Feel good – stagione 1

Trama: Mae è una brillante ragazza canadese trasferitasi da poco nel Regno Unito per tentare la carriera da comica e iniziare una nuova vita. Qui conosce Georgina, con la quale intreccia un’intensa relazione amorosa ma, prima di poter pensare al futuro, Mae dovrà risolvere un’importante questione del suo passato lasciata in sospeso.

Anno: 2020   Paese: UK
Titolo originale: Feel good
Episodi: 6   Durata: 25min
Genere: commedia drammatica   Voto: 2,9/5

Esilarante al punto giusto, Feel good è una commedia drammatica a tutti gli effetti. Battute dal sapore british un po’ taglienti, spesso usate per raccontare una verità amara che, con un mezzo sorriso sarcastico, si può ingoiare più facilmente.

Dalla realtà alla finzione

Ciò che mi ha colpito di Feel good, una volta finito, è stato scoprire che molti degli aspetti della protagonista Mae, corrispondono all’attrice che la interpreta, la comica Mae Martin, dai cui scritti di gioventù è tratta la stessa serie tv.

Conosciamo così una giovane donna simpatica e piena di energie che mai avremmo immaginato poter essere tanto insicura e fragile come invece, minuto dopo minuto, la scopriamo essere, venendo a conoscenza anche di un passato tragico che, anche questo, mai avremmo ipotizzato.

Come noi, probabilmente neanche la stessa George avrebbe mai pensato che dietro la simpatia di Mae, si nascondesse un bisogno costante di dimostrazioni d’affetto e rassicurazioni, a cui fa seguito la necessità di essere accompagnata lungo un cammino psicologico tortuoso ed impegnativo.

Una bella sfida per George, a sua volta travolta dello tsunami portato dalla relazione con Mae, la prima ragazza mai frequentata nella sua vita.

Un diversivo con potenziale

Rispetto alle grandi produzioni in arrivo su Netflix, Feel good è un bel diversivo, simpatico ma non idiota, dai buoni sentimenti ma non scontato né sdolcinato – del resto abbiamo già detto essere inglese.

Inoltre, continuando la politica egualitaria da tempo intrapresa da Netflix, scegliendo di raccontare la relazione amorosa tra due ragazze, si continua la sommersa e capillare battaglia del nuovo millennio di far capire a tutti, che tutti abbiamo gli stessi problemi esistenziali, pur essendo etero, omo, trans, bianchi, neri, rossi, gialli, normodotati o diversamente abili: tutti, per le nostre vite, vogliamo amore, successo ed indipendenza. E tutti, aggiungerei, ce lo meritiamo.

A presto,

Giancarla.

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