido scelto.

Bene, fanciulli e fanciulle, la sera è giunta, io vado a cenare e a godermi un po’ la mia nuova scoperta Netflix (Vikings) di cui spero presto vi parlerò 🙂

A presto,

Giancarla.

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