Baby – stagione 2

Trama: Tentando di dividersi tra la vita adolescenziale e quella notturna, Chiara e Ludovica portano avanti due esistenze parallele. Ma la convinzione che le parallele siano destinate a non incontrarsi mai, presto per loro si dimostrerà errata.

Anno: 2019   Paese: Italia
Titolo originale: Baby   Episodi: 6
Durata: 40-50min   Genere: teen drama/drammatico
Voto: 2,2/5

Cotta e mangiata, subito la recensione sulla seconda stagione di Baby. Allora, devo dire la verità: pensavo peggio. La prima stagione non mi era piaciuta, troppo confusioanaria, noiosa e pretenziosa. La seconda, seppur non “la serie Tv della vita assolutamente imperdibile”, rispetto alla prima è stata più interessante.

Buona regia e spazio ad altri personaggi

Vincente la regia di Andrea De Sica, si notano gli episodi diretti da lui rispetto a quelli diretti da altri. Se amate le sequenze intense molto musicate dove la comunicazione è prettamente non verbale, non potrete non apprezzare il suo lavoro. Personalmente ciò che mi è piaciuto di più in tutta la seconda stagione sono state ancora una volta le riprese, unite alla fotografia. La musica ni. Nella prima stagione la trovai più azzeccata, qui a tratti un po’ di disturbo.

Altra scelta ottima, sempre secondo la mia modesta opinione, è stata l’idea di dare più spazio ad altri personaggi oltre a Chiara e Ludovica perché, diciamoci la verità, considerata la loro capacità interpetativa non proprio pari a quella di Meryl Streep e Nicole Kidman, 6 puntate dove l’attenzione è sempre su di loro diventavano oggettivamente pesanti; considerato anche il tema trattato, il rischio di mollare la serie entro la terza puntata era molto alto. Dando invece spazio agli altri personaggi, tutto è divenato più dinamico ed interessante anche se il momento di noia tra la terza e la quarta puntata comunque è presente e il meccanismo del “un episodio tira l’altro”, ancora non riesce ad innescarsi.

La sceneggiatura ancora non ingrana

Venendo a quanto ci è stato raccontato e ai diversi personaggi, seppur tutto è stato più interessante, a fine seconda stagione ho avuto l’impressione che ancora non si sia raggiunto l’apice della sceneggiatura. Se in altre produzioni Netflix, stagione dopo stagione si ha l’impressione di addentrarsi in una dimensione sempre più intima dei personaggi, qui si ha ancora la sensazione che il meglio debba ancora arrivare. Se la prima stagione è stata tendenzialmente un flop, questa seconda l’ho percepita come “di preparazione” per qualcosa che deve ancora accadere. Molti personaggi li conosciamo ancora solo di facciata, fanno esattamente quello che ci si aspetta e ancora non si riesce a sentirli emotivamente vicini al punto di empatizzare con loro.

Nonostante questo, pur continuando a preferire Damiano che percepisco come il persaggio più realistico, ho apprezzato molto anche Brando. Avevo il terrore che Baby volesse imitare gli Omander di Élite: sarebbe stata una partita persa in partenza oltre che insensata. E se per un attimo ho tremato vedendo alcune sequenze tra Brando e Fabio, fortunatamente la storia ha preso una piega differente risultando originale e totalmente inaspettata. Brando si trasforma nel cattivo della situazione, non odiarlo è impossibile, ma non apprezzarlo come personaggio sarebbe ingiusto. È quello che più di tutti anima la seconda stagione generando una ventata di novità nelle dinamiche scolastiche e maggiore pathos nella vita notturna delle ragazze. Insomma, per quanto odioso, se non ci fosse stato lui Baby 2 non avrebbe avuto alcun senso.

Tra le dinamiche di cui potevamo fare sicuramente a meno la relazione tra Niccolò e Monica (male assortiti gli attori e di base ripetitiva), ed il ritorno di Camilla (attualmente del tutto inutile ai fini della storia).

Insomma, è chiaro che Baby non sia sinonimo di capolavoro. Molto a livello di sceneggiatura e dialoghi è ancora da fare così come di cura della recitazione per alcuni dei giovanissimi attori,  ma un piccolo miglioramento rispetto alla prima stagione si nota ed è già una grande cosa considerati i presupposti.

Tutto è nelle mani della terza stagione

Certo, ora dipende tutto dalla terza stagione che, dopo il contentino della seconda, dovrà essere necessariamente pazzesca offrendo qualcosa di più sostanzioso sotto ogni punto di vista, altrimenti la delusione del pubblico dopo tre stagioni, sarà palpabile e del tutto irrecuperabile.

A presto,

Giancarla.

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