Russian Doll – stagione 1

Trama: Nadia è nel bel mezzo della sua festa per i 36 anni. Tra alcool e droga si lascia andare ad un divertimento senza freni. In un momento di maggiore lucidità, preoccupata per la scomparsa del suo gatto, decide di uscire di notte per andare a cercarlo. Improvvisamente travolta da un’auto, muore sul colpo battendo la testa. Da questo istante Nadia si ritrova in un loop temporale che la ricolloca costantemente in un momento specifico dei festeggiamenti e che per cause inspiegabili e in modi diversi, la riconduce sempre alla morte. Dopo aver compreso di essere bloccata in questo incomprensibile meccanismo, Nadia cerca di ripercorrere i momenti che caratterizzano quella serata e con essi, di rivedere ogni dettaglio della sua vita, nella speranza di venirne a capo.

Anno: 2019   Paese: USA
Titolo originale: Russian Doll   Episodi: 8
Durata: 25-30min   Genere: umorismo nero   Voto: 3,8/5

Particolare, poliedrico, inaspettato. Russian Doll, la cui traduzione è matriosca, titolo forse più rivelatore per un pubblico italiano, è inizialmente una sorta di sitcom molto ben confezionata con scenografia e fotografia pazzeschi che, se non si è pazienti o non si spulcia un po’ Internet, si rischia di abbandonare prima della fine del secondo episodio. Questo, almeno, è quello che stava accadendo a me. Tuttavia, spinta da alcuni commenti sulla pagina Facebook di Netflix, ho resistito fino al terzo episodio arrivando a ricredermi totalmente.

Mettiamola così, Russian Doll è di fatto una Serie Tv avanguardista, non in linea con le modalità di narrazione a cui siamo solitamente più abituati né rientrante nelle categorie dei generi cinematografici canonici: negli 8 episodi che compongono la prima stagione (no spoiler, tranquilli) si trova di tutto. E con “di tutto”, intendo che l’unica cosa che non dovete aspettarvi è che Nadia si trasformi in un supereroe della Marvel, per il resto, in Russian Doll troverete di tutto raccontato in modo sempre credibile e avvincente. Vi dico solo che complice la giornata di riposo, tutta la stagione l’ho finita in un pomeriggio! xD

A questa narrazione così particolare, poliedrica e inaspettata, si aggiungono, come anticipato poco più su, fotografia e scenografia pazzesche! La fotografia è oggettivamente splendida e apprezzata in tante recensioni, mentre la scenografia, anch’essa particolare, tocca dei gusti molto personali seppur oggettivamente in linea con l’epoca che stiamo vivendo. Tutto è raccontato in un contesto notturno newyorkese estremamente moderno, con l’abbigliamento dei personaggi e l’arredamento degli interni molto colorati e minimalisti, caratterizzati dalla presenza costante di piante e dettagli vintage. Molto Instagrammabile 😀

Altro elemento non da poco, molto rilevante anche nel qualificare il susseguirsi degli eventi, è la musica, sapientemente scelta e in perfetta sintonia con le inquadrature. Presente in tutta la stagione, riesce a sostituire i dialoghi anche per lunghe sequenze, fidelizzando lo spettatore.

Ultimo punto di cui tenere conto, non di certo poco rilevante, è la bravura degli attori. Cosa che inizialmente può passare in secondo piano ma che, con l’evolversi dei fatti, risulta sempre più rilevante permettendo di percepire i protagonisti secondo ottiche differenti.

Russian Doll non è un prodotto per tutti, di certo non lo è per un pubblico di minori o che predilige racconti lineari; si rivolge invece ad un pubblico adulto, non facilmente suggestionabile e aperto ad ogni possibile scenario. E’ adatto a chi vuol vedere qualcosa di “diverso” ed è disposto a seguire anche con un po’ di attenzione il susseguirsi di ogni accadimento,

Giancarla.

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