Sto pensando di finirla qui, il discusso film Netflix di Charlie Kaufman

Trama: Lucy sta andando insieme al fidanzato Jake a conoscere i genitori di lui che abitano in una fattoria isolata. Durante il viaggio, caratterizzato da una crescente nevicata, Lucy rimugina tra sé sul suo intimo desiderio di chiudere la relazione con Jake. È solo l’inizio di un’assurda serata fatta di salti temporali e inspiegabili dinamiche familiari e relazionali.

Anno: 2020 Paese: USA
Titolo originale: I’m Thinking of Ending Things
Durata: 134 min Genere: thriller psicologico
Voto: 3/5

Film tra i più controversi delle ultime uscite Netflix, Sto pensando di finirla qui è stato tanto amato dalla critica quanto oggetto di discussione da parte del pubblico.

Dal regista di Se mi lasci ti cancello, Charlie Kaufman, Sto pensando di finirla qui è quel genere di film che, per essere vagamente compreso, va visto fino in fondo ma, soprattutto dalle critiche più feroci, si percepisce che molti spettatori l’hanno abbandonato in corso d’opera.

È un film lungo, intricato, adatto a persone pazienti disposte a provare a seguire le fila del discorso fino all’ultimo secondo.

La chiave di lettura (SPOILER ALERT)

Essendo un thriller psicologico, le interpretazioni possono essere tante. Quella che su tutte sembra predominare e che prende spunto dall’omonimo libro best seller di Iain Reid da cui è tratto, è quella che vuole come argomento centrale del racconto non l’indecisione di Lucy sulla propria vita sentimentale, come si immagina per buona parte del film, ma la salute mentale di Jake che, ormai giunto in età matura, anziano e solo, con l’unico impegno significativo della propria vita consistente nel lavoro di bidello in un liceo, ripensa e rimugina su quella che sarebbe potuta essere stata la propria esistenza se solo avesse preso scelte differenti, avesse sviluppato un certo tipo di relazioni e avesse curato il rapporto con i genitori. Arriva ad immaginare di vincere il Nobel per la fisica accompagnato da una splendida moglie e sostenuto dall’orgoglio materno.

È negli ultimi secondi che assistiamo ad un presa di coscienza dell’uomo riguardo il proprio fallimento personale che, alla fine, decide di finirla qui optando per il suicidio.

Ed è solo in questo momento che lo spettatore capisce che il titolo Sto pensando di finirla qui, in verità non è riferito ai pensieri di Lucy sul finire o meno della propria relazione con Jake, ma è riferito a Jake stesso che, ormai anziano, dopo una vita di rimugino, sceglie di farla finita per sempre.

Un film intricato che non riesce a catturare fino in fondo la curiosità di chi lo guarda

Un film un po’ prolisso in verità, col senno di poi interessante ma talmente contorto da minare l’interessante messaggio che, se un po’ snellito nella sceneggiatura, sarebbe potuto essere molto più accattivante.

Del resto, chi scrive forse risulterà un po’ basica, ma l’idea di dover cercare la spiegazione di un finale (se non di un intero film) sull’amico Google sentendosi vagamente stupidi, è appagante quanto comprare un gelato gigante che si scioglie completamente pochi minuti dopo.

A presto,

Giancarla.

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