Cos’è la “Carriera Alias” e dove trovarla nelle scuole e università italiane

La “Carriera Alias” consiste nella facoltà per gli studenti e le studentesse che intraprendono il proprio percorso di affermazione di genere durante gli anni di studio, di essere chiamat3 a scuola con il nome scelto al posto di quello assegnato alla nascita, a tutela della riservatezza degli studenti e delle studentesse.

Ma rinfreschiamoci la memoria: identità di genere, ruolo di genere, orientamento sessuale.

L’identità di genere consiste in come ciascun individuo sente di essere, il suo sentimento profondo di femminilità e/o mascolinità.

Spesso all’identità di genere si accompagna il ruolo di genere, ossia ciò che è socialmente e culturalmente definito come maschile o femminile. Il ruolo di genere risponde alle norme sociali e alle credenze condivise dai più che definiscono quali comportamenti si adattano a chi nasce biologicamente maschio o femmina.

Identità e ruolo di genere, nonostante la confusione che ancora, purtroppo, si continua a fare, non hanno nulla a che vedere con l’orientamento sessuale. Quest’ultimo, infatti, si definisce come l’attrazione sessuale che ciascun* di noi prova nei confronti di un’altra persona.

Queste tre dimensioni, nel sentire comune, vanno di pari passo: chi nasce maschio ama e fa cose da maschio, si sente maschio e prova attrazione per le femmine; chi nasce femmina ama e fa cose da femmina, si sente femmina e prova attrazione per i maschi. Tuttavia, molto più spesso di quanto si possa pensare, le tre dimensioni succitate possono assumere in una stessa persona infinite declinazioni.

Per questo oggi sappiamo che esistono il genere femminile, il genere maschile e altro. Molto ALTRO: gli esseri umani da sempre non si dividono semplicemente in maschi e femmine, ma tutto può assumere mille sfaccettature per molte e molti di noi, inimmaginabili.

Photo by Alexander Grey

È qui, in questo Altro che in natura è sempre esistito, che trova origine la necessità della “Carriera Alias” che, come detto poco più su, può essere un ottimo strumento a disposizione di studenti e famiglie affinché il proprio percorso di consapevolezza e affermazione identitaria possa avvenire nel modo più confortevole e rispettoso possibile.

Quel che è opportuno chiarire è che, se la “Carriera Alias” è stata pensata per chi ha avviato un percorso di transizione, a prescindere da come quando e perché si sia avviato il percorso, agevola l’affermazione di genere. “E che vuol dire?”, penserete voi. Vuol dire – immaginando le domandine scomode ma umanamente comprensibili che staranno montando del vostro cervello, se non conoscete l’argomento –, che per accedere alla “Carriera Alias” non è necessario avere avviato un percorso di transizione a livello medico o chirurgico e neanche giuridico! Ma basta farne esplicita richiesta alla scuola o università.

La procedura di attivazione della “Carriera Alias”

Attualmente (sett. 2022), le scuole italiane che hanno deciso di offrire la possibilità di accedere alla “Carriera Alias” sono 117, mentre le università sono 40 (numeri sono in costante aggiornamento).

Come lasciato intendere, la richiesta di accedere alla “Carriera Alias” – presentata dai genitori in caso di minore o dalla persona interessata, se maggiorenne – non incide in alcun modo sull’iter legale per il cambio del nome, ma è solo la possibilità di confrontarsi con gli altri, all’interno dell’Istituzione, tramite uno pseudonimo inserito nel registro elettronico o nei database e piattaforme universitari, che rispecchia quello che si sente di essere, senza alcun vincolo medico o di tempo, salvo richiesta di interruzione della stessa da parte della persona richiedente.

Sarà infatti lo studente o la studentessa a decidere quanto e perché far durare la propria “Carriera Alias” e la richiesta di attivazione della carriera potrà avvenire o all’atto dell’iscrizione o successivamente e i documenti ufficiali, come diplomi o lauree, saranno prodotti con i dati anagrafici ufficiali dello studente o studentessa.

Il percorso di affermazione della “Carriera Alias” nelle Istituzioni scolastiche

Concretamente, nonostante le fonti giuridiche* che sostengono la necessità di attivare la “Carriera Alias”, non esistono ancora delle Linee Guida MIUR che spieghino come farlo, lasciando tutto alla discrezione dell’autonomia scolastica e universitaria. Per questo motivo, AGEDO Nazionale (Associazione Genitori di Omosessuali), si sta attivando in merito, promuovendo convegni e dibattiti, ma anche offrendo, insieme all’associazione Genderlens, una Proposta di Regolamento Scolastico per la “Carriera Alias” come suggerimento per i Consigli d’Istituto che desiderano applicarla, con tanto di fac-simile di modulo di richiesta in allegato.

Photo by Kyle

Secondo Fiorenzo Gimelli, Presidente di AGEDO Nazionale, intervenuto al convegno sul tema “Il mio vero nome”, tenutosi a Milano il 25 giugno 2022: “se una persona si sente a suo agio, starà meglio e anche il suo percorso scolastico ne beneficerà. Sostenuti dall’aiuto della famiglia, le ragazze e i ragazzi con varianza di genere riescono a prenderne atto, a dare un nome alle cose. Assistiamo quindi in questi ultimi tempi all’emersione naturale del fenomeno, che in passato era invece represso nella famiglia e dalla società con gravi conseguenze per la salute fisica e mentale delle persone. Ricordiamo che l’identità di genere è una caratteristica intrinseca alla persona, su cui non possono influire l’educazione, le mode oppure la pressione di gruppi sociali.Occorre modificare l’approccio tradizionale centrato sul binarismo di genere rigido per cui la normalità è solo quella etero-cis gendere avere uno sguardo che comprenda tutte le persone”.

A presto,

Giancarla.

n.b. in alcune realtà, la “Carriera Alias” è accessibile anche a personale amministrativo e docente. Si rimanda ai singoli regolamenti.

Fonti: agedomilano.it; infotrans.it; unibocconi.it.

* Fonti giuridiche: -Art. 3 della Costituzione Italiana;
– Convenzione Onu sui diritti infanzia e adolescenza 1989 (I 4 principi fondamentali);
– Regolamento UE 2016/679 o GDPR e Codice Privacy (D.lgs. 196/03);
– Legge n. 59 del 15 marzo ’97 e successivi decreti, Autonomia Scolastica;
– DPR n. 275/99, Autonomia delle Istituzioni Scolastiche;
– DPR n. 249/98 e successive modificazioni, Statuto delle Studentesse e degli Studenti;
– Risoluzione del Parlamento Europeo del 28 settembre 2011 sui diritti umani, l’orientamento
sessuale e l’identità di genere nel quadro delle Nazioni Unite;
– Legge 107/2015, Art. 1 comma 16;
– Linee Guida per la tutela di tutti i diritti umani da parte delle persone LGBTIQ+.

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