Élite – stagione 1

Trama: Dopo il crollo della loro scuola pubblica, Samuel, Christian e Nadia sono insigniti di una borsa di studio presso la prestigiosissima scuola Las Encinas, fucina di talenti e leader per la Spagna del domani. Qui dovranno scontrarsi con differenze culturali e sociali, fino a dover difendere la propria innocenza da una grave accusa di omicidio.

Anno: 2018   Paese: Spagna   Titolo originale: Élite
Episodi: 8   Durata: 40/50min
Genere: Dramma adolescenziale/ Thriller   Voto: 2,6/5

Serie controversa e particolare, che non comprendo se essere destinata al successo o se rischia un flop colossale. Una cosa è certa: Élite è diventata in pochi giorni una delle serie più viste di Netflix.

Sopra le righe in pieno stile spagnolo

Ha i toni un po’ esagerati tipici di una produzione latina, con una sceneggiatura, seppur convincente, a volte troppo precipitosa e a tratti grottesca.

Andando oltre, anche qui, come in molte serie latine, ho apprezzato la verità dei contenuti che, anche se un po’ spinti come specchio di una cultura d’origine per alcuni versi più tollerante, non appaiono mai maliziosi, ma semplicemente “veri”, volti a raccontare senza filtri ciò che può accadere nel quotidiano di ognuno di noi.

Le narrazioni secondarie sono il cuore pulsante di Élite

Nonostante la narrazione principale, facendo il verso a Tredici, parta dal tentare di scoprire chi ha ucciso uno degli studenti, ho trovato molto più accattivanti le narrazioni secondarie riferite ai vari personaggi, apprezzando particolarmente le vicende che vedono coinvolti Nadia, ragazza mussulmana osservante di umili origini, e di suo fratello Omar che, oltre ad essere uno spacciatore figlio di una famiglia palestinese tradizionalista, nasconde un segreto inconfessabile. Interessanti anche le vicende di Ander, giovane promessa del tennis e di Guzmán, rampollo di una ricca famiglia di costruttori e fratello di Marina.

Marina, una delle figure principali della serie, influente sul destino di tutti gli altri ed in particolare su quello dei fratelli Samuel e Nano, a mio avviso è il personaggio meno riuscito. Pur volendo raccontare la classica ragazzina ricca, sola e triste, appare viziata ed egoista, tanto da indurre il telespettatore a concordare con Guzmán quando afferma: “tutti i guai che ha avuto Marina, alla fine se li è meritati”.

L’audacia dei contenuti

In merito all’audacia dei contenuti, chi ha visto già produzioni spagnole o sud americane, avrà notato come la sceneggiatura non lasci mai nulla all’immaginazione, mostrando lunghe sequenze esplicite, erotiche o sessuali. Élite non è da meno, dando spazio a passionali rapporti eterosessuali, omosessuali e a tre.

Ancora in merito alla sceneggiatura, poco convincente appare il finale che vede la vittima dell’omicidio prima tramortita a terra senza respiro, poco dopo in piedi fare qualche passo ed un attimo dopo a terra improvvisamente morta, dando per l’ennesima volta l’impressione che gli eventi siano troppo scombinati e precipitosi.

Nel complesso nulla da dire su scenografia, montaggio, fotografia e dialoghi. Tutto molto coinvolgente, così come gli attori che, nonostante la giovane età appaiono sempre molto naturali. Ho adorato, infine, ripassare il mio amato spagnolo fino a desiderare di vedere a breve anche La Casa di Carta, tanto osannata da chiunque.
Nel frattempo, per questa serie come per altre, non ci resta che aspettare un’ipotetica seconda stagione per capire se può considerarsi effettivamente degna di clamore oppure no.

A presto,

Giancarla.

4 pensieri su “Élite – stagione 1

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