Corso Montessori #2: la formazione dei Gruppi di Lavoro

Seconda settimana andata. Sempre più innamorata di Roma, contenta di aver intrapreso questo Corso e più distesa nei confronti dei rapporti con le mie compagne.

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Lungotevere degli Anguillara

In questi giorni, l’attività primaria che ci ha viste coinvolte è stata il Consolidamento del Gruppo. Fondamentalmente ci hanno proposto una serie di attività che ci spingessero a fare conoscenza e a confrontarci. Infatti, dopo un iniziale lavoro di cooperazione che ci ha costrette a prenderci per mano tra sconosciute per trovare una soluzione comune ad un esercizio fisico, casualmente siamo state divise in 10 gruppi da 5, chiedendoci di darci un nome che identificasse ogni gruppo e di iniziare a lavorare ad un progetto comune: la linea della vita di Maria Montessori.

Prima di andare nel dettaglio del progetto, mi vorrei soffermare sul concetto di gruppo che, per mia fortuna dato ciò che ho scritto nel primo post sul Corso, nel metodo Montessori è alla base della riuscita del metodo stesso, in quanto alla base dell’autoeducazione della Montessori si ha proprio la consapevolezza ed il rispetto dell’altro così come di se stessi. Ergo, le educatrici, tra loro, devono essere una squadra, un bel sistema in grado di gestire attriti e divergenze tra loro ancor prima che tra i bambini. Alla base di un buon gruppo (di lavoro) si hanno conoscenza reciproca, rispetto, relazione e, ovviamente, dialogo. Sulla base di queste acquisizioni, ci hanno “costrette” ad iniziare a collaborare. Questa cosa mi ha resa molto felice 🙂 nel giro di poche ore si è posta l’opportunità di parlare a tu per tu con le mie compagne di gruppo, di scambiarci idee, ipotesi di lavoro e… iniziare una prima conoscenza. Il mio unico “dispiacere” è che sembra che questi gruppi siano definitivi per tutto il Corso, ossia, potenzialmente potremmo non avere grandissime occasioni di interazione con altre persone al di là del nostro gruppo. In ogni caso non demordo e ho deciso di tirare fuori un po’ di faccia tosta e parlare un po’ con chi mi capita appena se ne porrà l’opportunità: voglio vivermi questa esperienza fino in fondo, anche dal punto di vista relazionale oltre che professionale!

In merito al lavoro che ci è stato chiesto di svolgere, ci hanno invitato a ricostruire materialmente la vita di Maria Montessori tramite la produzione manuale di una linea del tempo che ne ripercorresse tutte le tappe da noi ritenute fondamentali. La motivazione alla base di questo lavoro così pratico e apparentemente superfluo, è legata anch’essa ai fondamenti della pedagogia montessoriana. Secondo questi studi, infatti, è l’esperienza pratica, il toccare letteralmente con mano le nuove conoscenze e manipolarle secondo il proprio punto di vista che le rende impresse e indelebili nella mente e nel corpo del bambino e, più in generale, dell’individuo. Ed è così che, partendo con “qualche data”, abbiamo iniziato a definire i passi salienti della vita di Montessori: dalla nascita a Chiaravalle il 31.08.1870, al trasferimento di famiglia prima a Firenze, poi a Roma; la scuola tecnica, lo studio di materie scientifiche, la laurea in scienze naturali e poi in Medicina; il lavoro di volontaria con i bambini frenastenici (così si chiamavano tra ‘800 e ‘900 i bimbi con disabilità intellettiva) e la direzione delle Case dei Bambini del quartiere popolare di San Lorenzo, fino a giungere al 1909 alla pubblicazione della sua opera “Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini”. Da qui in poi si afferma nel mondo il cosiddetto Metodo Montessori. La nostra linea della vita ovviamente non si ferma qui, ma continua a scorrere per tutta prima metà del ‘900, tra i viaggi negli Usa e India, in Europa e l’abbandono dell’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi giungere al 1952, anno in cui, a 82 anni, Maria Montessori viene a mancare in Olanda.

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Maria Montessori, foto.

Come potrete facilmente immaginare, la vita di questa donna è stata lunga e intensa, e la condensazione del tutto in un cartellone progettato da 5 sconosciute nell’arco di qualche ora non è che sia una roba semplicissima. É da dire anche che l’Opera Nazionale Montessori per ora si sta dimostrando un Ente serio e competente, che per la stessa realizzazione della Linea della Vita ci darà a disposizione almeno un mese, e che noi ragazze ci stiamo ancora conoscendo. Sono sicura che con qualche giorno in più di conoscenza reciproca ci tareremo tutte al meglio e riusciremo a far emergere nel lavoro la personalità di ognuna di noi. Occorrono solo un po’ di tempo e di pazienza. Una cosa è certa: intraprendere questo corso, che sognavo da tempo, in una città che sognavo di frequentare, mi sta dando una nuova vitalità, un nuovo entusiasmo che mi sta totalmente inebriando, e già solo per questo so che ho preso la scelta giusta.

Nel frattempo, persa tra i miei pensieri, questa sera mi godo un po’ di calduccio, un po’ di Tv al riparo dal temporale pazzesco che si sta abbattendo sulla mia città, in vista della nuova settimana, che si preannuncia essere molto interessante e impegnativa 😉

A presto,

Giancarla.

 

 

 

 

 

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