The Good Place – stagioni 1 e 2

Trama: Eleanor Shellstrop è appena morta. Si è risvegliata nell’Aldilà e ha appena scoperto di essere finita nella parte dei Buoni, il cui accesso è consentito ad un limitatissimo numero di persone meritevoli. Tutto è perfetto e predisposto per un’eternità di gioia e serenità. Peccato che ci sia stato uno scambio di persona e la Eleanor Shellstrop meritevole non sia lei! Ma come trovare il coraggio di dire la verità rinunciando a tutto per accettare il destino di finire per sempre nella parte dei Cattivi?!

Anno: 2016   Paese: USA
Titolo originale: The Good Place Episodi: 26
Durata: 20min   Genere: Sitcom fantasy   Voto: 4/5

The Good Place è una serie tv breve ma molto intesa. Poche puntate di pochi minuti ma sostenute da una bella sceneggiatura che, più vanno avanti gli episodi, più si intensifica crescendo esponenzialmente al passaggio dalla prima alla seconda stagione.

Se con le prime puntante si pensa di vedere una sit-com come tante, destinata ad iniziare e finire sempre nelle stesse scenografie e nelle stesse dinamiche, presto ci si accorge che la produzione in questione è ricca di qualità attoriali (la protagonista è Kristen Bell sostenuta da un cast azzeccato) e narrative.

Di certo a livello scenografico, seppur non si ritrovi la fissità di molte serie tv da 20 minuti a puntata, di certo non si hanno chissà quali effetti speciali. Ciò nonostante, i diversi ambienti della Good Place vengono ben resi e, nella seconda stagione, ogni dettaglio risulta più preciso.

Come dicevo, la parte più interessante è proprio la sceneggiatura che sul finale della prima stagione stravolge completamente il quadro iniziale, sorprendendoci e facendoci capire quanto stessimo sottovalutando il tutto.

Risultato? Ho visto le ultime puntate della prima stagione per completezza, per vedere come si chiudevano alcuni cerchi, soddisfatta di ciò che avevo visto ma domandandomi cosa si sarebbe potuto vedere di interessante nelle altre stagioni… ebbene, sono rimasta talmente esterrefatta dal colpo di scena finale che nulla, non ho resistito, e nell’arco di una domenica ho divorato tutta la seconda stagione e sono in fibrillazione per la terza (e la quarta già prevista).

Non posso e non voglio darvi anticipazioni, ma sappiate che ciò che all’inizio ipotizzate sia solo un prodotto leggero da vedere mentre sistemate un po’ in casa, così, per farvi compagnia, ad un tratto, inaspettatamente rasenta il genere psicologico.

Perciò, se volete vedere veramente un bel prodotto, non troppo impegnativo ma accattivante, tendente al tragicomico, non scontato, con interessanti osservazioni sull’esistenza umana e che vi incolli allo schermo, guardate The Good Place perché merita e non vi deluderà.

A presto,

Giancarla.

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