Away – stagione 1

Trama: In un futuro non troppo lontano, il capitano Emma Roberts si prepara a guidare la prima spedizione di astronauti verso Marte. Accanto a lei, anche se a milioni di km di distanza, condividono la sua esperienza il marito Matt e la figlia adolescente Alexis.

Anno: 2020 Paese: USA
Titolo originale: Away Episodi: 10
Durata: 44-60 min Genere: spazio, sentimentale
Voto: 2,8/5

Con Hilary Swank torniamo nello Spazio con l’ultima serie tv di fantascienza targata Netflix: in un futuro prosssimo, l’umanità, dopo aver colonizzato la Luna, si appresta finalmente a raggiungere per la prima volta Marte.

Una novità nel panorama delle serie tv sullo Spazio

Una serie tv diversa dalle altre sullo Spazio in quanto molto introspettiva in cui la centralità del racconto non è solo sul viaggio verso Marte, ma sul modo in cui i singoli astronauti affrontano il lungo viaggio, dedicando i diversi mesi di navigazione a riflettere sulla propria vita vissuta fino in quel momento sulla Terra.

Emma in particolare, capitano della spedizione e vera protagonista della storia, ci fa conoscere anche la sua piccola ma unita famiglia composta dal marito astrinauta e dalla figlia che nel frattempo, sulla Terra, provano a portare avanti la loro vita “normalmente” sapendo che la loro congiunta sarà lontana per ben 3 anni da ogni radar terrestre.

Scopriamo la grande famiglia umana

Away è una serie interessante. Vediamo che attraverso una spedizione internazionale nata da accordi internazionali definiti a tavolino tra Usa, India, Cina, Russia ed Inghilterra, sempre più lontani dalla Terra, tra gli astronauti, molte delle dinamiche conflittuali tipicamente terrestri, iniziano progressivamente a sparire per lasciare Spazio solo a 5 esseri umani che, insieme, si apprestano a vivere il viaggio più lungo della storia dell’umanità. Proprio una delle scene finali ci fa comprendere quanto l’adattamento alla nuova vita abbia stravolto il modo di pensare dei 5 viaggiatori che, ormai un’unica grande famiglia, nonostante le scelte poliche (tutte terrestri), dei loro Paesi, non rinunciano a mostrarsi uniti sempre e comunque.

Troppa politica e troppo dramma

Nonostante la voglia di internazionalità, si percepiscono alcuni scivoloni narrativi non da poco. Uno fra tutti: l’ostentato etnocentrismo americano. Notiamo le difficoltà degli astronauti russo e cinese ripercorrendo i soliti cliché di regime, senza mostrare altro delle importanti culture dei due Paesi, cosa che, quando si parla di una spedizione che vuole l’eccellenza mondiale, lascia ma un po’ a desiderare smascherando una certa superficialità degli sceneggiatori. Di conseguenza, troviamo sempre la figura del capitano Emma che, portatrice di libertà e democrazia, illumina costantemente gli altri astronauti “bifolchi”. Queste dinamiche narrative, in una serie tv del 2020, iniziano a stancare.

Accanto alla politica, un altro grande “no” è per il troppo dramma. É vero che la vita è imprevedibile, ma gli accadimenti in quella di Emma sono troppo anche per per una soap così come alcune evoluzioni relazionali che si vivono durante il viaggio sono del tutto fuori luogo e disturbanti perché (Spoiler alert!) credere che un astronauta che dedica tutta la sua vita a preparare una missione da cui dipende la propria vita, quella dei suoi compagni ed il futuro dell’umanità, si perda in infatuazioni per un collega, mi sembra veramente assurdo.

Un ultimo aspetto critico emergente già dai primi minuti è certamente l’inaspettata scarsa qualità americana di alcuni effetti speciali che, durante momenti critici come i lanci e passeggiate spaziali, compromettono l’attenzione dello spettatore.

C’è del potenziale, ma…

Away, una delle produzioni di maggior maggior successo delle ultime settimane, ha provato a mettere tanta legna al fuoco non sempre riuscendoci. Il potenziale c’è, tuttavia, rispetto ad altre serie tv spesso criticate, da correggere qui non è la sceneggiatura poco forte bensì alcune scelte ideologiche molto discutibili che, ancor più di una trama debole ma fidelizzante, possono allontanare lo spettatore alla velocità della luce.

A presto,

Giancarla.

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